Scalzotto eletto in Provincia, le opposizioni attaccano: «Maggioranza spaccata»

Da Flavio Tosi a Bertucco, passando per il Pd, le forze politiche d'opposizione vedono nell'elezione risicata di Manuel Scalzotto, candidato della Lega e del centrodestra ufficiale, la riprova di una «spaccatura interna alla "non" maggioranza di Federico Sboarina»

La foto pubblicata dal sindaco Federico Sboarina alla vigilia dell'elezione del nuovo presidente della Provincia con in prima linea il candidato ufficiale Manuel Scalzotto - ph Facebook

Nella giornata del 31 ottobre, i sindaci e i consiglieri comunali veronesi hanno eletto il nuovo presidente della Provincia di Verona. Dei due candidati, il sindaco di Cologna Veneta Manuel Scalzotto e il sindaco di Grezzana Arturo Alberti, a spuntarla per un soffio è stato il primo cittadino di Cologna Veneta Scalzotto, il quale nel calcolo ponderato dei voti (quello che conta ai fini dell'elezione e tarato cioè sulla popolosità dei Comuni di riferimento dei votanti), ha raggiunto quota 42.933, mentre il suo sfidante si è fermato a 40.883. In termini assoluti, gli elettori del presidente della Provincia di Verona si sono invece espressi così: 491 voti per il poi vincitore Scalzotto e 556 voti per lo sconfitto Alberti, 8 schede bianche e 3 voti annullati. 

Il rammarico dei tosiani

Nelle ultime ore si sono moltiplicati i commenti politici all'elezione del nuovo presidente della Provincia. L'ex sindaco di Verona Flavio Tosi, sostenitore dello sconfitto Alberti, ha commentato così sul proprio profilo Facebook: «Nonostante la maggioranza degli amministratori abbia votato per noi (556 contro i 491 di Scalzotto), purtroppo non è bastato a colmare il voto "di peso" che questa assurda legge elettorale prevedeva e il nostro Arturo Alberti non è stato eletto Presidente della Provincia di Verona. Abbiamo perso di niente: 50,5% a 49,5%. - ha quindi concluso Tosi - Era una battaglia che dovevamo combattere, per tenere testa alta e schiena dritta di fronte all’arroganza di chi voleva imporre dall’alto un Presidente di Provincia».

Bertucco: «Consiglieri comunali di Verona "traditori" del centrodestra»

In merito il consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco, ha persino parlato di «tradimenti e delusioni» che avrebbero reso alquanto incerta quest'ultima elezione: «Come previsto il nuovo presidente della Provincia di Verona è Manuel Scalzotto candidato della Lega e del centrodestra ufficiale. Ha vinto di un soffio su Arturo Alberti candidato dei tosiani, del Pd (anche se non ufficialmente) e di una parte di Forza Italia. A rendere incerto il voto - ha quindi spiegato Bertucco - sono stati i consiglieri comunali di Verona "traditori" del centrodestra (almeno 5) che pur avendo dichiarato ufficialmente il loro sostegno al candidato leghista hanno scelto Alberti. Lo hanno fatto in una logica spartitoria e di "ricatto" politico e probabilmente sono gli stessi che hanno lasciato Tosi qualche giorno prima delle ultime elezioni comunali e che per questioni "caregare" si sono accomodati con Sboarina».

Pd: «Vacilla la non maggioranza del sindaco Sboarina»

Anche il Gruppo Consiliare Comunale Pd di Verona e il segretario cittadino Luigi Ugoli, hanno puntato il dito contro la «spaccatura interna alla non maggioranza di Federico Sboarina», sottolineando il fatto che lo sconfitto Alberti abbia ottenuto in realtà la maggioranza assoluta dei voti, pur non essendo stato eletto per il meccanismo elettorale che regola l'elezione del Presidente della Provincia. «Un primo riflesso politico di queste elezioni provinciali appena concluse con la vittoria di strettissima misura del candidato "ufficiale" del centrodestra Scalzotto, a cui vanno i nostri complimenti, - si legge nella nota ufficiale del Partito democratico veronese - è che la non maggioranza del sindaco Federico Sboarina vacilla ulteriormente. Cinque dei suoi consiglieri hanno infatti votato contro il candidato sostenuto da Battiti e Lega consentendo così allo sfidante Alberti di guadagnare la maggioranza assoluta dei voti (circostanza che nel sistema elettorale delle Province non assicura però l’elezione)».  

«Questa ulteriore spaccatura non tarderà ad avere conseguenze in consiglio comunale - si legge sempre polemicamente nella nota ufficiale del Pd - dove, di fatto, i consiglieri che ancora credono nelle promesse elettorali di Sboarina e Fontana sono appena sufficienti a mantenere il numero legale in aula. Al di là di opportunismi e personalismi, a tutti i consiglieri si impone una riflessione: può un sindaco così debole, così poco indipendente o, come direbbe Celentano, così "lento", operare per il bene e lo sviluppo della città?».

Paolo Paternoster: «Manuel Scalzotto professionista serio e capace»

Di tutt'altro avviso l'esponente leghista Paolo Paternoster, il quale ha manifestato così il suo entusiasmo per l'elezione a Presidente della Provincia di Verona del sindaco di Cologna Veneta: «Per la prima volta nella nostra storia, ha dichiarato Paternoster - la Lega di Verona esprime il Presidente della Provincia. Un professionista serio e capace, un Sindaco che sta cambiando le cose a Cologna Veneta. Un sentito ringraziamento ai nostri militanti e a tutti gli amministratori, sindaci e consiglieri comunali che si sono impegnati per questo splendido risultato. Conoscendo l'amico Manuel, sono convinto che sarà il Presidente di tutti i 98 sindaci della nostra splendida Provincia».

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