Una cultura partecipativa e accessibile, la proposta del candidato Bertucco

Il candidato sindaco ha sottoscritto il "Decalogo della politica culturale per sindaci", stilato da Tomaso Montanari, presidente di Giustizia e Libertà

Anche la presentazione di un libro può essere un'occasione in campagna elettorale per manifestare un reciproco sostegno. Il presidente di Giustizia e Libertà Tomaso Montanari, docente di storia dell'arte, ha presentato il suo ultimo libro "Cassandra muta" a Verona, comunicando la sua preferenza per il candidato sindaco Michele Bertucco. A sua volta, Bertucco, ha sottoscritto il "Decalogo della politica culturale per sindaci", stilato proprio da Montanari.

"Le piazze, le chiese, i palazzi italiani sono belli, perché sono nati per essere di tutti, e per consentire ai cittadini d'incontrarsi su un piano di parità - ha dichiarato Montanari - Le città italiane sono luoghi di confronto e di accoglienza, città che non devono essere espropriate da un turismo forsennato. Le città sono degne di questo nome se fanno star bene chi le abita e se, in forza di questo, offrono accoglienza e ospitalità".

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Tra i consigli che Tomaso Montanari ha scritto per i sindaci si può leggere ad esempio: "Non organizzare nemmeno una mostra: ogni volta che viene voglia di farne una, pensare a quanti monumenti del territorio comunale sono chiusi o in pericolo, e provare a salvarne almeno uno", oppure "Tenere aperta almeno una biblioteca fino a mezzanotte, tutte le sere", e ancora "Promuovere e finanziare la costituzione di orchestre giovanili di musica classica nei quartieri". Regole che il candidato sindaco Michele Bertucco si è impegnato a rispettare perché incarnano "un'idea di cultura partecipativa e accessibile, il che non significa, in termini populisti, fatta dalla gente, ma aperta ai contributi e alle iniziative dei quartieri e dei cittadini - ha spiegato Bertucco - L'idea di fondo è di riattivare un meccanismo di produzione culturale che negli ultimi anni, e non solo a Verona, si è inceppato sugli eventi esclusivi, sui festival dei vip, sulle inaugurazioni prestigiose, che faranno ascolti ma non fanno cultura".

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