Elezioni e Parco dello Scalo. Sboarina: "Un sogno". Bisinella: "Irrealizzabile"

Questione di numeri. Quelli usati da Sboarina per mostrare la grandezza del progetto e i costi illustrati dalla candidata tosiana che lo renderebbero impossibile da realizzare

Un'immagine del progetto del Parco dello Scalo proposto da Federico Sboarina

I numeri. Utili, fondamentali, ma quando indicano delle grandezze diventano strani. Facciamo fatica a comprenderli, perché finché si tratta di pensare un parco la nostra mente non ha problemi, ma pensare un parco di 500 mila metri quadrati è difficilissimo, quasi impossibile. Bisogna aiutare il nostro cervello con un oggetto noto che aiuti a fare un confronto. Come quando mettiamo una moneta da un euro di fianco ad un oggetto prima di fotografarlo. Quella moneta farà capire a chi guarderà la foto quanto è grande effettivamente quell'oggetto. Ma per 500 mila metri quadrati non si può utilizzare una moneta da un euro. Oddio, si potrebbe anche fare, ma è un calcolo assurdo. In pratica per coprire un parco da 500 mila metri quadrati servirebbero quasi 12 milioni di monetine da un euro, una di fianco all'altra. Forse è meglio usare qualcosa di più grande per fare un confronto. Un campo da calcio è grande circa 8 mila metri quadrati. Un parco da 500 mila metri quadrati sarebbe dunque superiore a 62 campi da calcio. Ma in realtà il paragone più divertente è che lo stato più piccolo del mondo, la Città del Vaticano, non ci arriva neanche a 500 mila metri quadrati. Quindi si potrebbe dire che il candidato sindaco di Verona Federico Sboarina, all'ex scalo ferroviario di Porta Nuova vuole creare un parco più grande del Vaticano, con 105 metri quadrati di alberi, 195 metri quadrati di prati, 5 chilometri e mezzo di piste ciclabili e 7 chilometri di percorsi.

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Ancor prima di candidarsi, Sboarina lo aveva già chiamato il Central Park di Verona e lo ha presentato ieri, 30 maggio insieme all'architetto Francesco Laserpe. "Nel nostro programma abbiamo dedicato grande spazio ad un sogno che speriamo diventi realtà per un grande parco urbano a Verona Sud - ha detto Sboarina - L’idea va avanti da tanti anni e da qui al 2026, anno in cui verrà liberata l'area dalle ferrovie, richiederà una stretta collaborazione fra Comune e Rfi, anche per la realizzazione di un nuovo terminal al Quadrante Europa. Era un sogno anche parco San Giacomo, che invece si è realizzato, quindi noi ci crediamo".

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"La fascia forestata perimetrale di verde serve da filtro acustico e visivo verso i binari e verso Santa Lucia - ha poi illustrato Laserpe - La mobilità interna si realizzerebbe nel sedime dei binari, da usare come percorsi pedonali e ciclabili. La grande novità sarebbe una passerella che collega il parco alla zona di Borgo Milano. Da un grande gate di ingresso, il parco avrebbe aree sportive e culturali verso Golosine. Dal punto di vista del rispetto ambientale sono previste della vasche di laminazione per le acque reflue, l'irrigazione e gli orti urbani. Ci sono anche impianti sportivi, servizi, aree sosta e gioco, oltre ad un grande palcoscenico con gradinate a quota ribassata per non modificare l'attuale aspetto del parco".

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I numeri. Li ha usati Sboarina per descrivere il suo Parco dello Scalo. Ma li ha usati anche un altro candidato sindaco, la tosiana Patrizia Bisinella. "Ai valori attuali di mercato, la realizzazione fisica di un parco d 500 mila metri quadrati avrebbe un costo superiore ai 50 milioni di euro - ha detto Bisinella - A questi ne vanno aggiunti altrettanti per le bonifiche belliche ed ambientali e per il trasferimento dei binari. Siamo già ad oltre 100 milioni ai quali va aggiunta l'Iva che per un Comune è un altro costo. Dovendo poi acquisire questa area dal proprietario attuale, le Ferrovie, bisogna prevedere di almeno coprire il loro valore a bilancio, una cifra superiore ai 100 milioni di euro. Il parco poi andrebbe manutenuto e sorvegliato: fanno altri 650 mila euro l’anno. Un semplice calcolo ci dice che la proposta di Federico Sboarina costerebbe oltre 200 milioni di euro, ci spiega dove li va a prendere? Un Comune come Verona ha la possibilità di investire ogni anno una cifra di poco superiore ai 20 milioni di euro e con quelli deve fare tutto. Non è una proposta, è una balla colossale. Tutto l'opposto del nostro progetto che vede, invece, la stretta collaborazione con l'ente proprietario che consentirebbe, banalmente, al Comune di Verona di acquisire la nostra parte di scalo, bonificarla e renderla parco, senza sborsare un euro. La successiva gestione avrà quindi un impatto sul bilancio comunale completamente diverso e gestibile".

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