Elezioni, il punto nascite di Borgo Trento nel programma de "Il Veneto che vogliamo"

Il movimento civico che appoggia la corsa di Arturo Lorenzoni alla tornata regionale del 20 e 21 settembre, si è presentato davanti alla struttura sanitaria scaligera afflitta dal problema del citrobacter

I candidati de Il Veneto che vogliamo davanti all'ospedale di Borgo Trento

Lunedì, davanti all'ospedale di BorgoTrento a Verona, Arturo Lorenzoni, candidato presidente alla Regione Veneto, ha presentato candidate e candidati della lista scaligera per "Il Veneto che vogliamo", cogliendo anche l'occasione per parlare di un argomento di grande rilevanza come i casi di citrobacter registrati nella struttura sanitaria. 

La scelta della "location" per la presentazione delle 5 donne e 4 uomini, provenienti dal territorio veronese, non è dunque casuale: il punto nascite è infatti tuttora chiuso ed è uno dei temi primari e centrali del Vcv. Nelle intenzioni del movimento civico, c'è l'idea denunciare con il proprio programma quelle cge vengono ritenute criticità regionali e indicare proposte di risoluzione concrete. 

Conferenza di denuncia e proposta

L'incontro di presentazione dunque si è trasformato in una conferenza stampa di denuncia e proposta, secondo i suoi promotori. "La denuncia di un sistema sanitario - riferisce una nota - che anni di amministrazioni regionali di destra hanno indebolito e privatizzato a danno di un sistema sanitario pubblico che ha salvato la regione dal Covid-19. Mostrando come occorra rinforzare la sanità pubblica, stabilizzandone il lavoro, rilanciando i territori e le usl, collegando la salute alle politiche ambientali.
Perché è mancata una programmazione ambientale: lo denunciano i molti record negativi del Veneto, dallo stato dell’aria e dell’acqua, al consumo di un suolo sempre più cementificato e impoverito".
Il Vcv propone dunque un risanamento che dovrebbe ripartire dalla tutela dell’aria, dell’acqua e dell’ambiente tutto, dalla promozione di una mobilità sostenibile; da un’economia verde che parta da una pianificazione territoriale e urbanistica seria, che si accompagni a piani di efficienza energetica e salvaguardia dei vari ecosistemi.

Per quanto riguarda i bisogni delle famiglie, definiti "inascoltati", "sempre più segnate dalle diseguaglianze sociali", i candidati de Il Veneto che vogliamo propongono un’attenzione maggiore alle figure di cura e ai servizi per anziani e disabili; l’istituzione di fondi e luoghi capaci di rispondere a fragilità sociali, violenze sulle donne, mancanza di politiche abitative e di sostegno economico. "Perché se è vero che viviamo una crisi economica importante, non possiamo pensare che a pagare siano sempre le stesse classi sociali, o che la mancanza di una politica economica che guarda al sociale sia motivo per aumentare l’acredine nei confronti delle presenze migranti e straniere presenti sui territori", specifica la nota.

Per i cadidati del Vcv, una "politica regionale seria deve ripartire dalla scuola, dagli spazi e dagli strumenti dedicati a essa, garantendo il diritto di accesso e combattendo l’abbandono scolastico, favorendo la formazione culturale di chi vi lavora. Perché la cultura, in quest’ultimo ventennio di mala politica, è stata il vero fantasma nelle istituzioni regionali. La cultura intesa come patrimonio dei beni comuni, a partire dagli spazi urbani e beni culturali; intesa come volano dell’economia ma anche e sopratutto come diritto al lavoro di chi è espressione delle varie arti.
E infine la cultura intesa come senso civico, quella che mette al centro il tema della che legalità, non solo per le vicende giudiziarie recenti, ma per la costruzione di una società più etica e giusta".

Questo il programma per il Veneto del movimento civico e di seguito la lista dei candidati per il Veronese: Francesca Bragaja (Verona), sindacalista, femminista, impegnata a difesa dei diritti, della Terra e dei territori; Riccardo Anoardo (Fumane), consigliere comunale, imprenditore e attivista ambientalista; Jessica Cugini (Verona), giornalista del “Piccolo Missionario” e “Nigrizia” per Fondazione Nigrizia onlus; Michele Bertucco (Verona), impiegato, consigliere comunale, già presidente Legambiente Veneto e Legambiente Verona; Barbara Gelmetti (Costermano), consigliera comunale, impiegata in azienda di informatica; Vasco Carradore (San Bonifacio), già consigliere comunale, impiegato tecnico pensionato, attivista punto di riferimento per le questioni legate alla TAV tra Verona e Vicenza; Donatella Ramorino (Legnago), insegnante, già assessora all’urbanistica, mobilità, politiche del territorio, sociale e salute; Carlo Piazza (San Martino BA), medico psichiatra psicoterapeuta, già primario ospedaliero, attivista contro le discriminazioni sociali; Laura Tarantino (Villafranca), assistente dir. commerciale e marketing.

Per Arturo Lorenzoni queste elezioni Regionali «sono un’occasione storica per portare una politica centrata non sull’appartenenza ai gruppi politici, ma sulla condivisione di contenuti e di obiettivi che stanno a cuore ai cittadini del Veneto: la protezione dell’ambiente, la difesa della sanità pubblica, lo stimolo all’investimento sul territorio per la creazione di valore per tutti” - e poi “un turismo lento, vicino alle persone, capace di interpretare i nuovi vincoli imposti dalla situazione sanitaria, un trasporto pubblico finalmente protagonista».

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