Elezioni, Zaia rieletto celebra il plebiscito e annuncia «cinque anni di rivoluzione pacifica»

Luca Zaia rieletto governatore in Veneto con un risultato epocale che gli consentirà il completo controllo sul Consiglio regionale: «Autonomia è la madre di tutte le battaglie»

Chiamatela vittoria ad personam, chiamatela "strabordante", definitela un "plebiscito", la sostanza è una sola: il governatore uscente e rieletto Luca Zaia ha segnato un vero e proprio punto di non ritorno per il Veneto, sbaragliando il centrosinistra unito e polverizzando le minoranze. Il Consiglio regionale rinnovato avrà del clamoroso, con la stragrande maggioranza degli eletti appartenenti al centrodestra, mentre all'opposizione resteranno le briciole per il Pd, con il Movimento 5 Stelle che appare definitivamente orientato a scomparire in Veneto dai palazzi del potere.

Arturo Lorenzoni ha commentato l'esito della tornata elettorale scrivendo che «non è andata come volevamo», ma il vero dato politico è che il suo nome in molte delle zone periferiche del Veneto, centri cittadini a parte, resta ai più tutt'oggi banalmente sconosciuto. Insomma, l'impressione è che Zaia abbia vinto una partita senza avversari e a questa considerazione si aggiunga anche l'effetto coronavirus, a patto di intendersi su cosa ciò voglia dire. Per effetto coronavirus non intendiamo né la sbandierata "buona gestione" dell'emergenza sanitaria da parte del governatore Zaia, né la presunta sovraesposizione mediatica di Zaia in questo periodo, bensì una cosa molto più semplice ed efficace: la paura di cambiare in un periodo di stravolgimenti epocali che ha pesantemente condizionato l'intero elettorato. Mai come oggi i veneti hanno avuto timore di cambiare la vecchia per la nuova, mai come oggi il voto dei veneti è stato un voto tanto rassicurante, quanto alla spasmodica ricerca di rassicurazioni che solo il volto noto di Zaia avrebbe potuto fornire.

Il governatore appena rieletto avrà pur qualche merito dirà qualcuno, e certamente è anche così. Ma ad evidenziarli è talmente bravo lui stesso che val la pena lasciargli direttamente la parola: «Saranno cinque anni di rivoluzione totale, pacifica, gandhiana. Il mondo digitale ci aiuterà. L'autonomia - ha detto Zaia quest'oggi nella conferenza stampa celebrativa della vittoria - è la madre di tutte le battaglie: chi non la vuole è un irresponsabile».

Zaia ha poi rivelato di aver ricevuto il messaggio di complimenti da parte del segretario federale della Lega Matteo Salvini, ribadendo per l'ennensima volta di non avere alcuna mira nazionale interna al partito: «Ho una responsabilità, questa è una pagina di storia - ha sottolineato Zaia - l'affluenza è stato il vero valore importante di queste elezioni: è il popolo che sceglie per il popolo». Sempre sull'autonomia, il governatore Zaia ha detto di aver ricevuto una chiamata anche dal ministro Francesco Boccia e poi ha concluso: «È un percorso già tracciato, a Roma non dormano sonni tranquilli. Nella Lega non mi risulta ci sia un'anima contraria all'autonomia. Dire di "no" vuol dire non rispettare i veneti». Il refrain degli ultimi dieci anni non è cambiato di molto, chissà che nei prossimi cinque di governo in Regione da parte di Zaia si possa davvero cambiare il risultato amministrativo e, sul tema dell'autonomia, passare dalle parole ai fatti.

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