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Rendering del progetto per l'Ecoborgo

Rendering del progetto per l'Ecoborgo

Ecoborgo di Mezzacampagna, Bertucco: «Una speculazione enorme»

«La più grande speculazione degli ultimi 20 o 30 anni di Verona», l'ha definita il consigliere comunale di opposizione dopo il definitivo via libera arrivato dalla Regione

Dalla Regione Veneto è arrivata la definitiva autorizzazione per la creazione del cosiddetto Ecoborgo di Mezzacampagna, il progetto edilizio con cui la Curia di Verona intende riqualificare l'area dell'ex seminario nel quartiere di San Massimo. Sono previste aree residenziali e artigianali, ma anche strutture rivolte alla terza età, strutture ecclesiastiche e per il tempo libero. Il progetto, però, contempla anche la creazione di nuove zone turistico-ricettive e commerciali. E proprio sulle nuove aree commerciali che s'incardinano le polemiche dell'opposizione locale e delle associazioni di categoria.

«Ecco l’ultimo regalo di Zaia alla città di Verona: la più grande speculazione degli ultimi 20 o 30 anni di Verona, con una volumetria di 256mila metri cubi tra residenziale turistico-ricettivo e commerciale (un metro cubo per ogni abitante di Verona) e un centro commerciale della superficie di 21mila metri quadrati - è stato il commento del consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco - Speculazione non è un giudizio politico ma una constatazione fattuale: l'Ecoborgo di Mezzacampagna era infatti stato dimensionato per ospitare solo 9mila metri quadrati di commerciale, per di più riservati a soli negozi di vicinato. Successivamente, è stato chiesto alla Regione di poter sfondare quel limite portando a 21mila metri quadrati la superficie commerciale. Ed è stato chiesto di potersi avvalere di tutte le possibilità previste dalla nuova legge regionale sul commercio, che in quel posto consente di realizzare anche un centro commerciale. L’unico vera nota dissonante venne dagli uffici comunali, che timidamente fecero presente che la realizzazione di un centro commerciale manderebbe in tilt la viabilità della zona. Di questo però alla Regione non interessa nulla, e poco anche all’amministrazione Sboarina, tanto pia da permettere di sacrificare gli interessi di San Massimo pur di lasciare andare in porto l’operazione».

Ed in Regione, la decisione è stata criticata anche dai consiglieri del Partito Democratico Anna Maria Bigon e Andrea Zanoni. «Non è quello di cui ha bisogno Verona - hanno dichiarato - La riqualificazione è stata stravolta rispetto al progetto originario, con una diminuzione della superficie residenziale a scapito di aree commerciali. Crediamo si debba fermare questa operazione dal forte impatto ambientale, tanto dannosa quanto inutile vista la carenza di un'adeguata viabilità e in un contesto che necessiterebbe di un recupero urbanistico, anziché ulteriore consumo di suolo. Inoltre viene prevista la possibilità di attività potenzialmente pericolose precedentemente vietate, come il trattamento di rifiuti in zone di ricarica degli acquiferi».

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