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Mercoledì, 21 Febbraio 2024
Politica Borgo Roma / Piazzale Ludovico Antonio Scuro

Il governo ha deciso: decade obbligo vaccinale per il personale sanitario, resta la mascherina in ospedale e Rsa

«Sarebbe stato un grandissimo errore togliere la mascherina», ha commentato Zaia che si è detto d'accordo anche con il reintegro del personale non vaccinato: «In Veneto sono 605 gli operatori della sanità sospesi pronti a rientrare»

Così come precedentemente annunciato, il governo guidato da Giorgia Meloni nel corso del Consiglio dei ministri odierno, lunedì 31 ottobre, ha approvato una serie di provvedimenti che riguardano la gestione della pandemia da Covid-19 nel nostro paese. Il primo e sostanziale elemento di novità riguarda il personale medico e, più in generale, chi svolge professioni in ambito sanitario: è stata infatti anticipata all'1 novembre, rispetto alla data del 31 dicembre precedentemente prevista, la scadenza dell'obbligo vaccinale contro Covid. 

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Al contrario, rispetto alle iniziali voci circolanti, non decadrà nell'immediato l'obbligo di utilizzare le mascherine anche negli ospedali e nelle Rsa. L'attuale ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha infatti annunciato di aver firmato stamane un'apposita ordinanza per fissare i nuovi termini di tale obbligo, prorogandone così la validità fino alla fine dell'anno. L'obbligo risulterebbe infatti in scadenza proprio oggi, lunedì 31 ottobre. Il ripensamento da parte del governo Meloni su tale questione parrebbe essere sopraggiunto a fronte anche di richieste esplicite provenienti da esperti, tra questi pure lo stesso presidente della Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici, Filippo Anelli. Tuttavia, lo stesso ministro Orazio Schillaci ha evidenziato come il governo non avrebbe affatto cambiato idea, poiché in realtà mai in precedenza avrebbe pensato di non prorogare tale obbligo. 

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Alla luce di queste novità, in Veneto è intervenuto il presidente della Regione Luca Zaia: «Le scelte adottate dal Consiglio dei Ministri in materia di Covid mi trovano d’accordo: sono decisioni improntate al buon senso, che garantiscono la sicurezza là dove serve. Il rientro in servizio dei sanitari non vaccinati ad esempio - spiega il governatore Zaia - è una misura che io stesso auspico da tempo, anche perché l’approccio generale verso questo virus nel tempo deve inevitabilmente cambiare, andando verso una situazione di convivenza, dove, più delle norme, vale l’attenzione e l’intelligenza nei comportamenti di ogni singolo individuo. Il rientro in servizio di migliaia di sanitari inoltre, costituisce un grande aiuto per dare una risposta alla carenza di medici che sta interessando tutta Italia».

A tal riguardo, lo stesso presidente Zaia ha reso noto che «in Veneto sono attualmente 605 gli operatori della sanità sospesi pronti a rientrare, dei quali 12 medici, 182 infermieri, 202 operatori socio sanitari: vi sono anche alcuni farmacisti, biologi, tecnici e personale amministrativo. Da inizio pandemia - ha ggiunto Luca Zaia - il totale dei professionisti sanitari sospeso è stato di 2.516 persone, con 98 medici, 1.060 infermieri, 597 operatori socio sanitari, 272 amministrativi, 133 tecnici».

In merito poi alle altre decisioni del governo Meloni, il presidente del Veneto ha dichiarato: «Condivido anche la scelta di mantenere l’obbligo della mascherina all’interno degli ospedali e dei luoghi di cura in generale, dove ci sono persone malate, e quindi in condizioni di particolare debolezza, che vanno protette, anche del possibile veicolo del virus costituito dai visitatori. Si tratta di un approccio pragmatico, concreto, che interferisce poco con la vita di tutti i giorni della stragrande maggioranza dei cittadini ma invece continua a proteggere i pazienti, come peraltro richiesto anche dagli stessi rappresentanti dei medici e delle professioni sanitarie. Sarebbe stato un grandissimo errore togliere la mascherina. - ha puntualizzato il governatore Luca Zaia - Anche a Covid superato l’esperienza ci ha insegnato che la tutela e la difesa dei soggetti fragili è un’azione che va messa in campo anche a prescindere da questo virus. La mascherina negli ospedali è un segno di rispetto e attenzione nei confronti dei ricoverati e degli operatori, ormai ampiamente condiviso e diventato di uso comune in tutti i reparti». 

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