Pfas, prorogato il divieto di consumo del pesce della zona rossa

Sarà valido fino alla fine del 2020 e coinvolge i territori comunali veronesi di Albaredo D’Adige, Arcole, Bevilacqua, Bonavigo, Boschi Sant’Anna, Cologna Veneta, Legnago, Minerbe, Pressana, Roveredo di Guà, Terrazzo, Veronella e Zimella

(Foto di repertorio)

È stato prorogato fino al 31 dicembre 2020 il divieto di consumo di pesce pescato all'interno della zona rossa, l'area tra le province di Vicenza, Verona e Padova dove è stata riscontrata la più alta concentrazione di inquinamento da Pfas nell'acqua. Il provvedimento riguarda trenta territori comunali veneti e quelli della provincia di Verona sono: Albaredo D’Adige, Arcole, Bevilacqua, Bonavigo, Boschi Sant’Anna, Cologna Veneta, Legnago, Minerbe, Pressana, Roveredo di Guà, Terrazzo, Veronella e Zimella.

La proroga ordinata da presidente della Regione Veneto Luca Zaia ricalca i provvedimenti passati firmati precedentemente ed è proprio questo che viene criticato dai consiglieri regionali Andrea Zanoni del PD e Cristina Guarda di AMP. «In sei mesi non è accaduto niente - scrivono i consiglieri regionali di opposizione - La proroga dello stato di emergenza nelle province di Vicenza, Verona e Padova, il parere dell'Efsa (agenzia europea per la sicurezza alimentare) sulle soglie di assunzione tollerabile delle sostanze perfluoralchiliche presenti negli alimenti, i livelli anomali di Pfas di nuova generazione rilevati nelle acque del fiume Po; tutto questo non si è mai verificato oppure è considerato irrilevante, visto che l'ordinanza di Zaia è identica alla precedente».
La principale critica che Zanoni e Guarda muovono al presidente regionale è che il divieto riguarda ancora solo la zona rossa della contaminazione da Pfas. Ai comuni limitrofi, dunque, non si applica e i due consiglieri regionali citano il caso di Creazzo, dove le strutture veterinarie della Regione hanno riscontrato valori di Pfas pari a 57.000 nanogrammi per chilo di pesce pescato e dove risultarono positive ai controlli anche le uova di un locale pollaio. Ma Creazzo non è nella zona rossa e quindi nel suo territorio si potrà pescare liberamente.

Forse Zaia dovrebbe creare una task force che aiuti la task force attuale sui Pfas a fare finalmente chiarezza ed uscire da quella che sembra essere una gestione con diversi buchi neri - proseguono Zanoni e Guarda - L'area contaminata si è allargata, così come la lista di alimenti contenenti Pfas va oltre il pesce (uova, pollame, selvaggina e fegato di suino per fare alcuni esempi). La nuova ordinanza avrebbe dovuto tener conto di queste novità; invece, non solo è arrivata alla vigilia della scadenza, ma riporta le stesse premesse della precedente, senza ampliare i limiti geografici e addirittura senza prevedere precise sanzioni per chi la dovesse violare e senza precisare chi dovrà vigilare sul divieto di pesca. È un comportamento inspiegabile e superficiale.

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