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Domenica, 22 Maggio 2022
Politica Centro storico / Corso Porta Nuova

In difesa degli alberi, diffida contro cambio d'illuminazione in Corso Porta Nuova

Lipu, Italia Nostra, Fronda Verde, VeronaPolis, Legambiente e Wwf chiedono che il progetto sia bloccato. Il PD si accoda: «L'amministrazione va contro il Regolamento del Verde che lei stessa ha approvato»

È previsto per oggi, 15 marzo, il cantiere per il rinnovamento del sistema di illuminazione di Corso Porta Nuova, a Verona. Un cantiere su cui è rimasto in sospeso un problema sollevato mesi fa da alcune associazioni ambientaliste: le interferenze tra le chiome degli alberi e i nuovi lampioni. E visto che il nodo non è stato sciolto, è stata presentata una formale diffida contro i lavori.

I firmatari della diffida sono Chiara Tosi (Lipu), Marisa Velardita (Italia Nostra), Valeria Rigotti (Fronda Verde), Alberto Ballestriero (VeronaPolis), Chiara Martinelli (Legambiente) e Fabio Cortesi (Wwf). Tutti rappresentanti di associazioni che hanno collaborato con il Comune di Verona per la creazione del Regolamento del Verde. Regolamento che, a loro dire, non sarebbe stato rispettato nel caso dei lavori per la nuova illuminazione di Corso Porta Nuova.
Nella diffida viene premesso che le associazioni non sono contrarie al miglioramento dell'illuminazione del Corso. «Tuttavia - si legge nel documento - se fosse stata istituita la Consulta per il Verde come previsto dal regolamento, tale progetto avrebbe potuto avere la consulenza gratuita di esperti e si sarebbe trovata una soluzione migliore, evitando inutili contrapposizioni. In alternativa, un simile intervento avrebbe meritato anche di essere oggetto di un concorso pubblico. Rimarchiamo comunque che il progetto di illuminazione rimane un'opera che interferisce pesantemente con gli alberi di leccio del viale, in quanto richiede severe potature, mettendo a rischio sia la loro salvaguardia sia la loro percezione estetica».

partito democratico taglio alberi corso porta nuova-2

«Questo è l'ennesimo intervento scoordinato e dannoso per il verde da parte di questa amministrazione», hanno commentato alcuni esponenti del Partito Democratico, schierati dalla parte delle associazioni ambientaliste. La consigliera comunale Elisa La Paglia, i consiglieri in prima circoscrizione Andrea Trombini, Renzo Bellotti, Franco Cacciatori e tutto il Primo Circolo PD di Verona hanno evidenziato che il Regolamento del Verde «vieta qualsiasi tipo di potatura "non necessaria" all'infuori di una casistica espressamente stilata per salvaguardare la salute delle piante».
«L'evidente errore di progettazione riguarda il non aver tenuto conto delle chiome ma soltanto dei tronchi degli alberi - hanno spiegato gli esponenti del PD - Tutto si sarebbe potuto risolvere nel giro di poche ore se l'amministrazione avesse sottoposto preventivamente il progetto alla Consulta del Verde. Ma l'amministrazione comunale non solo non ha attivato la Consulta ma ha ignorato il grosso delle osservazioni che le associazioni ambientaliste avevano condiviso con Amia».
Il PD dunque chiede che si fermi il progetto e con un volantino distribuito tra i cittadini ha chiesto il sostegno di tutti.

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