R0 e soglie sentinella, Boccia: «Più contagi, più restrizioni». Zaia: «Mia ordinanza legittima»

«Non fate partire la gara a chi apre prima perché sarebbe irresponsabile, il Paese sta ripartendo, ma in sicurezza», ha dichiarato il ministro Francesco Boccia. Il governatore veneto Zaia: «Non revoco le mie ordinanze, se qualcuno reputa siano illegittime le impugni»

Il ministro per gli Affari Regionali e le Autonomia Francesco Boccia

«Ogni giorno le Regioni dovranno fornire una comunicazione al governo per fare il punto sulla situazione dei contagi. Più contagi, più restrizioni. Meno contagi, più aperture». È questa la formula indicata dal ministro per gli Affari Regionali e le Autonomia Francesco Boccia per la "Fase 2" che prenderà avvio dal prossimo 4 maggio. Come ricordato anche dal premier Conte il rischio di un contagio di ritorno a seguito delle pur caute riaperture è infatti «molto concreto». I numeri dei contagiati, in sostanza, potrebbero ricominicare a salire a partire dal 4 maggio e, proprio per questo, il governo chiederà alle singole regioni italiane di fornire quotidianamente un rapporto con alcuni dati molto precisi: il numero dei positivi al virus rapportato alla densità di popolazione, ma anche l'effettiva disponibilità di posti liberi nelle terapie intensive degli ospedali.

Il ministro Boccia: «Niente gare a chi apre prima, perché sarebbe irresponsabile»

Secondo quanto affermato dal premier Conte durante il suo discorso del 26 aprile, a distanza di tre giorni dall'entrata in vigore del nuovo Dpcm che avverrà lunedì 4 maggio, il ministro della Salute Roberto Speranza dovrebbe fornire dei parametri "soglia", sforati i quali scatterà l'allarme nel singolo territorio dove si dovesse verificare la riesplosione di un focolaio, con il conseguente ripristino di misure restrittive. Di qui si comprende dunque l'importanza che il ministro Francesco Boccia affida al monitoraggio costante dei dati per singole regioni, non ultimo il livello del cosiddetto "R0", cioè "Erre con zero", vale a dire il "Numero di riproduzione di base" che in ambito epidemiologico sta ad indicare la potenziale trasmissibilità di una malattia infettiva. Detto in breve, quando il valore di "R0" è uguale a 1 ciò significa che per ciascuna persona positiva, poniamo appunto al coronavirus Sars-CoV-2, vi saranno un numero di casi secondari di positività pari a 1, se "R0" è uguale a 2, vi saranno allora per ciascuna persona positiva al virus nella popolazione altri 2 casi di contagio e quindi di positivi secondari. Da quel che si comprende oggi, le cosiddette "soglie sentinella" che dalla prossima settimana dovrebbero essere divulgate con precisione dal governo, per quel che riguarda il parametro dell'R0 prevederanno che se il "Numero di riproduzione di base" del coronavirus Sars-CoV-2 dovesse nuovamente superare il valore 1, cioè appunto una persona ne contagia un'altra, allora si tornerebbe a delle misure molto più restrittive di quelle previste dal Dpcm del 26 aprile in vigore dal 4 maggio prossimo.

«Preoccupa la riduzione delle terapie intensive in alcune Regioni. - ha dichiarato il ministro Francesco Boccia - Chiederemo alle Regioni, che stanno facendo sforzi straordinari, un report quotidiano sui contagi, sul livello dell'R0, dei posti letto nelle terapie intensive e subintensive che non vanno ridotti. In base a questi dati si potrà decidere se allentare qualche stretta. Covid-19 non è stato sconfitto. Faccio un appello a tutte le Regioni lavoriamo come sempre gomito a gomito, - ha quindi affermato il ministro Boccia - ma non fate partire la gara a chi apre prima perché sarebbe irresponsabile: il Paese sta ripartendo, ma in sicurezza. Non è il momento di allentare la tensione e di dividersi per tre giorni prima o dopo di apertura. Stiamo ripartendo ma in sicurezza».

Francesco Boccia ministro autonomia Luca Zaia incontro regione Veneto 2019-2

Un incontro tra il ministro Boccia e il governatore Zaia - immagine d'archivio

Le ordinanze di Zaia: «Se qualcuno reputa che siano illegittime le impugni»

