Domenica, 24 Ottobre 2021
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Verona, scuole a pezzi. La Provincia attacca il Governo: "Andremo contro il patto di stabilità"

La situazione dell'edilizia scolastica è grave, ma i fondi sono bloccati dal provvedimento. Pastorello: "Il rispetto del patto è uno dei principali problemi che negli ultimi anni non ci ha permesso di fare manutenzione"

Oggi, nella Sala Rossa del Palazzo Scaligero, il presidente provinciale Antonio Pastorello ha illustrato la grave situazione in cui versa l’attività di manutenzione dell’edilizia scolastica del territorio veronese e ha presentato le iniziative che la Provincia intende attuare in merito. Le problematiche relative all’edilizia scolastica riguardano competenze ancora in carico alla Provincia, che deve garantire la sicurezza di una un'utenza composta da 34.092 studenti delle scuole superiori veronesi. A seguito della riforma Delrio, le risorse a disposizione destinate agli interventi in questo ambito sono nettamente diminuite e si rivela dunque molto difficile, se non impossibile, agire in maniera efficace.

Il patrimonio di edifici scolastici in carico alla Provincia di Verona è costituito da 53 immobili che ospitano 62 sedi o succursali di Istituti. Le strutture di questo tipo, necessitano di manutenzione ordinaria che fino al 2014 era a carico dell'Amministrazione Provinciale, per un impegno di spesa annuale di 600.000 euro destinati a questo tipo di interventi. Per rendere gli istituti scolastici luoghi sicuri, ai sensi delle norme vigenti, sono necessari alcuni interventi di messa in sicurezza di tali strutture, tra cui il rinnovo del CPI (Certificato Prevenzione Incendi), l'adeguamento sismico e la manutenzione straordinaria. Nel caso del Certificato di Protezione Incendi, la situazione delle scuole della provincia è la seguente: l'ottenimento e l'aggiornamento del CPI riguarda 48 fabbricati su 53, di cui 35 hanno il certificato in corso di validità, 4 in corso di rinnovo/ottenimento e 9 scaduto. Per l'adeguamento degli edifici a rischio, il costo preventivato è di oltre 10.000.000 di euro. Per quanto riguarda la sicurezza delle strutture scolastiche in caso di evento sismico, la situazione non è migliore, in quanto nella maggior parte dei casi non sono state effettuate le verifiche previste per le quali sono necessari circa 2.500.000 di euro. A questi costi vanno aggiunte ulteriori somme per eseguire le eventuali operazioni di adeguamento. La manutenzione straordinaria richiede interventi che sono stati rinviati a causa della carenza di fondi e tuttavia i lavori risultano urgenti e necessari al fine di garantire la sicurezza degli utenti. Il continuo rinvio ha causato, inoltre, altri problemi che richiedono ulteriori interventi e costi.

A tal proposito è intervenuto Antonio Pastorello, Presidente della Provincia: “Siamo qui oggi a illustrare la situazione in cui versa il patrimonio edilizio scolastico della provincia. Ci vengono prelevati dal bilancio provinciale 38 milioni di euro sui 76 di spese correnti che abbiamo ogni anno, quindi", sottolinea Pastorello, "ne rimane a disposizione solo il 50% da utilizzare. Con così poche risorse a disposizione, siamo impossibilitati ad agire in modo concreto per risolvere le criticità dell'edilizia scolastica. Annuncio anche che abbiamo firmato una delibera di giunta, andando contro i dettami del patto di stabilità. Il rispetto del patto è uno dei principali problemi che negli ultimi anni non ci ha permesso di fare manutenzione nelle scuole, assieme alla carenza di fondi: il prelievo forzato della metà delle nostre spese correnti non ci consente di fare niente". Il Presidente poi conclude: "Noi ci assumiamo tutte le nostre responsabilità e lo facciamo oltre il nostro potere, approvando il progetto che prevede finanziamenti di 2.600.000 di euro destinati alla sicurezza delle scuole”.

Successivamente, a prendere la parola è Gambaretto, consigliere provinciale con delega alla Protezione civile e all'Edilizia Scolastica: “Attualmente sono presenti 53 edifici scolastici nel territorio veronese che necessitano di una serie di interventi manutentivi. Il primo obiettivo da raggiungere è fare in modo che tutti gli Istituti ottengano il Certificato Prevenzione Incendi CPI. Alcune scuole ne sono dotate, altre sono in fase di verifica, e altre invece non possiedono il certificato: questa situazione è da segnalare. Per quanto riguarda la sicurezza degli edifici in caso di evento sismico, poi, non sono ancora state fatte le verifiche necessarie". La riflessione di Gambaretto devia poi sul tema dei costi: "Si tratta di eseguire interventi sicuramente onerosi, a cui dobbiamo aggiungere il grosso problema della manutenzione ordinaria e straordinaria. Dai conteggi effettuati dal dirigente Castegini, per adeguare le strutture scolastiche sotto ogni punto di vista, la Provincia dovrebbe realizzare interventi per 80 milioni di euro. Stiamo attendendo una conferma dalla Regione del Veneto per l'ottenimento di un finanziamento triennale che preveda lavori di manutenzione in grado di mettere a norma gli edifici. In questo momento", conclude il consigliere, "stiamo lavorando su tre Istituti: il liceo ginnasio S. Maffei e l'Istituto professionale G. Giorgi a Verona e l'Istituto C. Anti di Villafranca. Abbiamo altri progetti che, però, non possiamo finanziare a causa dei blocchi imposti dal patto di stabilità, ed è importantissimo evidenziare la nostra impossibilità ad agire. Siamo in contatto diretto con i Dirigenti Scolastici di varie scuole per confrontarci sulla grave situazione nella quale versano molte strutture sul piano della manutenzione. Gli studenti ricevono la loro educazione scolastica all'interno di ambienti degradati e poco sicuri, in contesti sicuramente non adeguati. Sono situazioni che vanno assolutamente denunciate perché non è possibile che da un lato ci vengano date delle grandi responsabilità, ma dall'altro ci vengano tolti i fondi per adempiere alle nostre funzioni”.

In ultimo prende la parola Riccardo Castegini, dirigente provinciale responsabile Area Manutenzione patrimonio edilizio e rete viaria provinciale, che annota: “La Provincia si trova in grave difficoltà, non solo perché sia a corto di risorse, ma soprattutto perché fino ad oggi ha dovuto limitarne l'utilizzo a causa del rispetto del patto di stabilità. Abbiamo sempre attuato tutti decreti imposti dal Governo, ma ci sono anche alcune norme che ci impongono di garantire edifici scolastici sicuri. Questa garanzia non possiamo più offrirla. Per questi motivi, il prossimo anno scolastico, potrei anche essere costretto a dichiarare inagibili alcune scuole per mancanza di requisiti. In alcuni Istituti sono stati effettuati interventi di manutenzione assolutamente necessari, ma è chiaro", spiega Castegini, "che questo tipo di interventi va programmato per scongiurare il rischio che si presentino problemi di sicurezza. Con la delibera approvata oggi attuiamo una forzatura alla legge di stabilità, perché riteniamo che sia un paradosso avere delle norme che ci impongono di agire e altre che invece non ce lo consentono. Bisogna ricordare", sottolinea infine con rammarico, "che il nostro è un Paese a rischio sismico e che attualmente nel 98% degli Istituti scolastici veronesi non sono ancora state effettuate una adeguate verifiche”.

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