Ex Cartiere di Verona, non più centro commerciale ma nuove abitazioni

La giunta comunale ha approvato le modifiche proposte dai costruttori privati, ma Partito Democratico e Sinistra e Verona in Comune sollevano dubbi sulla sostenibilità

L'area delle Ex Cartiere (Gmaps)

L'amministrazione comunale di Verona ha ricevuto dai costruttori privati la proposta di modifica del progetto per l'area delle Ex Cartiere, un'ampia superficie compresa tra il canale Camuzzoni, Via Fedrigoni e Via Basso Acquar. Una proposta che è stata accettata dalla giunta e che ora dovrà essere inserita nella pianificazione urbanistica della città.

Il cambiamento principale è che nella zona non sarà più costruito un centro commerciale. La maggior parte dell'area sarà residenziale e quindi saranno costruiti soprattutto appartamenti, circa 250. Oltre alle case, saranno eretti muri e soffitti per uffici e strutture ricettive. Solo una piccola porzione sarà adibita a commerciale, per la costruzione di negozi e di un piccolo supermercato.
Una modifica sostanziale, che quindi toccherà anche le opere compensative, le quali dovranno essere diverse da quelle previste precedentemente.

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Pronte, però, le reazioni delle opposizioni, le quali vogliono vedere il nuovo progetto nei minimi dettagli. Intanto, però, le prime reazioni non sono positive. «Con la benedizione data al cambio di progetto per le Ex Cartiere, da insediamento a prevalenza commerciale ad insediamento a prevalenza residenziale, Il sindaco Federico Sboarina e l'assessore Ilaria Segala sembrano dare per acquisito il recupero dell'area, ma non è così - hanno commentato i consiglieri comunali del Partito Democratico Elisa La Paglia, Federico Benini e Stefano Vallani - Aver tolto il centro commerciale è un bene, ma un nuovo quartiere di mille persone non può essere calato dall'alto senza che alla proprietà dell'area vengano date precise indicazioni e senza che vengano richieste adeguate compensazioni. I risultati della mancanza di una politica abitativa negli ultimi decenni si evidenziano nel relativo spopolamento conosciuto dal capoluogo a vantaggio dei comuni della cintura, scelti da molti giovani per mettere su famiglia. Le stesse famiglie che poi mantengono lavoro, conoscenze e contatti nel capoluogo, ingenerando involontariamente una imponente mole di traffico quotidiano. È il paradosso di una città che ogni anno registra migliaia di sfratti a fronte di decine di migliaia di alloggi sfitti o vuoti. E chi deve occuparsi di questo divario e di queste disuguaglianze se non il Comune? Affrontare tali problematiche richiede al Comune un ruolo propositivo in operazioni immobiliari così imponenti, al fine di massimizzare la qualità della vita dei cittadini e non solo il profitto dei proponenti. La sfida è accogliere le famiglie che da anni scelgono comuni limitrofi per rapporto tra spazio, prezzi e servizi; ricongiungere i quartieri a sud con il centro; sanare il deficit di verde pubblico della zona e, non da ultimo, rendere sostenibile l'intervento stesso, che si colloca tra due zone nere del traffico cittadino».
E sulla sostenibilità del progetto sono dubbiosi anche l'urbanista Giuseppe Campagnari ed il consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco: «Quando vedremo il nuovo progetto per le Ex Cartiere capiremo meglio la concezione degli spazi che hanno in mente gli architetti - scrivono - Possiamo tuttavia assicurare che con 211mila metri cubi a disposizione gli alloggi possono essere molti di più rispetto a quelli annunciati. Il centrodestra continua a portare avanti a Verona una politica urbanistica che si limita ad acquisire le proposte dei privati senza fare nemmeno lo sforzo di coordinarle o di costruirci sopra un minimo di politica pubblica. Lo testimonia il contesto in cui si vorrebbero calare questi nuovi mille abitanti delle Ex Cartiere: Ex Magazzini generali trasformati in polo direzionale e commerciale, Fiera, mega alberghi all'Ex Manifattura Tabacchi e all'Ex Safem; centri commerciali e ancora alberghi nei pressi del casello autostradale. Vista la mole imponente dell'intervento, che in totale cuba ben 300mila metri cubi, comprensivi di albergo, supermercato e uffici, si può dire che questo cambio di progetto risparmia a Verona Sud l'ennesimo inutile mega centro commerciale, ma che si tratti di un intervento sostenibile resta tutto da dimostrare».

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