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Elezioni Santa Lucia e Golosine

Patto per Palazzo Barbieri: Croce non si candida e corre con Tosi. Pioggia di critiche dagli avversari

La corsa per il ruolo di sindaco di Verona vede un altro colpo di scena, ovvero l'alleanza tra il già due volte sindaco e il leader di Prima Verona, in passato già insieme per le elezioni ma anche protagonisti in seguito di violenti scontri

È stata suggellata nella mattinata di giovedì, al mercato rionale di Santa Lucia, la nuova alleanza politico-amministrativa in vista della tornata elettorale del 12 giugno che coinvolgerà anche Verona. Ad incontrarsi sono stati i due candidati Michele Croce e Flavio Tosi, i quali, dopo un lungo incontro, riferiscono di aver trovato convergenza su alcuni temi che il movimento civico Prima Verona ritiene cardini fondamentali, ovvero quartieri, sicurezza, decoro e sostenibilità.  

«Non ho deciso di fare un passo indietro, ma di fare un passo a fianco dell’unico candidato credibile per ricostruire il futuro di questa città – ha detto Michele Croce, leader di Prima Verona e già past president di Agsm, mentre spiega le ragioni della sua decisione -. Per il bene di Verona, come ho sempre fatto, ho deciso di mettere da parte i personalismi per scommettere su un candidato che ha già dimostrato in più occasioni di essere vicino ai veronesi e ai nostri quartieri, e il fatto che abbiamo deciso di sancire proprio in un mercato la nostra alleanza politica è la prova di tutto questo».

«Con Michele, anche se in alcuni momenti non sono mancati scontri, anche duri, ho sempre mantenuto un rapporto personale e sono contento che abbia deciso di schierarsi con noi per porre fine all’immobilismo di questa Amministrazione che in cinque non ha fatto nulla. Ben venga quindi l’appoggio di un gruppo con il quale abbiamo combattuto e vinto battaglie importanti, come quella per evitare di svendere Agsm e che sappiamo tutti quanto sia costata a Michele».

Michele Croce dunque presenterà una sua lista che si affiancherà alle altre civiche che sostengono Tosi, ma non concorrerà tra i candidati: «Il mio nome sarà sul simbolo di Prima Verona, ma ho deciso di spendermi per i miei candidati e di dare il mio sostegno e il mio appoggio prima di tutto a loro», spiega Croce.

Trai i candidati che presenterà la lista Prima Verona ci sono personalità storicamente vicine al leader Michele Croce ma anche tanti volti nuovi che hanno deciso di mettere le proprie esperiente e competenze al  servizio dei Veronesi, come ad esempio, solo per fare alcuni nomi: il fratello Andrea attuale consigliere della 3a circoscrizione, la Direttrice di Casartigiani Verona Katia Balasso, il presidente dell’associazione diabetici Verona Davide Caldelli, l’imprenditore ambientale Andrea Zaglia, la consigliera della 6a circoscrizione Martina Pertile, il cantante lirico della Fondazione Arena Morris Pantò, il regista Michele Calì, l’urbanista Marcello Poiani, il vicepresidente dei florovivaisti veneti Francesco Bellini, il pensionato Agsm Marco Bonato, lo scenografo Giorgio Argento, l’imprenditore Marco Ledri, Giuseppe Forgia.

Nel 2017, dopo essere stato eliminato al primo turno, Michele Croce aveva appoggiato l'attuale sindaco Sboarina al ballottaggio proprio contro la candidata della lista Tosi, Patrizia Bisinella, entrando così in maggioranza. Un rapporto però che si è concluso nel 2019, quando il CdA di Agsm ha sfiduciato proprio il presidente Croce.
Storie tese in precedenza tra lo stesso Tosi e Croce, il primo diventato sindaco per la seconda volta e l'altro eletto tra i consiglieri, per poi diventare presidente Agec. E proprio dalle inchieste sulla partecipata, partite dalle segnalazioni dello stesso Croce, era nato lo scontro tra i due, che ora sono tornati insieme per sfidare il primo cittadino uscente. 

