Tosi impietoso: "Berlusconi le spara grosse, Monti sia concreto"

Il sindaco di Verona non risparmia critiche neppure agli alleati. Interrogato poi su possibili dissapori interni, il primo cittadino smentisce: "Non ci massacriamo tra di noi"

Mentre destra e sinistra si contendono la scena elettorale, tra promesse e “proposte choc”, riprende la parola anche il sindaco di Verona Flavio Tosi che, come sua abitudine, non risparmia parole pungenti tanto per gli avversari quanto per gli alleati.

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PROMESSE DA MARINAIO - “Sull’Imu – attacca senza remore il primo cittadino - Berlusconi l’ha sparata grossa, ma è deprimente vedere che tutti fanno a gara a chi fa la promessa più ammiccante”. Il segretario veneto del Carroccio riserva però critiche ancor più dure al premier Monti, perché “fra Berlusconi e Monti a sorprendermi maggiormente è il professore: è un tecnico, da lui ci si aspetterebbe la massima serietà. Mentre il cavaliere di promesse così ne fa ad ogni campagna elettorale e ormai ci siamo abituati”. Per Tosi, insomma, sarebbe meglio “una campagna elettorale un po’ più seria che avesse la forza e l’onestà di concentrarsi sugli aspetti dolorosi ma inevitabili come i tagli alla spesa pubblica, piuttosto che una rincorsa stucchevole tra proposte chiaramente irrealizzabili”.

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UNITI PER FORZA – Il sindaco non si risparmia, e finisce quindi anche per parlare di quella alleanza con il Pdl che poco è piaciuta alla base padana e che lui stesso, pochi giorni prima del nuovo accordo ufficiale, aveva definito “dannosa”, salvo poi decidere che si trattava di una mossa “vincente” quando ormai il dado era tratto. “Un matrimonio d’interesse – lo definisce oggi il sindaco - come lo sono tutti i patti elettorali. Anche Bersani e Vendola vanno d’amore e d’accordo”. 

Tosi ribadisce quindi come l'accordo sia solo funzionale “alla riconquista della Lombardia che per noi è la chiave di volta nella costruzione della macro-Regione del Nord”. Sui malumori interni alla Lega il segretario veneto getta acqua sul fuoco: “Noi non ci massacriamo come accade altrove: tra me e Zaia non c’è alcun problema”, e smentisce che esistano tensioni in Veneto tra i big locali del Carroccio. “Maroni è l’unico big della Lega e se non è ancora arrivato in Veneto è perché è concentrato sulla Lombardia ma arriverà il 15 e il 22 febbraio”. Rimandando a dopo l’esito delle urne gli eventuali problemi con l’ala bossiana del partito Tosi infine riconferma l’intenzione di ammodernare l’apparato attraverso il “modello Verona”. “È la strada giusta - conclude - non a caso verrà seguita anche da Maroni in Lombardia”.

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