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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
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Acque agitate a palazzo Barbieri dopo le dimissioni di Bassi: «Il sindaco spieghi la vicenda ai veronesi»

Le opposizioni vanno all'attacco dopo le dimissioni dalla giunta dell'ex assessore Andrea Bassi, mentre Verona Domani conferma «leale collaborazione» al sindaco Sboarina

Dopo l'annuncio delle dimissioni dalla giunta Sboarina da parte dell'ormai ex assessore all'Edilizia del Comune di Verona, Andrea Bassi, le acque paiono piuttosto mosse a palazzo Barbieri. Le opposizioni, dal Pd a Traguardi passando per Bertucco, hanno inevitabilmente affondato la lama nella ferita apertasi nel cuore dell'amministrazione. Le dimissioni di Bassi, spiegate da quest'ultimo con dei «motivi personali», ma che il suo stesso movimento di riferimento, Verona Domani, riconduce invece in una nota stampa all'«accesa polemica e diversità di vedute con il collega di giunta Filippo Rando», restano ad oggi un episodio abbastanza curioso, per almeno due motivi che le opposizioni non hanno mancato di sottolineare.

Scossone a palazzo Barbieri: si dimette l'assessore Andrea Bassi

Il primo è che in politica litigare e discutere è cosa abbastanza frequente, pertanto non si dovrebbe essere mai soggetti troppo permalosi, ma anche fosse non si capisce da questa vicenda perché a dimettersi sia stato Bassi e, ad esempio, non Rando. Insomma, secondo le opposizioni, qualcuno dovrebbe oggi spiegare più nel dettaglio il motivo del contendere e per quale ragione la giunta, evidentemente, abbia preferito schierarsi a fianco dell'uno e non dell'altro. In secondo luogo, l'ex assessore Bassi era già di suo un elemento nuovo della giunta Sboarina, nominato poco più di un anno fa, ovvero il 23 novembre 2020. Singolare che il suo incarico termini in modo così burrascoso, un po' come quando nel calcio un giocatore entrato dopo l'intervallo viene poi sostituito al 65° di gioco. Inevitabile che i tifosi si interroghino attorno al perché della precoce sostituzione.

Una richiesta quella di chiarezza nei confronti dei cittadini veronesi che, non a caso, è giunta all'amministrazione ed in particolare al sindaco Federico Sboarina in modo molto esplicito da parte degli esponenti dell'opposizione in Comune. I consiglieri dem Federico Benini, Elisa La Paglia e Stefano Vallani in una nota congiunta chiedono al primo cittadino scaligero di illustrare la vicenda: «Il sindaco sia chiaro e venga in Consiglio a spiegare le ragioni della rottura con Bassi che non sono ancora state esplicitate e che sono a dir poco irrituali».

La richiesta di spiegazioni rivolta direttamente al sindaco Federico Sboarina è al centro anche del commento politico alla vicenda da parte del consigliere di minoranza Michele Bertucco, il quale afferma: «Non si è mai visto un assessore dare le dimissioni per una giunta un po’ animata e su una delibera da 40 mila euro, pertanto il sindaco è chiamato a spiegare che cosa sia accaduto realmente e fino a che punto Rando e Bassi abbiano alzato i toni». Lo stesso Michele Bertucco poi aggiunge: «La gestione dello scontro da parte dei partiti di maggioranza è stata da manuale: il sindaco si è chiuso nel suo barilotto tornando a recitare la parte del pesce in barile, appunto. Verona Domani ha immediatamente mollato Bassi per non entrare in contrasto con chi le tende il cibo mentre la Lega attende sorniona che si calmino le acque per raggiungere il proprio obiettivo».

Al di là delle richieste di chiarimenti, guarda al futuro e in particolare alle prossime elezioni amministrative nel 2022 il consigliere comunale di Traguardi Tommaso Ferrari, il quale vede nelle dimissioni di Andrea Bassi da assessore del Comune di Verona «la prova più tangibile dello sgretolamento progressivo della maggioranza alla vigilia delle elezioni». Secondo Tommaso Ferrari, infatti, il sindaco di Verona sarebbe al momento «incapace di sanare i dissidi fra i suoi» e portato dunque ad assistere «inerme al redde rationem fra Lega e Fratelli d'Italia/Verona Domani». Di qui le conclusioni tratte dallo stesso Tommaso Ferrari: «Non siamo di fronte a un caso isolato, ma all'essenza di una maggioranza senza progetti o visioni comuni, tenuta insieme solo dalla volontà di conservare il potere. I risultati li abbiamo visti negli ultimi quattro anni: faide continue e giochi di palazzo, mentre la città resta immobile. Possono davvero immaginare di riproporre questa pessima ricetta ai veronesi per altri cinque anni?», si chiede retoricamente Tommaso Ferrari.

Da parte del sindaco di Verona Federico Sboarina al momento non sono giunte repliche in Redazione, l'unica dichiarazione rilasciata in merito la si può leggere sul quotidiano L'Arena, cui il primo cittadino di Verona ha confermato di aver «ricevuto le dimissioni dell'assessore Andrea Bassi, fondate su motivi di carattere personale», spiegando quindi che per il momento sarà lo stesso sindaco scaligero ad assumerne le deleghe. Da parte invece di Verona Domani il commento alla vicenda è stato affidato a una lunga nota: «In politica come nella vita ci sono momenti difficili ed inaspettati. La scelta dell’assessore Andrea Bassi - fanno sapere da Verona Domani - è una scelta di una persona onesta, coerente e leale, oltre che di un amministratore serio e preparato. Una scelta coraggiosa e trasparente, abbastanza rara ed inusuale nello scenario politico attuale. Bassi continuerà ad essere un amico, una preziosa risorsa per il nostro movimento». 

Il gruppo di Verona Domani ha poi tenuto a precisare la propria posizione nei confronti del primo cittadino Federico Sboarina, autodefinendosi come «una lista civica che mai ha messo in difficoltà il sindaco, le sue scelte e la sua amministrazione, neanche nei momenti di duro "scontro", quando ci vennero tolte ingiustamente posizioni in giunta e venne scientemente operato un "ratto dei consiglieri" nei confronti del nostro gruppo». Una «leale collaborazione» che, precisano da Verona Domani, «non verrà sicuramente meno neanche in questa inaspettata situazione che si è venuta a verificare».

In conclusione, Verona Domani ha infine voluto replicare direttamente alle dichiarazioni del consigliere di minoranza Michele Bertucco: «Il leader di Sinistra in Comune appare ossessionato dalle vicende e dalle dinamiche interne della maggioranza, non perdendo mai l’occasione di analizzare "con metodi scientifici" e con la solita arroganza e superficialità il destino dell’amministrazione, dall’alto del suo percorso politico-amministrativo che ha accompagnato i suoi successi elettorali degli ultimi anni. Rimaniamo infine fortemente convinti che l’onestà intellettuale e la coerenza dimostrate da Bassi alla lunga pagheranno. I galantuomini, - si conclude la nota di Verona Domani - nella vita, come in politica, alla fine vincono sempre, a differenza dei furbetti della carega e del quartierino».

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