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Barriere architettoniche, Ferrari e Salemi: "La Regione aiuti ad eliminarle"

Il consigliere comunale di Verona Civica, oltre a sollecitare la Regione, chiede al Comune di Verona di togliere il pagamento per l'occupazione del suolo pubblico a chi installa rampe o pedane per i disabili

Una Verona davvero accessibile. Questo l'obiettivo delle proposte di intervento presentate oggi, 19 gennaio, dal capogruppo di Verona Civica Tommaso Ferrari e dalla consigliera regionale del PD Orietta Salemi. Assieme a loro anche Alessia Bottone, giornalista e autrice del documentario-inchiesta "Vorrei ma non posso: quando le barriere architettoniche limitano i sogni". Il video individua molte delle barriere architettoniche con le quali si confrontano i turisti e i residenti con disabilità spesso esclusi dai negozi e dai ristoranti a causa della quasi totale assenza di rampe e pedane di accesso. Il documentario ha anche il merito di sollevare la questione relativa al canone di occupazione del suolo pubblico.

A Verona, a differenza delle altre città venete, il regolamento per l'occupazione di spazi e aree pubbliche non contempla, tra le esenzioni, le rampe permanenti all'ingresso degli edifici privati aperti al pubblico. Un commerciante che decide di dotarsi di una rampa deve così pagare il canone, con una tariffa che dipende da zona e metratura, ma che può aggirarsi anche sui 3000 euro l’anno - ha commentato Alessia Bottone - Un altro tema è l’assenza di interventi capillari per l'accessibilità e la piena fruibilità degli spazi per le persone con disabilità visiva. Un esempio pratico è la linea 22 del trasporto urbano, definita Smile Line: è l’unica dotata di un altoparlante esterno per segnalare l'arrivo del mezzo. È questo uno strumento imprescindibile per ipovedenti e non vedenti.

Posti i problemi, gli amministratori pubblici hanno il compito di trovare le soluzioni e così Tommaso Ferrari ha dato forma a due provvedimenti. Il primo è una proposta di delibera che chiede di modificare il regolamento per l'occupazione di spazi e aree pubbliche con l'esenzione del pagamento del canone per i dispositivi a favore dell'abbattimento delle barriere architettoniche, per le abitazioni private e per le attività commerciali. Il secondo è una mozione che chiede al Comune di Verona di farsi capofila, in rete con altri comuni, per sollecitare la Regione a rifinanziare la legge in materia di eliminazione delle barriere architettoniche.

Accanto al Peba, Verona deve dotarsi di ulteriori strumenti per il superamento delle barriere architettoniche e delle barriere sensoriali, delle quali si sente poco parlare, e per promuovere così l’accessibilità per tutte le persone con disabilità, compresa quella visiva e uditiva - ha sottolineato Ferrari - Chiederemo al Comune, da un lato, di togliere le tasse a chi installa pedane e altri mezzi per facilitare il passaggio, dall'altro un impegno più generale verso la Regione perché proceda a rifinanziare i fondi per l'abbattimento delle barriere architettoniche.

Chi in Regione ricopre il ruolo di consigliera è Orietta Salemi che ha dato il suo appoggio.

Nell'ultimo bilancio della Regione ho chiesto, attraverso un emendamento, un milione di euro per il rifinanziamento della legge. La giunta e il consiglio regionale hanno preferito dire di no - ha concluso la consigliera PD - Sono però i Comuni veneti a chiedere che questo fondo venga nuovamente rifinanziato per poter realizzare dei piani per il superamento delle barriere architettoniche. Per questo condivido l'idea di fare squadra per fare pressing sulla Regione affinché dalle parole e dagli slogan delle elezioni si passi ai fatti concreti.

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