Elezioni regionali, salta la finestra di giugno. Disappunto governatori, Zaia: «Scandaloso»

Da Emiliano e De Luca a Zaia: «Spiace che il governo abbia approvato un diverso decreto senza alcun ulteriore confronto». Si andrà al voto a inizio settembre o al più tardi a novembre

Elezioni regionali

«A causa della difficile situazione legata al Covid-19, il Consiglio dei Ministri ha ritenuto opportuno posticipare anche le prossime elezioni amministrative e regionali, così come già previsto per il rinvio del referendum costituzionale sulla riduzione del numero dei parlamentari. In questo modo si garantirà al meglio il diritto dei cittadini alla partecipazione democratica, ma anche le esigenze delle amministrazioni regionali e comunali per contrastare l’epidemia». Lo ha dichiarato Federico D'Incà, Ministro per i Rapporti con il Parlamento e le riforme in merito al rinvio delle elezioni amministrative e regionali, in seguito alla decisione del Consiglio dei Ministri.

«Del resto - prosegue D'Incà - lo svolgimento delle elezioni richiede non solo che sussistano condizioni di sicurezza sanitaria il giorno fissato per il voto, ma anche che sia assicurato il pieno ed effettivo esercizio dei diritti politici nella fase precedente, durante la quale si raccolgono le firme per presentare le candidature e si svolge la campagna elettorale. Queste condizioni non sono compatibili con la convocazione di elezioni prima di settembre».

«Per questo - osserva il Ministro D'Incà - la durata degli organi regionali di Campania, Liguria, Marche, Puglia, Toscana e Veneto, fissata in 5 anni, viene allungata di ulteriori 3 mesi, così che gli attuali organi regionali possano rimanere in carica. La scadenza degli organi regionali è pertanto prorogata dal 31 maggio al 31 agosto. Le elezioni saranno indette dai presidenti regionali al più presto per domenica 6 settembre e, al più tardi, per domenica 1 novembre. Le elezioni amministrative si terranno tra il 15 settembre ed il 15 dicembre».

La replica dei governatori

La decisione ha scatenato la reazione politica dei governatori di regione coinvolti direttamente dall'iniziativa, poiché in scadenza di mandato. In una nota congiunta a firma dei presidenti Michele Emiliano, Vincenzo De Luca, Giovanni Toti e per il Veneto Luca Zaia si legge quanto segue: «Nel Consiglio dei Ministri, a quanto si apprende, è stato approvato un provvedimento che prevede lo slittamento del voto tra settembre e novembre e cancella la finestra di luglio sulla quale erano state consultate, con esito positivo, molte delle regioni che andranno al voto. Spiace che il governo abbia approvato un diverso decreto senza alcun ulteriore confronto. Ovviamente aspetteremo di leggere il testo per esprimere un compiuto giudizio che vada oltre il metodo. Ribadiamo la necessità di garantire agli elettori l'inalienabile diritto ad esprimersi nel tempo più rapido possibile, compatibilmente con l'andamento della epidemia».

I governatori Vincenzo De Luca, Michele Emiliano, Giovanni Toti, Luca Zaia nella loro nota aggiungono: «Ritenendo, per quanto è possibile prevedere oggi, l'estate sia la stagione più sicura dal punto di vista epidemiologico, ribadiamo ulteriormente la necessità di allargare la finestra di voto, come da noi richiesto, al mese di luglio. In ogni caso è comune intendimento delle nostre regioni convocare i cittadini al voto nella prima data utile consentita dal provvedimento del governo». 

Ancora più duro il commento individuale da parte del governatore del Veneto Luca Zaia che, nella serata di ieri durante un intervento televisivo al programma "Quarta Repubblica", ha dichiarato in riferimento al provvedimento del governo: «È scandaloso quello che ha deciso di fare il governo. C'era un provvedimento concordato con i governatori che prevedeva una finestra da luglio a settembre e ne è uscito un provvedimento che non c'entra niente con quello validato dalle Regioni».

Il segretario regionale Pd: «Ha prevalso il buon senso»

«Alla fine ha prevalso il buonsenso e il governo ha raccolto l’appello di quanti, tra cui il Partito democratico del Veneto, segnalavano pesantissime criticità di un eventuale turno elettorale in pieno luglio». Il segretario regionale del Pd in Veneto, Alessandro Bisato, ha invece apprezzato la decisione del governo di consentire il voto alle amministrative e alle regionali tra settembre e ottobre.

«Speriamo sia una data unica in tutta Italia, per le comunali e per i consigli regionali, - auspica Bisato - Una decisione giusta. Siamo ancora nella Fase 1, la campagna elettorale è l’ultimo dei nostri problemi. Ora dobbiamo concentrarci nel combattere il virus. Con l’avvio della Fase 2, - ha sottolineato il segretario regionale del Pd in Veneto, Alessandro Bisato - il primo problema da affrontare è quello della ripresa economica e del sostegno alle imprese. In particolare del turismo. Sgombrato il campo dalle elezioni, ora è possibile pensare a come far ripartire questo fondamentale comparto veneto, pur con tutte le cautele, e a salvare la parte principale della stagione, cioè i mesi estivi di luglio e agosto».

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