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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
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Rotta verso Tommasi, la deputata del Pd annuncia di candidarsi a consigliera comunale di Verona nel 2022

Anche Alessia Rotta in appoggio dell'ex calciatore Damiano Tommasi candidato sindaco alle prossime amministrative per un centrosinistra che appare "unito", mentre la destra sembra ad oggi "una e trina"

Verona è una città di destra, una frase che tutti abbiamo sentito dire almeno una volta e magari persino pronunciato. La si sente al bar, la dicono forse per darsi la carica prima di un'elezione i politici che quel perimetro frequentano, l'hanno detta i politici del campo avverso dopo una sconfitta elettorale, quando era oramai solo il tempo di darsi una pacca sulla spalla e dirsi, ci abbiamo provato, ma che ci vuoi fare? Verona, dunque, sarebbe una città di "destra", ma a forza di esserlo è accaduto che la "destra", per una strana forma di scissiparità cellulare applicata alla politica, abbia iniziato ad un certo punto a moltiplicarsi: prima due "destre" alle elezioni amministrative del 2017 (ballottaggio Sboarina - Bisinella), ora addirittura tre "destre" all'orizzonte del voto nel 2022.

Il sindaco uscente Federico Sboarina ha più volte detto di volersi ricandidare, l'ex sindaco di Verona per due mandati consecutivi Flavio Tosi ha altrettanto confermato di volersi ripresentare il prossimo anno dopo il quinquennio sabbatico (in realtà nobilmente trascorso nella veste di consigliere comunale, "fedele a Verona rifiutando possibili incarichi nazionali"), in mezzo c'è la Lega che un candidato, per ora, né lo appoggia, né lo indica. Di nuovo con l'attuale sindaco? I dubbi li ha instillati il leader nazionale Salvini con alcune recenti dichiarazioni. Di nuovo con l'ex figliol prodigo Flavio Tosi? Qui il tema diventa così spinoso che ci si scotta solo a pensarlo. Se a questo si aggiunge il fatto che in Veneto governa Luca Zaia e che in queste ore nella Lega il ministro Giorgetti parrebbe cenare più spesso con Di Maio che non con Matteo Salvini, il quadro diventa sempre più interessante. Last but not least, non ce ne voglia troppo, a Verona nel campo del centrodestra si è mosso d'anticipo anche Michele Croce, l'uomo del ballottaggio pro Sboarina alle scorse amministrative, poi presidente Agsm con epilogo convulso e che nel 2022 si ripresenterà candidato sindaco per Prima Verona. Insomma, dire che la "destra" a Verona è una e trina forse nemmeno basta più. 

Divide et impera, l'adagio probabilmente comincia a piacere nel campo del centrosinistra veronese. Anche perché in fondo, all'apparenza, non c'è nemmeno da far grande fatica e dimenarsi per dividere chicchessia. Così l'organizzazzione di movimenti civici e partiti, sostanzialmente il Partito democratico, attorno alla figura carismatica di Damiano Tommasi candidato sindaco nel 2022 per il centrosinistra, parrebbe essere un singolarissimo moto d'unitarietà verso ambiziosi futuri orizzonti di gloria. Non succede dal 2002 a Verona con la vittoria del sindaco Paolo Zanotto, l'anno prossimo da quel 9 giugno saranno trascorsi vent'anni. Legittimo crederci, dunque, e comprensibile il proliferare degli entusiasmi, anche se naturalmente la situazione è ben più complessa di quanto sinora non si sia cercato di descriverla.

A "destra" sono davvero così incolmabili le divisioni e le distanze, oppure il "collante" miracoloso del potere, come spesso accade in politica, alla fine farà emergere una sintesi? Propenderemmo più per la seconda ipotesi, certo ancora tutta da scrivere e configurare. E, di converso, a "sinistra" si è davvero così uniti attorno a Damiano Tommasi? Oggi senza dubbio nelle dichiarazioni d'intenti formali sì, ma restano due questioni: la prima, l'elettorato cittadino reale più a sinistra, quello per intendersi che la domenica non va né in chiesa né allo stadio, accetterà davvero nelle urne Tommasi come il proprio sindaco o finirà con il non sentirsi rappresentato? La seconda, forse più decisiva ancora: di qui al primo turno la strada per il centrosinistra, salvo clamorosi autogol, parrebbe non presentare enormi insidie, ma le spine potrebbero vedersi una volta conquistato il secondo turno, perché a quel punto al ballottaggio si porrebbe il tema di eventuali apparentamenti, appoggi, strizzatine d'occhio con altre liste e, a quel punto, il pallone potrebbe anche bucarsi. Bertucco lo ha già detto chiaro e tondo: niente accordi con Flavio Tosi, né prima né dopo.

Ma lasciamo la fanta-Realpolitik e torniamo all'oggi, ovvero alla calata degli assi da parte del Partito democratico in appoggio al nome di Damiano Tommasi per le amministrative di Verona nel 2022. L'annuncio è stato dato via social, tramite un post su Facebook che ha rivelato la volontà dell'attuale parlamentare dem Alessia Rotta di candidarsi il prossimo anno a consigliera comunale a palazzo Barbieri, naturalmente al fianco dell'ex centrocampista della Nazionale: «La candidatura di Damiano Tommasi rappresenta una grande opportunità per la città di Verona e la costruzione di un centrosinistra largo e inclusivo aperto al mondo civico. - scrive su Facebook la deputata Pd Alessia Rotta - A Verona, finalmente, si può costruire una vera alternativa. La nostra città ha bisogno di respirare, di cambiare, di più servizi e ambizioni che i cittadini meritano. Per questo - annuncia Alessia Rotta - ho deciso di candidarmi al Consiglio comunale perché credo fermamente a questo progetto al quale desidero dare un contributo, lavorando per rafforzare il collegamento tra l'amministrazione e il Governo. In Parlamento mi sono occupata spesso di questioni vitali per la città: dalla Fondazione Arena alle infrastrutture, dalla variante alla statale 12 fino al filobus. Abbiamo sfide cruciali per lo sviluppo della città - ha quindi concluso Alessia Rotta - a partire dalla destinazione del ricco patrimonio della difesa e del demanio: dalle caserme ai compendi, compreso Castelvecchio, dal destino delle autostrade all'aeroporto».

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