Nuovo decreto legge contro il coronavirus: cosa cambia e perché si parla del 31 luglio

Chi viola la quarantena dopo essere risultato positivo al virus rischia la reclusione da uno a cinque anni, mentre per le attività commerciali che non rispettano le norme è prevista la chiusura dell’esercizio o dell’attività da 5 a 30 giorni. Le misure sono reiterabili e modificabili

Lavoratrice durante l'epidemia

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del presidente Giuseppe Conte e del Ministro della salute, Roberto Speranza, ha approvato un decreto legge che introduce misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid-19, la malattia causata dal nuovo coronavirus "Sars-CoV-2". Nella giornata di ieri si erano diffuse inizialmente diverse voci, alcune delle quali poi confermate in parte o in toto, circa le misure contenute all'interno del documento.

In particolare, a seguito della diffusione di una bozza del testo del decreto legge, si è venuta a creare un certa confusione attorno ad una data, vale a dire quella del 31 luglio 2020. La prima precisazione da fare è che le attuali misure vigenti, quindi tutte le restrizioni cui i cittadini sono al momento sottoposti, con il nuovo decreto non sono affatto prorogate fino a tale data. Tuttavia, è altrettanto vero che il nuovo documento ufficiale prevede la possibilità, qualora evidentemente le cose dovessero non migliorare in modo sensibile, che alcune o anche tutte le misure restrittive (riassunte anche nel testo del nuovo decreto legge) possano essere reiterate e modificate per periodi «ciascuno di durata non superiore a trenta giorni» fino proprio alla data del 31 luglio 2020.

Quest'ultimo non è un termine temporale scelto "a caso" e nemmeno "nuovo", bensì la data di scadenza di quello "stato d'emergenza" di durata semestrale che il governo aveva già dichiarato lo scorso 31 gennaio 2020. Il premier Conte al riguardo ha comunque spiegato: «Noi siamo pronti in qualsiasi momento, e ci auguriamo prestissimo, per allentare queste misure restrittive». Ad ogni modo, il nuovo decreto legge prevede che tali misure restrittive possano essere reiterate sia su scala nazionale, ma anche a livello regionale, sempre dovendo però mantenere un coordinamento con il Consiglio dei Ministri. A riprova di quanto appena scritto, riportiamo quanto si legge in una nota stampa ufficiale del governo:

«Il decreto prevede che, al fine di contenere e contrastare i rischi sanitari e il diffondersi del contagio, possano essere adottate, su specifiche parti del territorio nazionale o sulla totalità di esso, per periodi predeterminati, ciascuno di durata non superiore a trenta giorni, reiterabili e modificabili anche più volte fino al termine dello stato di emergenza, fissato al 31 luglio 2020 dalla delibera assunta dal Consiglio dei Ministri del 31 gennaio 2020, una o più tra le misure previste dal decreto stesso.

L’applicazione delle misure potrà essere modulata in aumento ovvero in diminuzione secondo l’andamento epidemiologico del predetto virus, una o più tra le misure previste dal decreto stesso, secondo criteri di adeguatezza specifica e principi di proporzionalità al rischio effettivamente presente».

Tra le misure adottabili e indicate nel testo ufficiale del nuovo decreto legge per contrastare l'epidemia rientrano tutte le seguenti restrizioni:

- La limitazione della circolazione delle persone, il divieto assoluto di allontanarsi dalla propria abitazione per i soggetti in quarantena perché contagiati e la quarantena precauzionale per le persone che hanno avuto contatti stretti con soggetti contagiati.

- La sospensione dell’attività, la limitazione dell’ingresso o la chiusura di strutture e spazi aperti al pubblico quali luoghi destinati al culto, musei, cinema, teatri, palestre, centri sportivi, piscine, centri natatori, impianti sportivi, sale da ballo, discoteche, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, centri culturali, centri sociali, centri ricreativi, parchi, aree gioco, strade urbane.

- La limitazione, la sospensione o il divieto di svolgere attività ludiche, ricreative, sportive e motorie all’aperto o in luoghi aperti al pubblico, riunioni, assembramenti, congressi, manifestazioni, iniziative o eventi di qualsiasi natura.