Le reazioni degli avversari

Un'alleanza che naturalmente non è passata inosservata, soprattutto al gruppo che appoggia la ricandidatura dell'attuale sindaco.  
«Dopo la “Rivoluzione dei Veronesi”, libro in cui Michele Croce candidato sindaco nel 2017 contro la coppia Tosi-Bisinella aveva denunciato veri e presunti scandali amministrativi di quegli anni, rivendicato la paternità di condanne e arresti in Agec da cui Tosi lo aveva "cacciato con un pretesto perché occorreva eliminare un presidente scomodo, eliminarlo dalla scena prima che le scoperte su Appaltopoli diventassero di dominio pubblico", dopo anni di feroci battaglie contro il malaffare legato alla pubblica amministrazione, dopo le bordate contro l’allora vicesindaco Vito Giacino arrestato per corruzione, Croce alleandosi con Tosi alle prossime elezioni ha deciso di scrivere una nuova fatica letteraria, stavolta comica, che però purtroppo per l’autore non fa ridere, anzi, è la triste rappresentazione della svendita di valori a lungo ostentati a fini elettorali e riposti nell’armadio alla disperata e inutile ricerca di una poltrona». Queste le parole del vicepresidente del Consiglio comunale Paolo Rossi, esponente di Battiti per Verona Domani, al quale fa seguito il capogruppo del movimento, Daniele Perbellini: «“Vi rendete conto che personaggio è Michele Croce? Uno che passa la vita a screditare e diffamare gli avversari”, tuonava Flavio Tosi. E che dire della cacciata di Croce dall’Agec, voluta dallo stesso Tosi che l’aveva accusato d’essersi rifatto l’ufficio a spese dei veronesi? Tosi l’aveva allontanato con ignominia. Anni di battaglie, anche legali, e poi… to’, a due mesi dalle elezioni scoppia l’amore. Pag.27 del libro scritto da Michele Croce: “Non è il racconto della storia di Verona Pulita, il movimento da me fondato nel 2012 come risposta civica a una politica basata sulla mala gestione e su comportamenti, dallo stesso sindaco ritenuto legittimi, ma che in realtà hanno portato all’intervento della magistratura e a significative condanne”. Il sistema, secondo Croce, era divenuto “drammaticamente corrotto” e Verona era stata resa “tristemente famosa” per “le cronache giudiziarie”. Non c’era più il “valore delle istituzioni”. Poveri elettori (ex?) dell’uno e dell’altro: speriamo per loro che si tratti di “Scherzi a Parte”». 
Ha commentato così invece il consigliere comunale della Lega, Andrea Velardi: «Ci sarebbe da ridere più che al “Benny Hill Show” di fronte all’incredibile alleanza tra Flavio Tosi e Michele Croce, se non fossimo al funerale della logica, senza dover per forza scomodare la coerenza. Abbiamo assistito a video e contro video di denuncia reciproca per anni, e mi chiedo ora con quale faccia chi parlava di “sistema-marcio” imputandolo all’ex sindaco di Verona possa allearsi con lui, fulminato sulla via di Marzana. In questo momento sto provando a mettermi nella testa di chi aveva deciso, legittimamente, di votare Tosi o Croce, nemici per la pelle, e ora invece se li trova a braccetto, e non solo. Chi vorrà ancora votare uno dei due dovrà farsi andare bene perfino l’alleanza con Renzi che nella lista dell’ex sindaco ha calato il suo pupillo Federico Vantini, già nel direttivo nazionale del Pd».
«Non bastava l’alleanza con Renzi, per anni goffamente smentita da Flavio Tosi e ora ufficialmente confermata. Adesso Tosi si è alleato, per un pugno di voti (in meno), anche con Michele Croce, lo stesso che per anni ha associato l’amministrazione Tosi al malaffare, al torbido, che ha lungamente parlato di “legami anomali tra appalti comunali e personaggi legati alla ‘ndrangheta e ad altri esempi di cattiva amministrazione portati alla ribalta da Report che hanno dedicato al sistema Verona un’intera puntata”. Adesso, dalla grottesca conferenza stampa di Croce, apprendiamo che “l’unica persona seria, concreta, credibile la cui amministrazione ha dato risultati concreti è Flavio Tosi”. Peggior fine politica, per il secondo candidato di centrosinistra alle prossime comunali, non poteva esserci», ha aggiunto Maria Fiore Adami, capogruppo di Fratelli d’Italia.

Le frecciatine a questa alleanza non sono però arrivate solamente dalla destra. Anche Michele Bertucco, consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune, si è espresso sull'accordo Croce-Tosi: «Sui muri campeggiano ancora i cartelloni che ne annunciano la candidatura solitaria ma Michele Croce ha già deciso di girare la barca e portare acqua al mulino di Tosi.
Il cantiere elettorale della destra è come una stazione ferroviaria dove ognuno sale sul treno che preferisce senza spiegare nulla a nessuno.
Tornano a casa Tosi-Bisinella Gigi Pisa e Antonio Lella, mentre Massimo Piubello, ex capogruppo tosiano, va a Fratelli d'Italia. Considerato che di formazione politica Piubello è di estrema destra, il passo è meno lungo di quanto appaia, ma con lui converge, in Lega, anche l’assessore uscente Segala che invece dice di essere moderata.
Ma è Croce ad essere ormai diventato un caso di studio, avendo passato tutte le corti politiche ed avendo fallito ovunque. Ora ritorna da Tosi come se nulla fosse. Più della coerenze e delle convergenze programmatiche, sembrano contare gli accordi pre elettorali.
Mancano di coerenza e senso del pudore gli stessi candidati a Sindaco, con Tosi che promette di fare ciò che non ha fatto in 10 anni, e Sboarina che fa la parte di quello appena arrivato presentando come alleata di ferro la Lega con cui ha litigato per 5 anni in giunta e nelle aziende partecipate».

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