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La sala del consiglio comunale di Verona (Foto di repertorio)

La sala del consiglio comunale di Verona (Foto di repertorio)

Bilancio di previsione di Verona, chiuso il dibattito in consiglio comunale

L'assise tornerà a riunirsi per l'esame e la discussione degli 831 emendamenti collegati. L'assessore Toffali: «Più investimenti per sociale, cultura, turismo e sicurezza». Bertucco: «Bilancio tamponato da multe, utili delle aziende e oneri di urbanizzazione»

È iniziato ieri, 26 febbraio, nel consiglio comunale di Verona l'esame del bilancio di previsione per gli anni 2019, 2020 e 2021.
Il bilancio 2019 pareggia nel corrente esercizio a 600.867.837 euro. La spesa presenta per l’anno in corso un totale di circa 317 milioni (309 nel 2018), registrando rispetto al 2018 una crescita degli investimenti pari a 8 milioni di euro, dei quali: 3 milioni a favore di nuovi progetti di sostegno e aiuto sociale; 1 milione 900 mila per iniziative di sviluppo e rilancio di cultura e turismo; 1 milione e 600, per sicurezza territorio e tutela ordine pubblico.
Invariati i livelli di tassazione per Imu (gettito previsto 2019 pari a 60.900.000), Tasi (gettito di 25.700.00), Tari (gettito di 44.776.526) e addizionale Irpef (gettito di 32.300.000), con uguali tariffe a carico del cittadino, mentre aumenta la previsione di entrate per violazioni al codice della strada, che passano dai 16 milioni del previsionale 2018 ai quasi 20 milioni del 2019. In vigore dal 1 febbraio gli aumenti sulla tassa di soggiorno, che passa da un range tariffario tra gli 0,50 e i 2 euro ad un minimo di 1,50 ad un massimo di 5 euro.
Il 2019 sarà l'anno delle opere pubbliche finanziate per 27 milioni di euro, una cifra quasi triplicata rispetto agli stanziamenti storici in conto capitale. Dei principali interventi che troveranno avvio nell'anno: lavori di manutenzione strade e marciapiedi per 6 milioni di euro; ripristino di Ponte Nuovo per 3 milioni e 300 mila euro; mobilità urbana (acquisto nuovi mezzi e attrezzature info-mobility) per 5 milioni e 500 mila euro, co-finanziati con contributi europei; nuova segnaletica e cartellonistica stradale per 1 milioni e 200 mila euro; riqualificazione asilo notturno Camploy per 1 milione e 400 mila euro; sistemazione scuola Santa Lucia, in via Elisabetta, per 660 mila euro.
All’Arsenale, inoltre, il 2019 vedrà l’avvio dei cantieri per la sua riqualificazione.

Siamo alle fasi finali di approvazione del primo effettivo bilancio dell'amministrazione - ha precisato l'assessore al bilancio Francesca Toffali - Particolarmente significativa la spesa corrente di quest'anno che passa a 317 milioni di euro, con 8 milioni in più di investimenti a favore di sociale, cultura e turismo, ordine pubblico e sicurezza. Un risultato frutto di una gestione acculata delle risorse, che ha portato all'estinzione anticipata di mutui per complessivi 9 milioni 700 mila euro e ad un risparmio della spesa per interessi passivi pari a 1milione 200 mila euro.

