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Rete! Damiano Tommasi inaugura la sede elettorale: «Porto un nuovo modo di fare politica con responsabilità e credibilità»

«Lo so che la campagna si gioca sulle emozioni, sullo slogan più efficace negli ultimi due giorni prima del voto. - ha detto il candidato sindaco di Verona Damiano Tommasi - Ma non serve a nulla se poi lo slogan non si tramuta in fatti concreti. Io racconterò soltanto di cose fattibili, ascolterò le persone, imparerò dalle eccellenze»

Nel pomeriggio di ieri, sabato 7 maggio, è stata inaugurata a Verona la sede del comitato elettorale di Rete!, occasione in cui il candidato sindaco Damiano Tommasi ha raccontato la sua idea di campagna elettorale. Un’idea che si può riassumere con il semplice motto: «Un nuovo modo di fare campagna elettorale, per un nuovo modo di fare politica». Un'idea che, anzitutto, si presenta all'insegna di due linee guida principali: «Responsabilità e credibilità».

«Il mio è un approccio atipico, ne sono consapevole. - ha detto Damiano Tommasi - Le persone e i media, si aspettano slogan, progetti, promesse. Ma io non sono fatto così. Debbo capire prima, debbo entrare nei problemi, debbo poter parlare con le persone. Questo è stato il mio modo di fare all’avvio di questa avventura: era più importante creare la squadra, fare lavorare le persone insieme, preparare un programma coinvolgendo esperti che stanno già facendo le cose che noi presentiamo».

Il candidato sindaco per il centrosinistra a Verona Damiano Tommasi ha poi aggiunto: «Lo so che la campagna si gioca sulle emozioni, sullo slogan più efficace negli ultimi due giorni prima del voto. Ma non serve a nulla se poi lo slogan non si tramuta in fatti concreti. Io racconterò soltanto di cose fattibili, ascolterò le persone, imparerò dalle eccellenze, parlerò di futuro. Lascerò che del passato parlino gli altri».

Concetti che si sposano con un’altra filosofia che guida il modo di ragionare di Damiano Tommasi, quello della "semina", ovvero quel passaggio fondamentale per il candidato sindaco di Verona se poi, un domani, si vorranno raccogliere i frutti di un buon lavoro: «Le mie origini della montagna mi riportano ai ritmi della natura: la semina, la cura, l’attesa in un tempo disteso che, lo so, mal si addice alla comunicazione "toccata e fuga" dei nostri giorni», ha concluso con la consueta pacatezza Damiano Tommasi.

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