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Ci eravamo tanto amati: la Lega appoggerà Flavio Tosi sindaco di Verona nel 2022? Salvini: «Mai dire mai»

Il leader della Lega Salvini: «Non ho la fortuna di incontrare Flavio Tosi da qualche anno, però io parlo con tutti quelli che hanno qualcosa da dire per il futuro di Verona, non per il passato di Verona»

Il passaggio del leader della Lega Matteo Salvini nella provincia veronese durante lo scorso weekend, in particolare nel Comune di Bovolone per appoggiare la candidata sindaca locale, ha sortito anche forse un effetto inaspettato: smuovere le acque nella campagna elettorale ancora sonnecchiante della città di Verona, ovvero un Comune che non andrà al voto già il 3 e 4 ottobre 2021, ma soltanto l'anno prossimo. Ad avere avuto grande eco sono infatti state le parole che Matteo Salvini ha pronunciato al termine del suo comizio, rispondendo alle domande dei giornalisti che gli chiedevano di un possibile "ritorno di fiamma" tra la sua Lega e l'oramai ex esponente d'annata Flavio Tosi. Tra i due non è mistero che in passato siano anche volati i proverbiali "stracci", determinando in una sfida al vertice del partito quello che fu un sonoro strappo, con la fuoriuscita di Flavio Tosi da quella che per lunghi anni era stata la sua unica e vera casa politica.

In vista delle elezioni amministrative di Verona fissate nel 2022, si potrebbe forse assistere ad un'altrettanto clamorosa ricucitura tra Matteo Salvini e Flavio Tosi? In politica, si sa, mai dire mai. A dare un peso di credibilità a quest'ipotesi altrimenti relegabile senza dubbio nell'alveo della fantapolitica, vi sono almeno due fattori: il primo è che in città, ovvero nel singolo Comune di Verona, la forza elettorale della Lega appare negli ultimi anni sbiadita rispetto ai fasti di un tempo. Lo dicono alcune pregresse tornate elettorali, anche se certo il confronto tra le elezioni europee e quelle per eleggere un sindaco è sempre abbastanza improprio. Oltrettuto molti esponenti leghisti occupano tuttora posti chiave ed è indubbio il radicamento territoriale della Lega anche nel capoluogo scaligero, ma diciamo così, le cose potrebbero forse andare meglio sotto il profilo del consenso cittadino. In secondo luogo, il lupo perde il pelo ma non il vizio, e Flavio Tosi ha certamente il vizio, o la virtù, di voler sempre essere al centro dei giochi quando si comincia a fare sul serio. Detto in estrema sintesi, è chiaro che dopo due mandati e cinque anni di attesa per potersi ricandidare, trascorsi sempre a palazzo Barbieri nella veste di consigliere comunale, Flavio Tosi arriverà di slancio al 2022 avendo conservato una golden share elettorale che potrebbe certo non dispiacere sfruttare anche da parte dei suoi ex compagni di viaggio. Se a queste considerazioni si aggiungono le recenti parole di Matteo Salvini, ecco allora che gli indizi da due diventano improvvisamente tre, il che si sa bene che cosa significhi...

Cosa ha detto, dunque, Matteo Salvini? Una cosa molto semplice: la Lega potrebbe appoggiare Flavio Tosi alle prossime elezioni per la carica di sindaco del capoluogo scaligero? Mai dire mai, ecco la risposta del leader leghista. O meglio, Salvini testualmente di Flavio Tosi ha detto: «Non l'ho mai sentito e non l'ho mai incontrato, però per carità: mai dire mai. Noi l'anno prossimo abbiamo Verona e Padova che vanno al voto, fra tante, quindi faremo le nostre valutazioni dopo questo turno di amministrative. Poi saranno veronesi e padovani a darmi le indicazioni su come andare avanti o, eventualmente, cambiare. A Verona non sarà Matteo Salvini a decidere, saranno i veronesi a decidere del destino dei veronesi». Lo stesso leader della Lega Matteo Salvini è stato poi ancora più esplicito rispondendo a quanti a Bovolone lo incalzavano sulla suggestiva reunion con Flavio Tosi: «Non ho la fortuna di incontrare Flavio Tosi da qualche anno, però io parlo con tutti quelli che hanno qualcosa da dire per il futuro di Verona, non per il passato di Verona. Ci sono alcune cose fatte in maniera positiva, ci sono invece alcune cose che non sono state fatte e quindi saranno i veronesi a decidere come andare avanti».

Un passaggio quest'ultimo che a molti è apparso essere non proprio una carezza nei confronti dell'attuale sindaco Federico Sboarina, il quale peraltro ha recentemente fatto una scelta di campo molto precisa decidendo di iscriversi al partito di Giorgia Meloni annunciando pubblicamente il suo ingresso in Fratelli d'Italia. Le parole di Salvini sono infatti state subito rilanciate dai consiglieri comunali del Pd a Verona Federico Benini ed Elisa La Paglia, i quali in una nota al veleno scrivono: «Il messaggio che Salvini ha lanciato da Bovolone è forte e chiaro: il mandato di Sboarina è stato così poco soddisfacente che la Lega è pronta a riabbracciare il suo più acerrimo nemico, Tosi, che punta apertamente a ricandidarsi (per la quarta volta) alla guida della città. Al di là della rivalità politica divenuta palese dopo l’entrata del sindaco in Fratelli d’Italia e delle beghe pre-elettorali, - concludono Elisa La Paglia e Federico Benini - questo della Lega è un giudizio tagliente e molto pesante sull’amministrazione uscente. Non si capisce bene con quale stomaco Sboarina, che ha impostato il suo intero mandato in chiave anti-tosiana, possa riuscire a mandar giù una posizione del genere, che lo delegittima su tutti i fronti».

Considerazioni analoghe sono state fatte tra le fila dell'opposizione anche da Michele Bertucco, il quale punta il dito contro «lo stato di continua belligeranza in seno al centrodestra cittadino», analizzando la situazione dalla più classica delle prospettive, ovvero la carega: «La Lega, - scrive Michele Bertucco intigendo il calamo nel vetriolo - messa all’angolo dal sindaco uscente Sboarina che è tornato ad abbracciarsi con Verona Domani, campione di giravolte elettorali (democristiana con la Dc, tosiana con Tosi, sboariniana con Sboarina) nonché chiaramente sovradimensionata come rappresentanza in istituzioni e aziende (Consorzio Zai, Agsm-Aim, Amia), porta la Lega a riscoprire il suo più acerrimo avversario degli ultimi anni: Tosi. Resta solo da vedere se il riavvicinamento è solo tattico per riposizionarsi rispetto al sindaco uscente, - conclude Michele Bertucco - oppure se Tosi sarà davvero il candidato della Lega».

Per il momento la risposta al quesito da un milione di dollari ovviamente manca, così come assente è il commento alle parole di Matteo Salvini da parte del diretto interessato, ma questo, lo si capisce bene, è ancora una volta il modo migliore per Flavio Tosi di prendersi la scena politica tutta per sé, semplicemente restandosene in silente attesa del suo momento. 

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