Critico il capogruppo Sinistra in Comune Michele Bertucco, intervenuto in aula per la relazione di minoranza. «Il bilancio non dovrebbe essere solo una semplice elencazione di dati, ma l'effettiva presentazione di obiettivi e progetti che l'amministrazione intende realizzare. Tolto il traforo dal Piano delle opere, pari a 491 milioni di euro, gli investimenti per i prossimi tre anni ammontano ad appena 20 milioni di euro, molti dei quali già impegnati per la copertura di interventi urgenti come, il rifacimento dei tetti dell'Arsenale, il consolidamento del Ponte Nuovo e il salvataggio della piscina Galliano. Siamo di fronte ad un bilancio tamponato da multe, utili delle aziende e oneri di urbanizzazione».
«Un bilancio fatto di multe, che per acquisire risorse mette mano alle tasche dei veronesi - ha sottolineato il capogruppo PD Federico Benini - Rispetto al 2018 gli investimenti di manutenzione strade e marciapiedi sono calati del 65% e metà delle opere previste sul 2019 sono state eliminate. Circoscrizioni mortificate, con una complessiva riduzione degli investimenti».
«Nessuna speculazione sulle multe - ha evidenziato il consigliere leghista Alberto Zelger - Se i cittadini violano le norme è corretto che ne paghino le conseguenze. Massima attenzione verso la cittadinanza che non è stata interessata da alcun aumento di tassazione. Grazie agli importanti investimenti sbloccati a fine 2018, in programma quest'anno molti nuovi interventi a favore di tutto il territorio».
Per il capogruppo di Verona Civica Tommaso Ferrari «manca una visione di effettivo rilancio. Sul turismo servono politiche che consentano lo spostamento, al di furori del centro cittadino, dei flussi turistici. Le aziende partecipate non dovrebbero essere solo fonte di risorse a vantaggio del Comune, bisogna mettere competenze e una logica industriale. Si dovrebbe aprire di più al pubblico il Bastione delle Maddalene per farlo diventare il centro pulsante di Veronetta. E a Castelvecchio serve un grande museo a Verona, trovando un accordo con il Circolo Ufficiali».
«Su questa amministrazione restano poche speranze - ha dichiarato il consigliere Movimento 5 Stelle Marta Vanzetto - Nessun investimento per l'ambiente che rappresenta una delle maggior criticità. Mancano risorse per i rilievi sismici sulle scuole e sugli edifici pubblici. Gli utili delle partecipate non vengono investiti per migliorare i servizi a favore dei cittadini e non sono adeguatamente utilizzati per sostenere la crescita di queste importanti realtà aziendali veronesi».
«Più costi a carico dei cittadini, con maggiori ricavi sulle multe e sui turisti - ha precisato il consigliere Lista Tosi Alberto Bozza - Opere pubbliche: gli stessi interventi che si pensava di realizzare con le risorse private sono oggi finanziati a spese dei cittadini, come i parcheggi scambiatori del filobus, per 6,5 milioni di euro; Arsenale, per 27 milioni; piscine Lido, per 3 milioni».

La seduta è terminata con la chiusura del dibattito. Il consiglio comunale torna a riunirsi oggi per l'esame e la discussione degli 831 emendamenti collegati.

Nel corso della seduta di ieri è stato inoltre approvato, con 23 voti favorevoli, 3 contrari e 4 astenuti, il piano finanziario del Consiglio di bacino "Verona città", relativo al servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani. Il servizio, in capo ad Amia fino all'istituzione di una nuova gestione da parte del Consiglio di Bacino, riguarda tutte le attività di organizzazione e controllo della raccolta e gestione dei rifiuti e pulizia cittadina.
Il Piano Finanziario 2019 ammonta a complessivi 49.115.352 euro di cui, 46.776.526 euro destinati alla copertura costi della tassa rifiuti e 2.338.826 euro da corrispondere alla Provincia quale tributo per la tutela e l’igiene ambientale.
Approvato, con 23 voti favorevoli e 7 contrari, il piano tariffario 2019 della tassa rifiuti (Tari), con la conferma dei prezzi già approvati per gli anni 2017 e 2018. Il Piano finanziario predisposto da Amia presenta un costo del servizio pari a 46.776.526 euro (escluso il contributo provinciale pari al 5% di 2.338.826 euro), su cui la società Solori, soggetto gestore del servizio di liquidazione e accertamento della Tari, ha predisposto il Piano tariffario di quest’anno. Tenuto conto che le tariffe vanno determinate per fasce di utenza, il piano tariffario registra un totale di costi fissi pari a 21.317.710 euro e costi variabili pari a 25.458.816 euro. Mantenuta anche per il 2019 la riduzione del 50% dei costi di produzione rifiuti per le categorie più penalizzate.
Con 30 voti favorevoli e 2 astenuti, è stata approvata anche la modifica all’articolo 4 del regolamento comunale per l’istituzione e la disciplina dell'imposta unica (Iuc), con il riconoscimento della medesima tassazione alle unità immobiliari unite che, nella visura catastale, presentino l’annotazione "porzione di unità immobiliare urbana unità di fatto ai fini fiscali".
Approvate, con 24 voti favorevoli e 7 astenuti, le aliquote Imu e Tasi per il 2019, il cui gettito resta invariato rispetto all'anno precedete.

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