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Martedì, 28 Giugno 2022
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Zenti: «Nessuno voti chi sostiene famiglia alterata dall'ideologia gender»

Il vescovo di Verona scrive ai sacerdoti di «non schierarsi per partiti o persone» ma chiede attenzione ai programmi dei candidati per «segnalare presenze o carenze di valori civili con radice cristiana»

Alcuni pensano che sia stata un'ingerenza, ovvero un'intromissione non richiesta. Per altri è stato semplicemente un richiamo a non ignorare le elezioni e a far sentire la propria sensibilità anche alle urne, perché gli uomini di chiesa e i loro fedeli sono anche cittadini con diritto di voto.
Che lo si interpreti in un modo o in un altro, il fatto è di sabato scorso, 18 giugno, ed è una lettera scritta dal vescovo di Verona Giuseppe Zenti ai confratelli della diocesi. Una lettera in cui un'autorità religiosa parla delle elezioni cittadine nel bel mezzo della campagna elettorale per il ballottaggio. Domenica prossima, infatti, i cittadini di Verona dovranno scegliere se confermare alla guida della città Federico Sboarina oppure cambiare affidandosi a Damiano Tommasi.

Nonostante sia arrivato alla pensione, Zenti è ancora vescovo di Verona perché Papa Francesco non ha nominato un sostituto. La sua autorità, dunque, non è venuta meno. E Zenti ha deciso di approfittare fino all'ultimo di questa autorità, ricordando ai sacerdoti i loro compiti e i loro doveri di fronte ad un'elezione amministrativa.

Il passaggio forse più controverso della lettera, riportata da Ansa, è quello in cui Zenti spiega ai confratelli di dover trovare tra i candidati «quali sensibilità e attenzioni sono riservate al tema dell'aborto, all'eutanasia e alla famiglia voluta da Dio e non alterata dall'ideologia del gender».
Zenti, poi, non chiede ai sacerdoti di «schierarsi per partiti o persone, ma segnalare presenze o carenze di valori civili con radice cristiana». E aggiunge di valutare l'attenzione data nei programmi dei candidati a temi come la disoccupazione e «l'attenzione alle povertà, alle disabilità, all'accoglienza dello straniero, ai giovani e alla scuola cattolica a cominciare dalle materne». Temi che per Zenti sono «frontiere prioritarie che fanno da filtro per la coscienza nei confronti della scelta politica o amministrativa».

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