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Domenica, 26 Giugno 2022
Elezioni Centro storico / Piazza Bra

Sboarina, Tosi e Tommasi a confronto in Gran Guardia. Richiamo di Zelger alla «democrazia sostanziale»

Il candidato contesta la scelta dell'Ordine degli Ingegneri di chiamare all'incontro solo i tre rappresentanti delle principali coalizioni: «Credo che il mancato invito sia non solo una mancanza di rispetto verso gli esclusi, ma anche un segnale di scarsa lungimiranza in un periodo di grandi trasformazioni sociali»

Nel pomeriggio di giovedì 19 maggio, all'interno del palazzo della Gran Guardia a Verona, si svolge l'incontro “Comune di Verona - Elezioni Amministrative 2022. Confronto su temi di interesse della Città che riguardano direttamente o indirettamente la Categoria degli Ingegneri”. 
Un incontro promosso dalla sezione scaligera dell'Ordine degli Ingegneri, a cui partecipano i candidati sindaco Federico Sboarina, Flavio Tosi e Damiano Tommasi, indicati come i «principali» pretendenti nella corsa a Palazzo Barbieri. 

Una scelta non condivisa da Alberto Zelger, candidato con "Verona per la Libertà" e sostenuto da "Il Popolo della Famiglia", oltre che dalla lista civica "Zelger sindaco", che con una nota diffusa ha criticato l'esclusione sua e degli altri due candidati alle elezioni amministrative del 12 giugno. 
«Credo che il mancato invito sia non solo una mancanza di rispetto verso gli esclusi - ha detto Zelger -, ma anche un segnale di scarsa lungimiranza in un periodo di grandi trasformazioni sociali, che potranno essere superate solo con il contributo di tutti.
Ho due fratelli ingegneri, io stesso ho una formazione tecnico-scientifica, avendo insegnato in 3 università (a Bologna ho insegnato Geometria ai futuri ingegneri); non credevo che l’Ordine degli Ingegneri potesse scavalcare le regole non scritte della democrazia sostanziale. Dispiace inoltre che i loro iscritti non possano ascoltare le nostre proposte. Cercheremo comunque di farle conoscere attraverso altri canali, sempre pronti a collaborare con chiunque in un libero confronto d’idee.
Mi rendo conto che la legge sulla par condicio si applica soltanto ai media, e non alle organizzazioni private. Resta il fatto che, con questi limiti, prevarranno sempre e soltanto le cordate politiche finanziate e sostenute dai poteri forti, con grave vulnus della democrazia».

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