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Domenica, 28 Novembre 2021
Politica Centro storico / Piazza Bra

«Sulle politiche ambientali Verona è ferma». Sboarina: «Non è vero. Fatti passi avanti»

Verona è 69esima nella classica di Ecosistema Urbano 2021, lo studio che fotografa la sostenibilità ambientale dei capoluoghi italiani e che ha innescato una polemica nel comune scaligero

Verona è 69esima nella classica di Ecosistema Urbano 2021, lo studio annuale realizzato da Legambiente, Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore che fotografa la sostenibilità ambientale dei 105 capoluoghi italiani sui dai del 2020.
Nella graduatoria generale, Verona guadagna una posizione rispetto all’anno scorso. Una situazione sostanzialmente stabile come tutte le altre città italiane a causa del Covid. Nonostante questo, Verona ha alcuni dati in leggero miglioramento e riguardano l'aumento degli alberi nelle aree pubbliche e, sul fronte dell'inquinamento atmosferico, i livelli di ozono e di polveri sottili. In ambito di nuove piantumazioni, il Comune di Verona guadagna quasi due punti percentuali rispetto all'anno scorso (dal 23,3% al 25,2), posizionandosi al 27esimo posto della classifica generale. Migliora invece di tre gradini la voce relativa all'ozono, che sale dall’84esimo posto all’81esimo. Da segnalare, in tema di qualità dell’aria, l'85esimo posto di Verona riferito all’indicatore Pm10. Un valore anche qui migliore dell’anno scorso, anche se di un solo punto percentuale, ma che pone la città scaligera in posizione nettamente migliore a quella delle altre città del Veneto e della Pianura Padana (Venezia è al 92esimo posto, Treviso al 91esimo, Rovigo al 90esimo e Padova al 96esimo). Trend positivo anche sull'indicatore relativo alla produzione di rifiuti, da collegare ad una maggiore consapevolezza da parte dei cittadini unita alla campagna informativa da parte di Amia. A questa voce, le posizioni scalate rispetto all’anno scorso sono tre, dal 61esimo posto del 2019 al 58esimo del 2020.

Su questi e sugli altri dati diffusi ieri, 8 novembre, da Il Sole 24 Ore si è comunque innestata una polemica sulle politiche ambientali adottate dall'amministrazione comunale in questi anni. Tommaso Ferrari, consigliere comunale di Traguardi, ha ampliato lo sguardo, facendo notare che Verona «negli ultimi 15 anni ha mantenuto sostanzialmente invariate le proprie performance, mentre la prima classificata, Trento, le ha quasi raddoppiate». Inoltre, ha sottolineato che «nella raccolta differenziata, congelata al 50%, scendiamo al 76esimo posto della classifica. E siamo all'86esimo per concentrazione di polveri sottili nell'aria».
«Una città che si prepara ad affrontare la transizione energetica verso la quale ci spinge l'Europa, se davvero crede nello sviluppo sostenibile, deve fare scelte coraggiose, radicali e tangibili - ha concluso Ferrari - Non servono soluzioni spot, ma una progettualità coerente e strategica, specialmente adesso. Con gli annunci si combina poco».

Sui rifiuti e sugli altri piazzamenti bassi di Verona nei 18 parametri presi in considerazione da Ecosistema Urbano, è intervenuto anche il consigliere comunale Michele Bertucco. «La media dei rifiuti pro capite annui resta a quota 500 chili, la raccolta differenziata sempre attorno al 50%, verde e piste ciclabile non fanno progressi, l'inquinamento da ozono in estate e da polveri sottili nel resto dell'anno è sempre ai massimi livelli - ha detto Bertucco - Verona si conferma una città ferma su tutti i principali parametri ambientali. Verona spicca tra le peggiori città medio-grandi del Centro-Nord per inquinamento, dispersione della rete idrica, efficienza della depurazione. Continuiamo a produrre troppi rifiuti mentre il nostro tasso di raccolta differenziata, inchiodato al 50%, è stato superato anche da una metropoli come Milano. Resta altissimo il tasso di motorizzazione mentre il verde pubblico si fa sempre di più attendere. Risultati deludenti che sono la logica conseguenza della mancata predisposizione e attuazione della necessaria programmazione».

A tutte le critiche provenienti dalle opposizioni, il sindaco Federico Sboarina ha risposto così: «La posizione di Verona è stabile, come quella di tutti gli altri capoluoghi di provincia. Lo dicono gli stessi realizzatori dell'indagine, consapevoli che la causa vada cercata nel Covid e nel lockdown. Il consigliere Bertucco si ostina a non vedere il trend di miglioramento della qualità dell'aria e soprattutto che Verona è la città messa meglio per polveri sottili di tutto il Veneto, esclusa Belluno. E come mai si sorvola sul dato in aumento degli alberi in aree pubbliche? Forse perché perdono di valore gli inutili girotondi o i finti allarmi per i tagli di piante malate? L'aumento del verde pubblico è l'indicatore che certifica la piantumazione di migliaia di nuovi alberi, condotta dal 2017 ad oggi e che continua. Una voce su cui invece ancora la classifica non registra i progressi è quella delle piste ciclabili. In media ci vogliono circa due anni per completare una infrastruttura, infatti sono molti i cantieri avviati grazie al contributo della Regione e che si concludono quest'anno o nel 2022. Sono sicuro che l'attuale posizione invariata, avrà un miglioramento nelle prossime edizioni perché il nostro impegno sulla mobilità dolce cittadina è significativo. L'indagine comunque ci mostra anche quali sono gli ambiti in cui intervenire, come la raccolta differenziata su cui sta lavorando Amia o l'efficienza del sistema idrico insieme con Acque Veronesi. Il traguardo di città green non si raggiunge in pochi mesi, ciò che conta è avercelo come obiettivo e portarlo avanti concretamente. Sulla riforestazione, le piste ciclabili e il consumo del suolo lo stiamo facendo, serve anche un cambiamento di abitudini dei cittadini che a Verona sono sempre più consapevoli della necessità di una svolta green. Ecco perché, nonostante il Covid ci abbia impegnato su altri fronti, tutto sommato siamo soddisfatti. I dati premiano il lavoro fatto in determinati settori, fermo restando che per quanto riguarda qualità dell’aria e inquinamento atmosferico, ogni analisi non può prescindere dalla posizione geografia in cui si trova Verona».
«Anche una sola posizione guadagnata è significativa delle azioni concrete già messe in campo da questa amministrazione a tutela dell'ambiente urbano, che produrranno effetti benefici a lungo termine - ha aggiunto l'assessore Ilaria Segala - La problematica dello smog va affrontata assieme alle altre città, alle diverse Regioni e allo Stato, visto che il problema è soprattutto di tipo geografico. Puntiamo ad attuare interventi strutturali, i cui risultati però non si vedono nell’immediato. Per quanto riguarda invece la qualità dell'aria, l'indagine stessa ha rilevato come nemmeno il lockdown abbia drasticamente abbassato gli inquinanti, segno evidente che le auto non sono la causa principale, nonostante questo stiamo molto lavorando sulla mobilità sostenibile. Altro nostro impegno importante è lo stop al consumo di nuovo suolo, per il quale abbiamo invertito la rotta rispetto al passato puntando alla rigenerazione degli immobili dismessi».

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