- La sospensione delle cerimonie civili e religiose e la limitazione o la sospensione di eventi e competizioni sportive, anche se privati, nonché di disciplinare le modalità di svolgimento degli allenamenti sportivi all’interno degli stessi luoghi.

- La possibilità di disporre o di affidare alle competenti autorità statali e regionali la riduzione, la sospensione o la soppressione dei servizi di trasporto di persone e di merci o del trasporto pubblico locale.

- La sospensione o la chiusura dei servizi educativi per l’infanzia, delle scuole di ogni ordine e grado e delle istituzioni di formazione superiore.

- La limitazione o la sospensione delle attività delle amministrazioni pubbliche, fatta salva l’erogazione dei servizi essenziali e di pubblica utilità.

- La limitazione, la sospensione o la chiusura delle attività di somministrazione o consumo sul posto di bevande e alimenti, delle fiere, dei mercati e delle attività di vendita al dettaglio, garantendo in ogni caso un’adeguata reperibilità dei generi alimentari e di prima necessità da espletare con modalità idonee ad evitare assembramenti di persone.

- La limitazione o la sospensione di ogni altra attività d’impresa o di attività professionali e di lavoro autonomo.

- La possibilità di applicare la modalità di lavoro agile a ogni rapporto di lavoro subordinato anche in deroga alla disciplina vigente.

- L’obbligo che le attività consentite si svolgano previa assunzione di misure idonee a evitare assembramenti di persone, di garantire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale e, per i servizi di pubblica necessità, laddove non sia possibile rispettare tale distanza interpersonale, previsione di protocolli di sicurezza anti-contagio, con adozione di strumenti di protezione individuale.

Il decreto, inoltre, disciplina le procedure per l’adozione di tali misure, prevedendo che siano introdotte con uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro della salute o dei presidenti delle regioni interessate, nel caso in cui riguardino una o alcune specifiche regioni, ovvero del Presidente della Conferenza delle regioni e delle province autonome, nel caso in cui riguardino l’intero territorio nazionale.

È previsto che, nelle more dell’adozione dei decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, il Ministro della Salute possa introdurre le misure di contenimento con proprie ordinanze. Inoltre, per specifiche situazioni sopravvenute di aggravamento del rischio sanitario, i Presidenti delle regioni possono emanare ordinanze contenenti ulteriori restrizioni, esclusivamente negli ambiti di propria competenza.

Le ordinanze ancora vigenti all’entrata in vigore del decreto-legge continuano ad applicarsi nel limite di ulteriori dieci giorni. Il Presidente del Consiglio o un Ministro da lui delegato riferisce ogni 15 giorni alle Camere sulle misure adottate.

Infine, il testo prevede che, salvo che il fatto costituisca reato, il mancato rispetto delle misure di contenimento sia punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 400 a 3.000 euro e non si applicano le sanzioni contravvenzionali previste dall’articolo 650 del codice penale o da ogni altra disposizione di legge attributiva di poteri per ragioni di sanità.

Nei casi di mancato rispetto delle misure previste per pubblici esercizi o attività produttive o commerciali, si applica altresì la sanzione amministrativa accessoria della chiusura dell’esercizio o dell’attività da 5 a 30 giorni. In caso di reiterata violazione della medesima disposizione la sanzione amministrativa è raddoppiata e quella accessoria è applicata nella misura massima.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

La violazione intenzionale del divieto assoluto di allontanarsi dalla propria abitazione o dimora per le persone sottoposte a quarantena perché risultate positive al virus è punita con la pena di cui all'articolo 452, primo comma, n. 2, del codice penale, vale a dire la reclusione da uno a cinque anni.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • I supermercati più convenienti? Primeggia il Triveneto, ecco quali sono a Verona

  • Elezioni del 20 e 21 settembre 2020: come si potrà votare e per cosa

  • A Verona un nuovo decesso e altri 35 casi positivi: tutti i Comuni di appartenenza

  • Nel Veronese sono 29 i nuovi casi positivi e 1.808 gli isolati: tutti i Comuni di riferimento

  • Zaia ha anche un lista tutta sua, ecco i candidati in provincia di Verona

  • Elezioni regionali, suppletive e referendum costituzionale: seggi aperti in Veneto

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
VeronaSera è in caricamento