Mercatini di Natale a Verona? +Europa: «Surreale anche solo parlarne»

Giorgio Pasetto e Anna Lisa Nalin ritengono che la situazione attuale, con il coronavirus ancora in piena circolazione, non consenta l'organizzazione di eventi che creerebbero grandi assembramenti

Mercatini di Natale (Foto di repertorio)

«Cosa ci vuole ancora perchè il sindaco di Verona Federico Sboarina archivi definitivamente le incomprensibili discussioni su bancherelle e mercatini natalizi?». A chiederlo sono Giorgio Pasetto, coordinatore di +Europa Verona, e Anna Lisa Nalin, portavoce di +Europa Veneto.

Ieri, 1 dicembre, è stata accesa la stella cometa di Piazza Bra a Verona e l'occasione è stata colta anche per sapere quali potrebbero essere le iniziative del Comune per questo Natale condizionato dal coronavirus. Ad esempio, sarebbe pronto un piano per garantire la sicurezza ai visitatori della mostra internazionale dei presepi in Arena, ma la rassegna potrebbe anche saltare se iniziative del genere saranno vietate dal prossimo dpcm. Ed in forse sono anche i mercatini di Natale, che l'amministrazione vorrebbe provare ad organizzare in forma ridotta, con un numero limitato di bancarelle tra Piazza dei Signori e Cortile Mercato Vecchio. Anche per questa manifestazione, però, si attende di conoscere il contenuto del decreto che il presidente del consiglio Giuseppe Conte dovrebbe varare nei prossimi giorni.

Per gli esponenti locali di +Europa, però, non ci sono le condizioni per organizzare eventi dal forte richiamo per i cittadini e quindi capaci di creare grandi assembramenti nel centro cittadino. «Verona ha il record di casi Covid in Veneto, una condizione maturata nelle scorse settimane con le medesime restrizioni applicate in tutte le altre città - sostengono Pasetto e Nalin - Evidentemente c'è un problema da una parte di comportamento collettivo, dall'altra di continuo ammiccamento da parte dell'amministrazione comunale a situazioni di commercio e svago che rischiano di diventare fonti esplosive di contagi. Il sindaco ha chiuso giardinetti e panchine per lasciare aperte zone del centro storico frequentatissime, con esercizi commerciali che non sempre hanno garantito le norme di distanziamento. Sboarina non ha organizzato alcun tipo di ingresso contingentato alle vie dello shopping con il risultato di assembramenti molto pericolosi. Ora accarezza l'idea di aprire comunque bancarelle e mercatini che, per quanto ridotti, attirerebbero concentrazione di persone. Se vogliamo uscire dall'incubo Covid, la politica del consenso facile e dell'ammiccamento imprudente ai commercianti è davvero l'ultima che un'amministrazione comunale dovrebbe abbracciare. La ripresa dell'economia cittadina non potrà iniziare veramente fino a quando ci saranno comportamenti collettivi poco virtuosi e soprattutto una gestione amministrativa comunale confusa e incoerente».

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