Critiche all'ordinanza anti-movida di Sboarina. «Esercenti lasciati soli»

Il provvedimento preso dal sindaco di Verona dopo gli assembramenti del venerdì notte in Piazza Erbe è finito nel mirino delle minoranze. Flavio Tosi: «Sboarina non si degna di occuparsi come dovrebbe dei problemi della città»

Movida in piazza Erbe del 22 maggio 2020

Fino a martedì 2 giugno per consumare alcolici a Verona sarà necessario essere seduti ai tavolini di bar e ristoranti. Lo ha deciso il sindaco Federico Sboarina con un'ordinanza che vieta di bere bevande alcoliche nei luoghi pubblici o aperti al pubblico ad accezione del consumo «effettuato all'interno dei locali» oppure «nelle aree concesse o adibite a plateatico». L'ordinanza prevede multe da 400 a 3.000 euro per chi non rispettasse i divieti.
Il provvedimento è stato preso dopo la notte di venerdì 22 maggio, quando sono rimasti inascoltati gli appelli dei giorni precedenti e centinaia di persone hanno stazionato sul toloneo di Piazza Erbe senza rispettare le distanze di sicurezza, in alcuni casi senza indossare le mascherine e creando assembramenti fino a tarda notte. Immortalate da foto che hanno fato il giro dei social e anche dalla webcam del Comune di Verona, le scene hanno fatto infuriare Sboarina, rimasto deluso anche da come Piazza Erba è stata lasciata dai tanti partecipanti alla movida. «Una latrina», l'ha definita il sindaco di Verona.

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(I rifiuti lasciati in Piazza Erbe dopo la movida di 22 maggio 2020)

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La reazione e il provvedimento di Sboarina sono stati però criticati a livello politico. La consigliera comunale del Partito Democratico Elisa La Paglia è tornata a proporre l'idea dei temporary bar sui Bastioni. Mentre l'ex sindaco Flavio Tosi ha dubbi sulla legittimità dell'ordinanza di Sboarina e attraverso la sua pagina Facebook aggiunge: «Individua come facile capro espiatorio gli esercenti, che invece non hanno colpe, anzi sono le vittime della situazione determinata dall’inadeguatezza del sindaco, il quale non si degna di occuparsi come dovrebbe dei problemi della città. I titolari pagano molte migliaia di euro di affitto al mese, se permetti loro di lavorare solo con chi è seduto, tanto vale che gli dici di chiudere, perché sarebbe insostenibile sul piano economico. Tra l'altro in questi mesi Sboarina non ha fatto nulla per venire incontro a imprenditori e attività economiche, non gli ha ridotto i tributi e le bollette. In un momento di difficoltà per chi ha attività economiche servirebbe buon senso e dialogo, i proprietari di bar e ristoranti hanno anche assunto addetti alla sicurezza privati, da parte loro c'è la volontà che vengano rispettate le norme, ma non possono essere lasciati soli dal sindaco». E il consigliere comunale di Traguardi Tommaso Ferrari ha definito «un grave esempio di inciviltà» quanto accaduto venerdì notte in piazza Erbe, ma ha anche spiegato: «Compito della politica è trovare una mediazione affinché il salotto buono di Verona sia una piazza pulita e sicura, ma anche animata. Le istituzioni devono punire severamente chi non rispetta le regole minime di civiltà, ma individuando gli incivili senza sparare nel mucchio. Chi siede nelle istituzioni deve stimolare la ripresa dell'economia locale trovando un equilibrio fra i diversi bisogni, non limitarsi alle manifestazioni di solidarietà. Non è facile, senza dubbio, ma non si possono decidere i provvedimenti in base alle emozioni, non si può passare da urlare "aprite tutto" alle ordinanze che vietano il take away, perché una politica che avesse preparato la riapertura confrontandosi con tutte le parti interessate avrebbe evitato quelle scene per tempo».

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