Zaia contro Tosi: "Ha trasformato una ferita in una cancrena"

Il governatore del Veneto, messo alle strette per un rimpasto della giunta regionale, spara ad alzo zero sul primo cittadino scaligero, chiedendo un congresso e l'aiuto di Maroni

Luca Zaia

Anche Luca Zaia, governatore della regione Veneto, commenta i risultati delle elezioni politiche, che restituiscono un quadro preoccupante per il Carroccio. La regione è stata infatti conquistata dalla coalizione del centrodestra, ma al tempo stesso Lega e Pdl hanno perso la loro posizione di partiti favoriti dagli elettori, con Pd e M5S decisamente avanti in quanto a numeri.

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RIMPASTO FORZATO - Dopo i primi dati emersi ieri sera i berlusconiani Giancarlo Galan e Dario Bond hanno cominciato a chiedere a gran voce il rimpasto in Regione. D'altronde contando i voti del Senato la Lega appare in Veneto come la grande sconfitta, i suoi elettori sono stati il bacino di consenso di Beppe Grillo visto che il partito del Carroccio aveva alle ultime politiche incassato il 27% dei consensi, alle Regionali il 35% e ieri è passato ad incassare solo l'11,1%. Alla luce di simili risultati appare comprensibile l'attacco del Pdl alla lega e la richiesta di rimettere in discussione gli assessorati.

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LOTTA INTESTINA - La risposta del governatore è secca e univoca: "nessun rimpasto". Zaia lo dice chiaramente: "In giunta non cambierò neppure un assessore, men che meno la sanità". Ma il governatore non se la deve vedere solo con gli ambiziosi pidiellini. Da tempo, infatti, Zaia tiene la bocca cucita su Tosi e sui programmi che il sindaco potrebbe avere per il post-elezioni, ma oggi il politico del Carroccio veneto ha deciso di togliersi qualche sassolino e ha sparato ad alzo zero in direzione del primo cittadino scaligero. Zaia accusa Tosi di aver "trasformato una ferita in una cancrena" con le sue dichiarazioni contro l'alleanza con il Pdl, sarebbe quindi anche colpa del sindaco il pessimo risultato ottenuto dalla Lega. Secondo Zaia Tosi si sarebbe espresso in maniera troppo negativa, alimentando lo scontento della base e impedendo così che gli elettori tornassero a fidarsi del partito. Per quanto riguarda poi l'eventuale progetto del dopo elezioni di Tosi, il governatore appare scettico: "Non possono farlo in tre in una cabina telefonica, serve un congresso". Zaia conclude chiedendo l'intervento di Maroni come figura di garanzia e, sulle dimissioni del sindaco scaligero, chiude con un laconico "parleremo serenamente al nostro interno".

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