I padri del Parco della Lessinia contrari alla modifica dei suoi confini

L'ex consigliere regionale veronese Mao Valpiana: «il parco è sotto attacco. Si vorrebbe ridurre la sua area del 20%. Noi, invece, rilanciamo per l'allargamento anche al Monte Pastello»

Panorama della Lessinia

Dopo il confronto in commissione, continuerà in consiglio regionale l'acceso dibattito tra chi favorevole e chi è contrario alla modifica dei confini del Parco della Lessinia. I proponenti sottolineano che sulla carta non c'è nessuna riduzione, anzi la superficie di parco aumenterebbe di poco. Ciò che cambia però è la definizione di alcune aree, definite di pre-parco o contigue, in cui non ci sarebbero le stesse restrizioni in vigore nel parco vero e proprio. Se però non si considerano queste aree come spazi del parco, la riduzione della superficie ci sarebbe e sarebbe anche superiore ai mille ettari.

Crescono però le associazioni contrarie alla ridefinizione dei confini del Parco della Lessinia. Associazioni ascoltate dai consiglieri regionali di opposizione Piero Ruzzante, Patrizia Bartelle e Cristina Guarda. «Chiederemo ai consiglieri della maggioranza di ritirare la proposta - scrivono i tre consiglieri - Se la proposta non verrà ritirata, annunciamo fin d'ora il nostro voto contrario. L'appello di oltre cento associazioni non può e non deve restare ignorato».

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E preoccupati sono anche gli ex consiglieri regionali che hanno creato il Parco della Lessinia. «Ero membro del consiglio regionale del Veneto e con i colleghi Giorgio Bragaja e Alberto Tomiolo sono stato proponente e promotore del Parco della Lessinia - scrive su Facebook il veronese Mao Valpiana - Eravamo consiglieri di minoranza, ma riuscimmo a convincere e coinvolgere la maggioranza democristiana nell'approvazione. Ora il parco è sotto attacco. Per la prima volta in Italia e in Europa si vorrebbe ridurre l'area di un parco naturale del 20%. Ci provano alcuni leghisti con il silenzio assenso del presidente della Regione. Noi, invece, rilanciamo per l'allargamento anche al Monte Pastello».

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