Se vince Sboarina, se vince Bisinella. Come cambia il consiglio comunale

Tre sono i fattori che possono cambiare la composizione del consiglio, la vittoria di un candidato sindaco o dell'altro al ballottaggio e gli apparentamenti

I cittadini di Verona domenica 11 giugno non hanno eletto il loro sindaco, ma hanno scelto i due candidati al ballottaggio in programma il 25 giugno. La scelta del ballottaggio sarà tra il candidato del centrodestra Federico Sboarina e la candidata tosiana Patrizia Bisinella.

Ieri, 12 giugno, è stato il giorno dei commenti e dei calcoli. I commenti degli sconfitti e dei vincitori e i calcoli esatti dei voti presi dalle singole liste che poi andranno a formare il consiglio comunale. Sono tre i fattori che possono modificare la composizione dell'assise cittadina: la vittoria di Sboarina, la vittoria di Bisinella e gli apparentamenti.

Una lista attualmente esclusa potrebbe infatti avere un suo spazio nel consiglio comunale se decidesse di unirsi (o per meglio dire apparentarsi) durante la prima settimana di campagna elettorale per il ballottaggio con la coalizione di uno dei candidati sindaco. Oppure una lista potenzialmente presente in consiglio comunale, ma in minoranza, potrebbe passare in maggioranza, se decide di apparentarsi con un candidato sindaco (sempre se quel candidato sindaco poi vince il ballottaggio). Questo è l'apparentamento e c'è tempo fino al 18 giugno.

Nel caso in cui non ci fossero apparentamenti è già possibile calcolare quanti seggi avranno le singole liste sia nel caso vincesse Sboarina sia nel caso vincesse Bisinella, tenuto conto che il consiglio comunale sarà composto da una maggioranza di 22 consigliere comunali più il sindaco e una minoranza di 14 consiglieri comunali, totale 37 seggi.

SE VINCE SBOARINA. Nel caso vincesse Federico Sboarina, il candidato che ha ottenuto più voti domenica scorsa e che quindi parte favorito, il gruppo più numeroso di consiglieri comunali sarà quello della lista più votata della coalizione che lo sostiene, Battiti per Verona, che avrebbe 11 seggi. Alla seconda più vota, la Lega Nord, 7 seggi, e i restanti quattro seggi divisi equamente tra Forza Italia e Fratelli d'Italia.

In minoranza i due gruppi più grandi sarebbero quelli del PD e della Lista Tosi con 3 seggi ciascuno. Ci sarebbero inoltre due seggi per le due candidate, Bisinella e Salemi, ma si dovrebbero dimettere dai loro rispettivi incarichi (Bisinella è senatrice e Salemi è consigliere regionale). Due seggi per il Movimento 5 Stelle. E un seggio per le liste Ama Verona, Verona Civica, Verona Pulita e Verona in Comune.

SE VINCE BISINELLA. In caso di rimonta della candidata tosiana, il consiglio comunale avrebbe una Lista Tosi con ben 16 consiglieri comunali, 2 ne avrebbe Fare! e 4 la lista civica Ama Verona.

La minoranza sarebbe meno frastagliata con i due seggi per i due candidati sindaco Sboarina e Salemi, 3 seggi per Battiti per Verona e 3 per il PD, 2 seggi per Lega Nord e 2 per il Movimento 5 Stelle, 1 seggio per Verona Civica e 1 seggio per Verona Pulita. 

Al momento dunque in bilico ci sarebbe solo Verona in Comune di Michele Bertucco, mentre il Popolo della Famiglia di Filippo Grigolini in ogni caso resterebbe fuori dal consiglio comunale.

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