Ricetta anti-Covid di Ciro Maschio, PD: «La porti in Comune e Regione»

Il deputato e presidente del consiglio comunale di Verona ha avanzato proposte per contrastare la pandemia. La replica di Benini e Vallani: «Perché continuare a chiedere al Governo ciò che potremmo fare, o per lo meno iniziare, da soli?»

Ciro Maschio

Cosa avrebbe fatto il partito Fratelli d'Italia se fosse stata al Governo per gestire l'emergenza Covid-19? La risposta l'ha data Ciro Maschio, deputato e presidente del consiglio comunale di Verona, esponente della forza politica di centrodestra guidata a livello nazionale dalla leader Giorgia Meloni.
Per Maschio, il virus si contrasta con un «sistema di tamponi molecolari e salivari diffuso da subito, con prenotazioni per evitare assembramenti e code di ore in luoghi a rischio». Ma anche con il reclutamento urgente di nuovo personale sanitario anche «tra riservisti, pensionati e Croce Rossa». Il parlamentare veronese chiede che vengano «predisposte strutture sanitarie dedicate al Covid in numero sufficiente a contenere l'impatto», che venga «implementato il sistema dei trasporti utilizzando bus turistici fermi da mesi, taxi ed eventuali mezzi militari», che vengano rimodulati gli orari di scuole, uffici pubblici e grandi aziende private «per ridurre l'impatto sul trasporto pubblico locale utilizzando di più gli orari di morbida» e che vengano «predisposti alberghi per la quarantena degli asintomatici positivi».

Tutte proposte che sarebbero sottoscritte anche dal Partito Democratico locale. I consiglieri comunali Federico Benini e Stefano Vallani hanno infatti chiesto che i punti esposti da Maschio siano portati nel consiglio comunale ed in quello regionale, dove Fratelli d'Italia è in maggioranza.
«Invitiamo Maschio ad essere più ambizioso, dal momento che su ciascuna di queste misure Comune e Regione hanno ampi poteri e autonomie - hanno dichiarato Benini e Vallani - E il suo partito dispone di potere contrattuale. Perché quindi non partire da qui e ora, da noi? Perché continuare a chiedere agli altri ciò che potremmo fare, o per lo meno iniziare, da soli? Non è anche questo lo spirito dell'autonomia sbandierata dal centrodestra sempre a parole? Il consiglio comunale di Verona ha disposto la formazione di una commissione di emergenza contro il coronavirus che si è riunita pochissime volte e non ha approvato nessuna delle misure previste in soccorso dei cittadini e delle categorie colpite. Si aggiungano le promesse mancate del presidente della Regione Luca Zaia sui tamponi di massa fuori dai supermercati. Si aggiungano inoltre tutti soldi sperperati nel frattempo, ad esempio le mega-consulenze di Agsm, costate circa 700mila euro, che potevamo impiegare meglio». È tempo che anche il Comune e la Regione si mettano di impegno».

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