Lavoratori comunali, ancora agitazione per la carenza di personale

Il presidio davanti a Palazzo Barbieri ha smosso il sindaco, che però non ha voluto incontrare tutte le rappresentanze dei dipendenti. Critiche anche dalle opposizioni

Il presidio dei dipendenti davanti a Palazzo Barbieri

«Assurdo, raffazzonato, zuppo di imprecisioni e falsità». Il sindacato di base Cub ha descritto così la replica che il Comune di Verona ha diffuso nel giorno in cui i rappresentanti dei lavoratori hanno organizzato un presidio davanti a Palazzo Barbieri, giovedì scorso 7 novembre. Un presidio convocato per solidarizzare con la polizia locale che il giorno successivo ha scioperato, ma anche per chiedere un incontro al sindaco Federico Sboarina, «per esprimergli il disagio, le preoccupazioni e confermare la disponibilità a ricercare soluzioni in un momento drammatico della vita comunale», fa sapere il Cub.
E nella stessa risposta del Comune si possono intuire le ragioni dell'agitazione sindacale, soprattutto quando l'amministrazione spiega che «tra il 2018 e il 2019 sono state effettuate 186 nuove assunzioni, a fronte di 387 cessazioni», dunque un saldo negativo di 201 dipendenti. Saldo che non sarà ripianato dalle annunciate assunzioni previste nel 2020, anno in cui si prevede un aumento di personale di 81 unità, un numero comunque inferiore al -201 registrato in questi ultimi due anni. E il calo è in linea con la progressiva diminuzione dei dipendenti comunali di questa decade.

Se non altro, la protesta sindacale aveva avuto un effetto positivo. Il sindaco ha dato disponibilità ad incontrare i rappresentanti dei lavoratori. Purtroppo, però, a questo incontro, programmato per ieri, non sono stati invitati tutti. La Rsu, Csa e Cub sono rimaste escluse. La Rsu, ieri, ha inviato una nota nel tentativo di far comprendere all'amministrazione l'assurdità della convocazione divisiva, mentre Cgil e Uil hanno declinato l'invito, chiedendo che l'incontro col primo cittadino venisse esteso a tutti.

Nel frattempo, la protesta sindacale è stata raccolta anche dai partiti di opposizione in consiglio comunale, che solidarizzano con i dipendenti comunali e chiedono che l'amministrazione ascolti e soddisfi le loro richieste.

Dai contratti capestro con cui le società esterne reclutano personale per i musei civici alla carenza in settori strategici come l'educazione e l'urbanistica: quella della carenza di personale comunale è una criticità gravissima che l'amministrazione non può scansare raccontandoci la buona novella del piano assunzioni da qui a tre anni. I disservizi per i cittadini sono infatti quotidiani. Per informazioni chiedere ai professionisti che tentato infruttuosamente di ricevere risposte agli sportelli dell’edilizia privata - scrivono i consiglieri comunali del Partito Democratico Federico Benini, Elisa La Paglia e Stefano Vallani - La verità è che a fronte delle tante uscite verificatisi a fronte dell'applicazione di Quota 100, il Comune non ha ancora provveduto alla sostituzione del personale, sia dirigenziale che operativo nei vari settori. E questo errore, derivante da superficialità e insipienza politica, non c'entra a un tubo con il blocco delle assunzioni. Per fare alcuni esempi: in biblioteca civica su 35 pensionamenti sono state introdotte solo 2 nuove unità di personale. I nidi comunali, eccellenza veronese che nulla ha a che invidiare alle eccellenze emiliane, presentavano in origine 19 figure di coordinatrici, una per ogni struttura. Oggi per 24 nidi ci sono soltanto 3 coordinatrici, e il loro numero è destinato ad azzerarsi nel giro di pochi anni. Sempre nei nidi, nei mesi scorsi l’amministrazione ha cessato di sostituire le educatrici in malattia, creando così un sovraccarico di lavoro in un settore delicatissimo come quello dell’educazione e della sorveglianza dei bimbi da da 1 a 3 anni. L’ufficio evasione è senza personale e verrà esternalizzato. Il bonus sport, occasione per riqualificare alcuni impianti sportivi attraverso donazioni volontarie dei cittadini non ha conosciuto a livello comunale alcuna pubblicizzazione perché gli uffici non avevano i mezzi e il tempo per occuparsene.

Il consigliere comunale Michele Bertucco di Verona e Sinistra in Comune ha definito la macchina comunale «sontuosa e male dimensionata» per la sproporzione tra vertici e dipendenti. Una sproporzione che l'attuale amministrazione non sembra in grado di riequilibrare.
«Le posizioni organizzative hanno raggiunto la formidabile cifra di 170 unità e si mangiano quasi 200mila euro di premio di risultato che potrebbe essere redistribuito più equamente - scrive Bertucco - Il bello è che molte di queste posizioni di responsabilità sono capi di se stessi in quanto hanno al comando pochissimi dipendenti, spesso nessuno, e vengono nominate secondo criteri arbitrari come arbitrari risultano i criteri di valutazione delle performance dei dipendenti. Pesantissimo il giudizio dei sindacati secondo i quali la mancanza turnazione di dirigenti e posizioni organizzative, che restano per decenni incollati alle stesse mansioni, contraddice i criteri elementari della buona amministrazione diretti a prevenire ogni forma di clientelismo. Infatti il Comune di Verona difetta di un serio piano di trasparenza e antiriciclaggio. Con i pensionamenti determinati da Quota 100, il saldo di personale è negativo in tutti i settori: non solo nella polizia municipale, ma anche nell’istruzione, nella cultura, nel decentramento, e il piano assunzioni 2019-2021 predisposto dall’amministrazione promette di perpetuare la situazione attuale per i prossimi tre anni. Le uniche assunzioni previste per il 2019 sono infatti quelle dei vigili urbani. I dipendenti comunali sono costretti a tirare avanti mentre l’amministrazione esternalizza, precarizzando, tutto quanto è possibile. Succede ad esempio nei musei dove il personale risulta insufficiente anche a soddisfare i criteri di minimi di sicurezza, primo soccorso e antincendio, ragion per cui l’amministrazione prevede un nuovo mega bando per esternalizzare tutto il settore della biglietteria e dell’accoglienza. La qualità dei servizi è affidata all’iniziativa e alla buona volontà dei singoli, e l’erogazione dei servizi è in molti casi a rischio. Non c’è settore, a parte l’ufficio del Sindaco, che non sia ridotto all’osso: cultura, istruzione, decentramento, circoscrizioni, front office, servizi tecnici, servizi sociali, servizi di riscossione. Particolare è il caso della polizia municipale, l’unico settore a conoscere investimenti significativi in termini di personale ma anche l’unico ad aver visto aumentare in modo abnorme i propri compiti. Da anni i vigili urbani di Verona svolgono compiti di pubblica sicurezza che atterrebbero alla questura, ai carabinieri e alla guardia di finanza. E questo il più delle volte avviene non a fronte di una reale esigenza ma per soddisfare la grancassa propagandistica dell’assessore alla sicurezza di turno».

E vicinanza alla polizia locale è stata espressa da Michele Bonato e Michele Croce, consigliere comunale e leader di Prima Verona.

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