«I medici di base siano messi nelle condizioni di eseguire i tamponi»

La richiesta giunge dai consiglieri comunali di Verona, i quali hanno ascoltato la Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale) e chiedono all'amministrazione di intervenire

(Foto di repertorio)

Il presidente della Regione Veneto Luca Zaia ha usato un'ordinanza per dar forma all'accordo tra la Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale), il Governo e le Regioni che permetterà ai medici di base di svolgere tamponi rapidi ai propri assistiti, scoprendo così se tra di loro ci sono casi di positività al coronavirus. Una forma che non è piaciuta alla stessa Fimmg. L'associazione ha voluto specificare che non c'è stata nessuna imposizione dalla Regione, ma sono stati i medici a cercare un'intesa a livello nazionale e locale. Intesa che, tra l'altro, non porterà a nulla se i medici di medicina generale non saranno messi nelle condizioni di eseguire questi tamponi. Al momento, questo servizio viene offerto solo da pochi professionisti e per andare a regime in tutto il territorio avrà bisogno di un po' di tempo, perché non tutti i medici di base hanno ricevuto i tamponi e i dispositivi di protezione da indossare durante il test. Non tutti i medici poi hanno a disposizione spazi adeguati per svolgere questo tipo di esame.

Ecco allora che la politica prova a mobilitarsi. I consiglieri comunali del Partito Democratico di Verona hanno presentato un'interpellanza con cui chiedono all'amministrazione comunale cosa sta facendo per permettere ai medici di lavorare in sicurezza. «Chiediamo inoltre che il Comune solleciti la Regione a mettere a disposizione dei medici di base il materiale necessario ad avviare la campagna di screening», hanno aggiunto Federico Benini, Elisa La Paglia e Stefano Vallani.

Prova a fare un passo in avanti in più, invece, Verona Domani, che con i suoi consiglieri ha presentato una mozione per individuare in ogni quartiere o in ogni circoscrizione appositi spazi, possibilmente dotati di aree all'aperto, da mettere a disposizione dei medici base per eseguire i tamponi rapidi.

Mentre il consigliere tosiano Alberto Bozza ha chiesto che i test possano essere svolti anche dai farmacisti. «Le amministrazioni comunali e l'Ulss si attivino senza perdere tempo per consentire ai nostri medici di rendersi operativi subito - ha detto Bozza - Infine, per chiudere il cerchio si dia la possibilità alle farmacie di supportare il nostro sistema sanitario dando loro la possibilità di effettuare i test rapidi ed i vaccini antinfluenzali, solo così possiamo evitare le lunghe code e tempi d'attesa».

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