Anna Maria Bigon si ricandida per la Regione Veneto: «Verona è stata dimenticata da Zaia»

Sanità garantita per tutti, istruzione e tutela dell'ambiente i capisaldi di Anna Maria Bigon, candidata Pd al Consiglio regionale: «Verona deve riacquisire dignità in Veneto»

Presentazione della candidatura di Anna Maria Bigon

In vista delle elezioni regionali 2020 che si terranno il prossimo 20 e 21 settembre anche in Veneto, ha preso il via la campagna elettorale della consigliera Pd Anna Maria Bigon, nuovamente candidata: «È arrivato il momento di cambiare, Verona merita di avere un ruolo centrale nel Veneto: per troppi anni, invece, è stata considerata la Cenerentola». Questo il leit motiv della campagna elettorale della consigliera uscente del Partito Democratico, Anna Maria Bigon, che ha presentato ufficialmente la propria candidatura insieme ai parlamentari Alessia Rotta e Diego Zardini, ma anche al consigliere comunale veronese Stefano Vallani e al consigliere provinciale e sindaco di Belfiore Alessio Albertini.

Primo appuntamento della giornata, visto che stasera alle 18.30 a Fumane ci sarà l’evento inaugurale dove interverranno il candidato presidente Arturo Lorenzoni e Stefano Fracasso, capogruppo del Pd in Consiglio regionale. «Verona è stata dimenticata dalla Giunta Zaia, nonostante un assessorato di peso. I temi da affrontare in questa campagna elettorale sono molti, mettendo al centro la cura delle persone e l’ambiente. - ha sottolineato Anna Maria Bigon - L’epidemia Covid ha ricordato l’importanza della sanità pubblica, che va finanziata adeguatamente sull’intero territorio, garantendo cure di qualità in tempi accettabili.  Non ci può essere una sanità di serie A per chi può permettersela a pagamento e una di serie B per tutti gli altri».

Ma al centro delle prerogative politiche della candidata dem Anna Maria Bigon vi è anche «la questione dell’educazione e dell’istruzione nella fascia da zero a sei anni. La Regione - argomenta Bigon - deve investire seriamente per assicurare alle famiglie e ai loro figli questi servizi fondamentali. Ricordo che il Trattato di Lisbona prevede che almeno il 33% degli aventi diritto, un bambino su tre, abbia un posto in un asilo nido, mentre in Veneto siamo a uno su quattro». Infine vi è spazio anche per la tutela dell'ambiente, altro tema che la candidata Pd ritiene essere stato dimenticato dall'amministrazione Zaia: «Da tre anni,- spiega Anna Maria Bigon - siamo la Regione con il maggior incremento di consumo del suolo, segno che le leggi della Giunta Zaia sono state assolutamente inefficaci. E nel 2019, come certifica il rapporto Ispra, la provincia di Verona è purtroppo al primo posto in Italia». 

Presente per l'occasione anche la vice capogruppo dem alla Camera Alessia Rotta, la quale ha evidenziato come «Verona sia la Cenerentola del Veneto rispetto a molte problematiche non certo secondarie, come la sanità, la promozione turistica e i trasporti. Deve riacquistare dignità rispetto alla parte orientale della Regione». A sottolineare nuovamente l'importanza delle tematiche ambientali ci ha quindi pensato il collega On. Diego Zardini, spiegando che «dovranno essere centrali nella prossima legislatura. Il Veneto e Verona hanno bisogno di un diverso modello di sviluppo».

Il consigliere comunale a palazzo Barbieri Stefano Vallani ha quindi aggiunto: «Abbiamo apprezzato la volontà di Anna Maria Bigon di fare squadra con gli amministratori locali, la sua capacità di ascolto, diventando un vero punto di riferimento per il territorio». Un concetto, questo, ribadito anche da Alessio Albertini: «Tutta la provincia è al suo fianco. Vista la doppia preferenza di genere, infatti, sono ben tre le candidature maschili che corrono in ticket con la consigliera Bigon: Enzo Righetti, l’ex sindaco di Pescantina Luigi Cadura e Alberto Mancini».

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