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Da Pontida una Lega nuova, Tosi: "Bossi non in crisi"

Il sindaco di Verona accoglie il programma del Senatr e l'ultimatum a Berlusconi

Da Pontida esce una Lega Nord più forte e compatta di prima. Dopo i passi falsi fatti negli ultimi mesi, dettati soprattutto da una poca chiarezza nelle scelte politiche, il Carroccio ritrova leader ed entusiasmo. C’era chi si aspettava una Lega spaccata, con da una parte “il capo”, Umberto bossi ed i suoi fedelissimi, e dall’altra Roberto Maroni e tutti coloro che ruotano attorno alla sua figura, come il sindaco di Verona Flavio Tosi. Invece il coro del Carroccio è stato unanime: decisioni certe e un’agenda di governo sicura, dettata proprio dalla Lega.

Altro che crisi della leadership di Bossi – ha detto proprio Tosi -. È qualcun altro qui che ha la leadership in discussione”. Ed il riferimento, nemmeno tanto velato, è al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Bossi è stato chiaro, infatti, se il premier non dovesse ascoltare le istanze della Lega Nord la sua leadership potrebbe essere messa in discussione. Non ci sta più il partito in camicia verde a scendere a compromessi, anche perché è proprio il popolo di Pontida che ha fatto capire non c’è più spazio per passi falsi.


“Secessione, secessione”, gridava la folla prendendo in contropiede anche lo stesso Senatùr. “È evidente che il malcontento c'è – ha detto Tosi -, la gente non se la sta passando bene, ma Bossi le cose le ha dette chiare”. Berlusconi, quindi, è avvisato, o ascolta la Lega Nord oppure non avrà vita facile. “Bossi ha mandato un messaggio chiarissimo a Berlusconi – conclude Flavio Tosi - si è sempre rivolto a lui e a Tremonti: federalismo, patto di stabilità per i Comuni, riforma fiscale, trasferimento dei ministeri, uscire dalla guerra in Libia, arginare le prepotenze di Equitalia verso i cittadini”.

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