Bisinella alla Regione: "Sblocchi gli Ospedali di comunità che tiene fermi"

All'incontro con òe sigle sindacali dei medici di base di Verona, la candidata ha annunciato che pretenderà da Venezia maggiore attenzione all'eccellenza sanitaria scaligera", in caso venisse eletta

"La prima cosa che farò qualora eletta Sindaco sarà potenziare la conferenza dei Sindaci del Veronese per pretendere da Venezia maggiore attenzione all'eccellenza sanitaria scaligera – dall'Azienda ospedaliera universitaria, ai nostri nosocomi, al territorio con il sistema dei medici di famiglia – e per far sbloccare immediatamente l'attivazione degli Ospedali di comunità che Venezia tiene fermi da oltre un anno". Così Patrizia Bisinella, candidato sindaco di Fare!, Lista Tosi e altre Civiche di Centrodestra, al confronto organizzato oggi, martedì 20 giugno, dalle sigle sindacali dei medici di base di Verona: FIMMG, SMI e SNAMI.

"È sconcertante l’assenza di risposta da parte della Regione Veneto che dalla primavera del 2016 ha detto, falsamente, che gli Ospedali di comunità erano stati già autorizzati– aggiunge Patrizia Bisinella - Ricordo che a Verona sono in 'ballo' più di ottanta posti letto per pazienti che, dopo interventi o a seguito di malattie croniche, andrebbero assistiti in una struttura protetta ma che invece, attualmente, vengono scaricati sulle famiglie. Ci sono, appunto, più di ottanta posti in tre strutture dedicate. Sono numeri importanti, sono servizi essenziali per molte famiglie veronesi: la Regione deve darci una risposta e la vogliamo subito. Non può permettersi di continuare a prendere in giro noi veronesi".

E ancora: «L’eccellenza della sanità regionale è dovuta all’eccezionale sforzo dei suoi operatori e Venezia non può mettere in secondo piano i punti di forza di Verona, rispetto al resto della Regione. La politica socio-sanitaria non può basarsi su calcoli di convenienza politica o sul solo obiettivo di ridurre i costi senza guardare però all’efficacia di queste azioni sui pazienti. Per questo, è sufficiente far partire gli Ospedali di comunità che consentono un risparmio di 250 euro giornalieri per ogni assistito, rispetto ai costi della ospedalizzazione ordinaria. L’amministrazione di Verona ha cercato di ovviare a questo 'vuoto' regionale grazie al suo assessorato ai Servizi sociali cercando di assistere i lungodegenti al proprio domicilio, garantendo servizi concreti: dal sostegno all’acquisto dei medicinali, alla fornitura di pasti a domicilio o il trasporto verso i centri di cura. Noi proseguiremo su questa strada, salvaguardando senz'altro  il ruolo essenziale dei medici di famiglia che rappresentano un nostro fondamentale baluardo".

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