Elezioni, Orlando (PD): «Salvini e Zaia due facce della stessa medaglia»

Il vicesegretario nazionale del Partito Democratico ha lanciato l'ultima settimana di campagna elettorale e prima di lui lo ha fatto Marina Sereni, viceministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale

Orlando e Allegri (Foto Facebook - Giandomenico Allegri)

Ultima settimana di campagna elettorale e poi domenica 20 e lunedì 21 settembre si voterà per il rinnovo del consiglio regionale e per la scelta del presidente della Regione Veneto. E a lanciare l'ultima settimana di campagna elettorale del candidato consigliere del Partito Democratico Giandomenico Allegri ci ha pensato un big del suo partito, il vicesegretario Andrea Orlando, arrivato ieri, 13 settembre, in Piazza Bra a Verona. «La destra sta dividendo il tema dell'emergenza sanitaria da quello dell'emergenza economica, un errore mortale - ha dichiarato Orlando - Strizzare l'occhio ai negazionisti come fa Salvini significa giocare col fuoco perché una nuova emergenza sanitaria precluderebbe una ripresa dell'economia. C’è di mezzo anche il destino del Veneto, qui. E bisogna dire che Salvini e Zaia sono le facce di una stessa medaglia: uno mira alla pancia populista, l'altro non si è ancora capito che posizione abbia sui fondi europei e in particolare sul Mes, che consentirebbe gli investimenti necessari per migliorare la sanità pubblica veneta. Con il PD, il modo chiaro di affrontare il virus sarà al centro dell’agenda, anche in Veneto, e garantirà una prospettiva anche a questa regione».

INCONTRO MARINA SERENI GIANDOMENICO ALLEGRI-2

E a tirare la volata ai candidati democratici ci aveva pensato qualche giorno prima anche Marina Sereni, viceministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. «Sono qui a trasmettere la coerenza tra PD nazionale e PD regionale - ha dichiarato Sereni - La coerenza di chi lavora per far sì che i fondi europei siano utilizzati per dare all'Italia, al Veneto e quindi anche a Verona una crescita equilibrata e sostenibile, rafforzando il sistema sanitario e creando nuovi e buoni posti di lavoro. Le politiche di Roma, penso anche al patto per l’export, dimostrano inoltre che si può essere vicini al Nord senza essere secessionisti: questo è un grande territorio produttivo ed economicamente vivace ma dobbiamo modernizzarlo perché torni forte sui mercati internazionali».
Sereni ha spiegato le priorità del governo sugli aiuti dall’Europa: «Investire nelle infrastrutture e nelle aziende, nella transizione ecologica dell'economia, nella formazione e nella ricerca, ma anche digitalizzare la pubblica amministrazione: noi prima della pandemia crescevamo poco, più lentamente di tutti, per colpa di strozzature che bloccano questo grande Paese manifatturiero». E Allegri ha aggiunto: «I fondi europei servono a modernizzare il Veneto anche tramite infrastrutture viarie e telematiche, parte di quegli interventi fondamentali con cui trattenere i 12mila giovani che ogni anno trovano lavoro fuori dalla nostra regione. Ci sono poi i capitoli imprescindibili dell'innovazione e della ricerca: con l'Industria 4.0, pensando alla dimensione veronese delle pmi, è stata data una spinta notevole, almeno sul piano degli investimenti in macchinari, ma bisogna continuare a investire sulle figure umane. Non dimentichiamo poi la necessità di un centro agro-sperimentale a Verona, provincia dimenticata dalla Regione».

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