Lettera a Mattarella: «Le elezioni regionali non si tengano in autunno»

A scriverla sono stati Luca Zaia, Giovanni Toti, Luca Ceriscioli, Michele Emiliano e Vincenzo De Luca, i cinque presidenti delle Regioni Veneto, Liguria, Marche, Puglia e Campania

Sergio Mattarella (Foto di repertorio)

Le firme che concludono la lettera inviata al presidente della Repubblica Sergio Mattarella sono quelle Luca Zaia, Giovanni Toti, Luca Ceriscioli, Michele Emiliano e Vincenzo De Luca. I cinque sono i presidenti regionali rispettivamente di Veneto, Liguria, Marche, Puglia e Campania e con questo messaggio ufficiale rivolto alla più alta carica dello Stato esprimono la propria contrarietà al decreto in discussione in Parlamento in materia di elezioni.

Zaia, Toti, Ceriscioli, Emiliano e De Luca hanno rimarcato all'inizio della loro lettera il difficile momento che l'Italia ha dovuto passare a causa dell'epidemia di coronavirus. Un momento in cui Governo e Regioni hanno collaborato lealmente «fino a quando non si è dovuto affrontare il tema del rinnovo delle legislature regionali in scadenza il 30 maggio prossimo». Si sarebbe dunque creata una spaccatura tra Stato e Regioni. E il motivo è la decisione contenuta nel decreto legge in discussione che prorogherebbe le legislature regionali fino al 30 agosto 2020 e che imporrebbe di trovare una data per le elezioni regioni nei 60 giorni successivi, quindi tra settembre e ottobre. Troppo tardi per i cinque presidenti regionali che vorrebbero aprire le urne durante l'estate.

Nella lettera a Mattarella viene evidenziato che la decisione del Governa è stata presa «in difformità dal parere dalle Regioni» e senza mai aver «resa pubblica la motivazione sanitaria che giustificasse come dal punto di vista dell'epidemia di Covid-19 vi siano maggiori rischi nel mese di luglio piuttosto che nei mesi autunnali, quando fin dai primi di giugno sono permesse tutte le attività economiche, culturali e sociali e financo gli spostamenti tra regioni».

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«Al contrario - proseguono i presidenti regionali - come anche si evince dal parere reso dal Comitato Tecnico Scientifico, esigenze sanitarie sconsigliano fortemente di ritardare le elezioni verso i mesi autunnali, in quanto potrebbe aversi una recrudescenza del virus che porterebbe a dover rinviare la scadenza elettorale di ulteriori, troppi, mesi. Riteniamo, inoltre assolutamente inopportuna la fissazione di una data che pregiudichi la riapertura delle scuole. Da ultimo constatiamo che una decisione che può essere giustificata soltanto da ragioni sanitarie e emergenziali sta assumendo i contorni di una decisione politica e, ci sia concesso, basata sulla convenienza di parte, che, a nostro avviso, non può giustificare la compressione dell'autonomia legislativa regionale e del diritto di voto degli elettori».

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