Dichiarazioni che evidentemente paiono rivolte a quelle regioni italiane dove i vari governatori hanno previsto misure particolari di "allentamento anticipato" delle restrizioni, tra queste naturalmente vi è il Veneto del presidente Luca Zaia. Con l'ultima ordinanza regionale, infatti, è stata da un lato superata la «prossimità di casa» per lo svolgimento dell'attività motoria che in Veneto è consentita a ciascun cittadino nell'intero territorio del proprio Comune di residenza o dimora, anche in bicicletta. Con la precedente ordinanza numero 42 del 24 aprile, invece, il governatore Zaia aveva consentito la vendita d'asporto di prodotti alimentari nei bar, ristoranti, gelaterie e pasticcerie, molti dei quali erano chiusi e hanno così potuto riaprire, mentre altri erano già aperti effettuando consegne a domicilio che resta tuttora un'attività consentita. Quella della vendita d'asporto è stata una misura che ha anticipato il contenuto del Dpcm del 26 aprile, dove appunto si legge che dal 4 maggio prossimo in tutti Italia sarà possibile fare la vendita di prodotti alimentari tramite asporto. Nel Dpcm non si legge né di obbligo di prenotazione telefonica o online dei prodotti, né di limitazioni territoriali all'interno della propria regione per effettuare l'acquisto, dunque, salvo nuove indicazioni, si dovrebbe poter procedere all'acquisto senza prenotazione e anche in un altro Comune rispetto al proprio di residenza/domicilio, purché all'interno della propria regione. Al contrario, oggi e fino allo scadere dell'ordinanza il prossimo 3 maggio, in Veneto per acquistare cibo d'asporto è necessaria la preventiva prenotazione ed è possibile farlo solo all'interno del proprio Comune di residenza/domicilio.

«Noi abbiamo sempre applicato i decreti del Governo in maniera restrittiva - ha dichiarato Zaia nel punto stampa di martedì 28 aprile - Quindi non posso accettare che qualcuno dica che i veneti sono irresponsabili. Oggi abbiamo in Veneto degli indicatori che ci dicono che si possono dare dei segnali di attenzione, di fiducia e di solidarietà a chi si è fatto due mesi di quarantena senza battere ciglio. La mia ordinanza non è un atto sovversivo e non escludo la possibilità di firmare altre ordinanze di aggiustamento. Io non le revoco le mie ordinanze e se qualcuno reputa che siano illegittime le impugni». Lo stesso governatore aveva quindi aggiunto: «Le cose che facciamo noi come ordinanze sono le stesse che stanno facendo regioni dello stesso colore politico del governo. Perché dobbiamo diventare i parafulmini di chi vuole solo avere visibilità?». Secondo il presidente del Veneto, inoltre, il governo «ha l'obbligo della vigilanza, di intervenire impugnando le ordinanze, ma lo deve fare con tutti quelli che le hanno fatte, non si fa per colore politico, si fa per ordinanza».

Seconde case fuori dal proprio Comune: «Ci si va solo per la manutenzione e riparazioni»

Su un altro punto dell'ultima ordinanza regionale, la numero 43, quello cioè dedicato alla possibilità di spostarsi dentro il territorio della regione, ma anche al di fuori del proprio Comune di residenza, per recarsi nelle seconde case o presso imbarcazioni o velivoli di proprietà, il governatore Zaia ha precisato: «Ci si va individualmente, da soli, per controllare se ci sono dei lavori da fare, non si alloggia lì, e poi si torna a casa. Dal punto di vista sanitario sfido chiunque a dire che questa è una messa a repentaglio della salute pubblica». Il testo dell'ordinanza 43 al riguardo non lascia margini di dubbi: «È consentito per i residenti in Regione, lo spostamento individuale nell'ambito del territorio regionale per raggiungere le seconde case di proprietà o imbarcazioni e velivoli di proprietà che si trovano al di fuori del Comune di residenza, per lo svolgimento delle attività di manutenzione e riparazione necessarie per la tutela delle condizioni di sicurezza e conservazione del bene».

Il problema in questo caso sarebbe però un altro: ad oggi e fino al 3 maggio le norme nazionali contenute nel Dpcm vigente prevedono che lo spostamento tra Comuni diversi sia possibile solo in presenza non di una «situazione di necessità», bensì di una «assoluta urgenza» e le due espressioni non sono affatto sinonimiche, non hanno cioè la stessa valenza, tanto che corrispondono a due differenti casistiche sul modulo per l'autocertificzione degli spostamenti. Ora, se un'attività di riparazione in una seconda casa potrebbe essere fatta rientrare nella casistica di una «assoluta urgenza» (ma quindi l'ordinanza regionale sarebbe a questo punto superflua al riguardo), è più difficile pensare che possa essere considerata una «assoluta urgenza» l'attività di manutenzione ordinaria di una seconda abitazione, come di una barca o velivolo.

Faq seconda casa 29 aprile

La Faq del governo che contraddice la disposizione dell'ordinanza regionale numero 43

A titolo di chiarimento, è da ricordare che dal 4 maggio, con l'entrata in vigore del nuovo Dpcm, il criterio dell'«assoluta urgenza» (insieme alle «comprovate esigenze lavorative» e ai «motitvi di salute») regolerà la possibilità di spostarsi verso altre regioni, non più verso altri Comuni rispetto al proprio, essendo che per raggiungere Comuni diversi ma interni alla propria regione basterà avere una «situazione di necessità» che, come appena detto, non è un sinonimo di «assoluta urgenza».

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