Lunedì, 18 Ottobre 2021
Politica Zai / Strada delle Trincee

Rifiuti nell'area delle ex Fonderie Biasi: «Sono lì almeno dal 2007 e visibili da Google Earth»

È Michele Bertucco a riportare il risultato del sopralluogo di Arpav, eseguito dopo la segnalazione giunta da un cittadino: «Parliamo di cumuli di rifiuti, scarti di lavorazioni di fonderia, e di una cisterna che spande sul terreno circostante “vernici, grasso e liquidi di lavaggio pezzi”»

«Sono lì almeno dal 2007, visibili persino da Google Earth, ma finora sono passati totalmente inosservati agli occhi solitamente vigili degli assessorati all’Ambiente e all’Urbanistica, di norma solerti a verificare (nel primario interesse dei cittadini e non certo dei privati che mettono a profitto il territorio) ogni minimo aspetto delle pratiche urbanistiche, a partire dalle fidejussioni...». 
È Michele Bertucco, consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune, a riportare il risultato di un sopralluogo dei tecnici Arpav nell'area situata in Strada delle Trincee, scattato dopo una segnalazione giunta all'Agenzia regionale per la prevenzione e protezione ambientale del Veneto da parte di un cittadino. 

«Parliamo di cumuli di rifiuti - prosegue Bertucco -, precisamente scarti di lavorazioni di fonderia, e di una cisterna da 48 metri cubi che spande sul terreno circostante “vernici, grasso e liquidi di lavaggio pezzi”. Tutto materiale accumulato nel corso degli anni nell’area della Fonderia ex Biasi, chiusa dal 2012.
Sono stati “rinvenuti” soltanto grazie ad un esposto-segnalazione di un cittadino che ha fatto attivare le verifiche dell’Arpav riportando così “alla luce” ciò che in realtà era da anni sotto agli occhi di tutti ma che pare fosse inspiegabilmente sfuggito a fior di tecnici, ingegneri e architetti che stanno lavorando alla demolizione e alla bonifica dell’ex area Biasi nell’ambito del progetto di raddoppio del centro centro logistico.
Vi è presenza in vari punti di rifiuti presumibilmente non pericolosi” scrive la relazione Arpav. “Per la maggior parte terre di fonderia e in alcuni punti rifiuti da demolizioni; detto materiale non può essere considerato terre da riporto poiché deriva da un abbandono sistematico di rifiuti avvenuto fino dalla chiusura dell’azienda avvenuta nel 2012, ciò viene avvalorato anche dall’immagine storica ricavata da Google Earth dalla quale si evince che nel 2007 in vari punti di aree non pavimentate si vede il colore nero caratteristico delle terre di fonderia esauste”».

L'area infatti è interessata dal progetto di riqualificazione che dovrebbe far sorgere un nuovo centro logistico dalle ceneri delle ex fonderie, un progetto presentato nel mese di marzo. 
«Grazie ad un cittadino, dunque, abbiamo ora la certezza che tali rifiuti verranno correttamente smaltiti e che, presumibilmente, verranno condotte ulteriori indagini sullo stato dei terreni - conclude Bertucco -. Resta invece tutta aperta la partita urbanistica con la richiesta di portare il polo logistico da 40 mila a 70 mila metri quadrati, e della sostenibilità viabilistica dell’area, che sarà gravata dal passaggio aggiuntivo di 120 furgoni e 490 auto in più al giorno. Tutto traffico che si riverserà in gran parte su via Forte Tomba (attraverso l’apertura di via Leopoldo Biasi) ove si creerebbe una pericolosa commistione con l’uscita della tangenziale. Ma anche qui Ambiente, Viabilità e Urbanistica fanno orecchie da mercante…». 

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