Doppi incarichi, la replica di Bertacco: "Gli elettori mi hanno riconfermato"

Il consigliere di minoranza Michele Bertucco aveva attaccato scrivendo: "Siamo di fronte ad una amministrazione di fenomeni se pensano di gestire più incarichi pur non avendo mai brillato in nulla in passato"

Stefano Bertacco

Nella discussione interna alla maggioranza di governo della città di Verona sull'opportunità o meno di avere più di un incarico si è inserita anche una voce della minoranza, quella del consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco. Il segretario della Lega a Verona Paolo Paternoster e il fondatore di Verona Domani Stefano Casali, due uomini rappresentativi delle forze politiche che sostengono il sindaco Federico Sboarina, si sono apertamente dichiarati contro i doppi incarichi. Questo significherebbe che gli eletti in Parlamento, come gli assessori Lorenza Fontana e Stefano Bertacco, o come il consigliere comunale Vito Comencini, dovrebbero lasciare il proprio ruolo all'interno del Comune di Verona oppure rifiutare la carica di deputato o di senatore. Non sarebbe una questione di legge, ma di opportunità politica. Non c'è norma, infatti, che vieta i doppi incarichi, ma solo una che vieta i doppi compensi.

E allineato con i contrari ai doppi incarichi è anche Michele Bertucco.

Buon senso, correttezza e trasparenza nei confronti di elettori e cittadini vorrebbero che gli eletti svolgessero un incarico alla volta, possibilmente nel migliore dei modi e con il massimo dell'impegno - scrive Bertucco - Ma evidentemente siamo di fronte ad una amministrazione di fenomeni se da Fontana a Bertacco tutti si sentono in grado di gestire leggi europee, nazionali e delibere comunali come fossero acqua fresca, pur non avendo mai brillato in nulla in passato. Ma un Comune impegnativo e pieno di problemi come Verona non può essere gestito a tempo perso.

Chiamato in causa in prima persona dalle parole del consigliere di opposizione, l'assessore Stefano Bertacco ha replicato.

Non spetta a me dire di me stesso se non ho brillato su nulla, ma qualche cosa della mia vita gliela posso raccontare - scrive Bertacco a Bertucco - Nella mia gioventù ho avuto una famiglia composta da una madre, un fratello, dei nonni meravigliosi e un padre non pervenuto. La mia famiglia si trovò quindi in difficoltà. Erano momenti che per andare avanti c'era bisogno di tutti, per questo decisi di abbandonare gli studi, il primo di altri errori che feci in gioventù. Errori che hanno cambiato la mia vita, costringendomi a rincorrere il tempo perduto. Ho fatto l'agente di commercio, poi da autodidatta di sera e di notte ho imparato due linguaggi di programmazione che mi hanno permesso di entrare in una delle società più importanti a livello nazionale nella realizzazione di software bancario e industriale. Sono cresciuto in azienda fino a divenire il responsabile del settore industria, raggiungendo la qualifica di quadro. Ho più di 30 anni di contributi versati. Nel frattempo ho frequentato la politica, me ne sono appassionato e la vita mi ha riservato l’onore di amministrare Verona dal 2007 al 2012 e di divenire senatore. Due incarichi per i quali sono stato riconfermato dagli elettori, e cioè dalle persone che evidentemente qualcosa di buono l'hanno riscontrato. Sono un fenomeno? Assolutamente no. Sono una persona che sente la responsabilità degli impegni presi, a cui piace ciò che fa, senza risparmiarsi.

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