Tosi invitato da Bertolino non potrà salire sul palco del Teatro Nuovo e grida alla "censura"

Tosi punta il dito contro la Giunta Sboarina: "Non era mai capitato in nessuna città: vi hanno partecipato Parisi, Salvini, Martina, Fassina, Sala, Toti e Cofferati. Solo a Verona è andato in scena un gravissimo quanto insensato atto di censura, ispirato da chi sta a Palazzo Barbieri"

Toni esterrefatti quelli che accompagnano una nota a firma del candidato al Senato per la lista Noi con l'Italia Flavio Tosi, il quale avrebbe dovuto partecipare allo spettacolo di Michele Bertolino in programma al teatro Nuovo di Verona il prossimo 19 febbraio "Di male in seggio". Ma così non sarà, e l'ex sindaco di Verona grida alla censura: «Lascia senza parole, e al tempo stesso solleva molte ombre, - spiega Flavio Tosi - la decisione di Paolo Valerio, direttore del Teatro Nuovo di Verona (partecipato da Regione, Comune e Provincia), di impedire che il sottoscritto, invitato dall'attore comico Enrico Bertolino, partecipi in qualità di ospite allo spettacolo "Di male in seggio", in programma lunedì 19 febbraio».

Tosi ha poi spiegato di aver ricevuto l'invito per rispondere, durante la serata, ad alcune domande che il comico gli avrebbe dovuto rivolgere nel corso del suo spettacolo: «Lo staff dell'attore mi aveva chiesto la disponibilità di salire sul palco una ventina di minuti per rispondere a una serie di domande, che nulla avrebbero avuto a che fare coi temi della campagna elettorale ma che anzi, in qualche circostanza, avrebbero anche potuto mettermi in difficoltà, considerando l'esperienza e la sagacia di Bertolino. Basta leggere il titolo dello spettacolo poi per capire che non si sarebbe trattato certo di un comizio elettorale a mio favore. E invece Valerio ha posto il veto: Tosi non può salire sul palco». 

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Il candidato di Noi con l'Italia ha quindi ricordato come le "comparsate" di noti politici nel corso dello spettacolo "Di male in seggio" non siano una cosa fuori dal normale, essendo che in passato vi avevano preso parte anche diversi altri noti personaggi della scena politica: «Una cosa simile non era mai capitata in nessuna città dove si è svolto lo spettacolo: vi hanno partecipato Parisi, Salvini, Martina, Fassina, Sala, nei giorni scorsi Toti e Cofferati a Genova. Solo a Verona - ha quindi concluso Tosi puntando il dito contro la Giunta Sboarina - è andato in scena un gravissimo quanto insensato atto di censura, ispirato da qualcuno che sta a Palazzo Barbieri. Dal 2007 al 2017 l'Amministrazione Comunale mai e poi mai aveva interferito con i contenuti di recite, eventi o spettacoli, in nome della libertà di espressione e della imparzialità e laicità che deve guidare un Sindaco e la sua Giunta. Voltaire si rigirerebbe nella tomba».

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