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Tutti (o quasi) contro le nuove Zone 30 a Verona. «Così non hanno senso»

Le critiche non vengono solo dall'opposizione, anche Fratelli d'Italia, Lega e Verona Domani criticano il provvedimento che ha ridotto a 30 chilometri orari il limite massimo di velocità in alcune strade del capoluogo

Foto di repertorio

Sono state avviate in via sperimentale dallo scorso 6 maggio, con l'obiettivo di ridurre la velocità delle auto e accrescere la sicurezza di pedoni, biciclette e monopattini, sostenendo così una mobilità alternativa all'auto privata. Ma le nuove Zone 30 create in alcune vie dei quartieri San Zeno, Cittadella, Veronetta, Santo Stefano, Città Antica e Borgo Trento, a Verona, cominciano ad essere criticate, soprattutto da quei cittadini che vengono multati per eccesso di velocità. Un malcontento che si è presto trasformato in polemica politica, da cui ieri, 28 maggio, l'amministrazione comunale di Verona si è difesa. «Ridurre la velocità in ambito urbano è l'unica misura in grado di far diminuire in maniera consistente il numero di incidenti stradali con morti e feriti - ha dichiarato l'assessore a mobilità e traffico del Comune di Verona Luca Zanotto - Una misura, senza controindicazioni, che tutela sia gli utenti vulnerabili, come pedoni e ciclisti, sia chi usa i veicoli a motore».

Dall'opposizione, però, continuano le bordate. Michele Croce, leader di Prima Verona, ha definito l'istituzione di queste nuove Zone 30 «una patrimoniale occulta sulla pelle dei veronesi».
«La Zona 30 non ha alcun senso - prosegue Croce - Non diminuirà la circolazione dei veicoli, semmai la rallenterà, non diminuirà l'inquinamento, anzi lo aumenterà e non agevolerà l'uso di bici e monopattini, perché i cittadini non si inventano ciclisti o monopattinisti con un'ordinanza dall'oggi al domani. Danneggerà le attività economiche della città e favorirà ancora di più i centri commerciali esterni».

E se le critiche provenienti dalle minoranze possono essere intese anche come un normale «gioco delle parti» politico, tutto diventa più complicato quando le critiche arrivano dalle forze che sostengono l'attuale amministrazione. Fratelli d'Italia ha già chiesto la revoca delle nuove Zone 30. Ed anche i consiglieri comunali della Lega Anna Grassi, Laura Bocchi, Vito Comencini, Thomas Laperna, Paolo Rossi, Roberto Simeoni, Andrea Velardi ed Alberto Zelger chiedono una revisione: «Se pur favorevoli alle zone 30 in alcune parti della città, riteniamo che siano stati degli errori nelle modalità di attuazione, a partire dalla comunicazione e dall'assenza di opportune informazioni ai cittadini - scrivono i consiglieri leghisti - Proponiamo l'esclusione della mappatura Zona 30 di tutte le strade di scorrimento interquartierali a partire dalla circonvallazione interna. Inoltre, ci auspichiamo che vengano annullate o rimborsate le multe effettuate in questi giorni con reintegro dei punti».
Ed anche il consigliere comunale di Verona Domani Marco Zandomeneghi contesta il provvedimento comunale con cui è stato abbassato a 30 chilometri orari il limite massimo di velocità in alcune strade del capoluogo. «Un provvedimento incomprensibile - scrive Zandomeneghi - Sarebbe stato sicuramente più logico pedonalizzare un'area, favorendo le botteghe ed i negozi che ne avrebbero avuto sicuramente benefici dal punto di vista commerciale e di afflusso. Il solo limite di velocità non risolve nulla. Per incentivare l'uso della bicicletta o dei monopattini servono infatti piste ciclabili collegate e non realizzate a tronconi. Il provvedimento è assolutamente dannoso e non condiviso con il consiglio comunale. Mi auguro venga prontamente revocato».

Ed un distinguo si nato nell'opposizione, dove il consigliere comunale di Traguardi Tommasi Ferrari scrive: «Non vogliamo allinearci a chi dice che la Zona 30 sia uno strumento per fare cassa. Le zone 30 funzionano, e io sono favorevole ad introdurle, ma senza un piano del traffico, senza piste ciclabili, senza infrastrutture di supporto non servono a nulla. Serve un progetto organico. Dunque, niente passi indietro sulla Zona 30, ma l'amministrazione provveda subito ad informare adeguatamente i cittadini e a dotare la città di nuovi percorsi ciclabili».

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