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Cortile di Giulietta riaperto, PD: «Riordino ingressi ancora nel cassetto»

I consiglieri comunali Federico Benini, Elisa La Paglia e Stefano Vallani: «Nel post-coronavirus a Verona non c'è alcuna innovazione significativa, anzi, l'immobilismo dell'amministrazione sta facendo retrocedere la città»

Cortile di Giulietta (Foto di repertorio)

È stato alto anche ieri, 14 giugno, il flusso di turisti italiani e stranieri in visita al cortile di Giulietta, riaperto dopo l'emergenza coronavirus. Un punto della città di Verona che non smette di attirare uomini e donne da tutto il mondo, pur nel rispetto del norme di sicurezza sanitaria. Un punto su cui da tempo si discute per una rimodulazione complessiva del percorso di visita della casa e del cortile dell'eroina shakespeariana, con l'introduzione del pagamento di un biglietto anche per l'ingresso nel cortile, che adesso libero. Da tempo se ne discute, ma ancora non si vede nulla di concreto e per questo i consiglieri comunali del Partito Democratico di Verona Federico Benini, Elisa La PagliaStefano Vallani pungolano l'amministrazione comunale.

«Non esiste crisi o evento che possa scuotere l'orgoglio e la voglia di fare di questa amministrazione - scrivono i consiglieri del PD - Da tre anni ha nel cassetto un progetto di riordino degli ingressi ma, ancora oggi, dopo mesi di chiusura forzata del sito, non sappiamo se e quando la riorganizzazione avrà luogo. È anzi plausibile che in considerazione della ormai prossima defenestrazione dell'assessore alla cultura Briani, il progetto subisca una nuova revisione e sia destinato a conoscere altri anni di stop. Ritornare alla calca e alle resse di prima non è un obiettivo auspicabile per questo compendio. Il Comune continua a sedere, senza rendersene conto, su una miniera d'oro che potrebbe aiutare a finanziare la cultura e i musei e a far fare un salto di qualità anche alla proposta turistica della città. Con la riapertura dell'Arena, l'autorizzazione a tenere il mini festival lirico, e adesso anche la riapertura del cortile di Giulietta, il post-coronavirus a Verona si conferma un dato puramente biologico. Non c'è alcuna innovazione significativa, anzi, l'immobilismo dell'amministrazione sta facendo retrocedere ulteriormente la città dal punto di vista economico, delle infrastrutture, della mobilità e dell'inquinamento».

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