Classifica Ecosistema Urbano, PD: «Verona scivola verso il basso»

La graduatoria annuale di Legambiente presenta luci e ombre. Sulle luci si è soffermata l'amministrazione comunale e la maggioranza. Le ombre le hanno evidenziate le opposizioni

(Foto di repertorio)

Un parco giochi in plastica riciclata da posizionare in una delle aree verdi cittadine. È il regalo di Legambiente e Idea Plast alla città di Verona per essersi distinta come buona pratica nell'ambito di Ecosistema Urbano 2020, lo studio annuale realizzato da Legambiente, Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore che fotografa la sostenibilità ambientale dei centri urbani con i dati riferiti al 2019. Verona si è fatta notare per il progetto Steps, che vede insieme Comune, Università e realtà sociali per migliorare la qualità della vita nella terza circoscrizione. Tre i rami di azione oggetto del triennio di lavoro: misurazione del grado di solitudine dei residenti, creazione di nuovi luoghi di socializzazione e lavoro, riqualificazione di immobili pubblici e privati che saranno messi a disposizione della comunità.

Nella classifica generale presentata ieri, 9 novembre, Verona è al 70esimo posto su 104 capoluoghi, retrocedendo di tre posizioni rispetto all'anno precedente. Ci sono però dati positivi sull'aumento del verde pro capite oltre che per un incremento della percentuale di raccolta differenziata. Inoltre, rispetto al 2018 diminuiscono la quantità di concentrazione di azoto nell’aria e lo spreco di metri cubi di acqua in ambito domestico. Significativo poi l'aumento di persone servite dal trasporto pubblico locale.
Nel dettaglio: il numero di alberi per abitante passa da 19 a 23. Minore la quantità di concentrazione di ozono dell'aria, visto che i giorni in cui si è registrato un superamento dell'obiettivo a lungo termine sulla media sono stati 46 e non 58 come invece nel 2018, con un decremento di 12. Tra i parametri in miglioramento, rispetto all’anno passato, c’è anche il consumo idrico domestico, per il quale Verona, a fronte di un considerevole aumento numero di utenti, è riuscita a risparmiare più di 243mila metri cubi del prezioso liquido, segno che i veronesi sono molto attenti ad evitare sprechi. Scende di oltre 2 metri cubi anche il consumo pro capite. Aumenta la percentuale di raccolta differenziata, passata dal 47,96% al 48,26%.

Alla presentazione di ieri ha partecipato per il Comune di Verona la presidente della commissione Arsenale Paola Bressan. «Importantissimo anche lo stop al consumo di suolo a favore della rigenerazione degli immobili dismessi - ha dichiarato commentando i dati di Legambiente - Altra novità è lo studio sul Pums che ci permette di mirare i progetti di micro e macro mobilità. Altrettanto ci permette di fare il Regolamento del Verde, che andrà a migliorare ulteriormente il nostro patrimonio verde. La perdita di tre posizioni si bilancia quindi con una serie di indicatori positivi per altrettanti azioni concrete già messe in campo da questa amministrazione a tutela dell'ambiente urbano».

PD: «VERONA SCIVOLA VERSO IL BASSO»

Amministrazione comunale e maggioranza si concentrano sui parametri in cui Verona ha mostrato dei miglioramenti, ma l'opposizione non perdona la perdita di tre posizioni in graduatoria in un anno ed il confronto con le realtà vicine al territorio scaligero. Trento e Mantova sono in testa alla classifica, Brescia e ben al di sopra della media nazionale e a livello regionale, Verona è davanti solo a Rovigo. «Questa situazione di stallo grave riscontra i continui tentennamenti dell'amministrazione sui temi caldi quali la chiusura del ciclo dei rifiuti, la riduzione del consumo di aree agricole, la riorganizzazione della mobilità cittadina - hanno commentato i consiglieri comunali del Partito Democratico Federico Benini, Elisa La Paglia e Stefano Vallani - Le politiche delle alleanze con le altre multiuility del Nord Italia sono state un flop. Il Pums si annuncia deludente e, per ben che vada, ininfluente al miglioramento dei parametri ambientali. Al di fuori delle nuove corsie ciclabili, che presentano innumerevoli criticità irrisolte, la rete ciclabile cittadina non ha fatto nessun passo in avanti mentre la cattiva gestione del progetto filobus rischia di farci perdere uno dei più grandi finanziamenti pubblici della storia della città. Tutto questo fa male alla città. Verona ha bisogno di scelte chiare che la mettano in grado di rilanciarsi e assumere il ruolo di guida di questa area vasta e di migliorare la qualità della vita per i suoi cittadini».

BERTUCCO: «QUESTA AMMINISTRAZIONE È INCAPACE DI AFFRONTARE I PROBLEMI STORICI DELLA CITTÀ»

Ed oltre al PD, anche il consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco ha commentato negativamente il risultato del capoluogo scaligero nel rapporto Ecosistema Urbano 2020. «Questa amministrazione, malgrado tanti annunci, non è stata in grado di apportare alcuna riforma nei settori chiave - ha detto Bertucco - Settantesima in classifica, la città di Verona arretra perché la raccolta differenziata è ancora ferma sotto al 50%; perché restiamo tra le peggiori città per quanto riguarda concentrazioni di PM 10, PM 2,5 e superamenti dei livelli massimi di ozono in estate. La città è 86esima per capacità di depurazione delle acque e continua a disperdere un terzo delle acque immesse nell’acquedotto. Sul fronte della vivibilità il divario è allarmante: abbiamo circa 31 metri quadrati di verde pro capite, ma i primi venti migliori comuni italiani presentano valori di due o tre volte superiori. Anche il trasporto pubblico è chiaramente in stallo. È la foto di una amministrazione staccata rispetto alla realtà e alle sofferenza di una città che sta perdendo gli ultimi treni sul trasporto pubblico, sulla mobilità e sulla vivibilità dei quartieri».

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