Case di riposo ed emergenza Covid-19, è scontro politico continuo

Il Movimento 5 Stelle attacca la Regione: «I tamponi agli ospiti e agli operatori sono stati fatti in ritardo», mentre PD e Lega continuano a bisticciare

Foto di repertorio

Sempre al centro dell'attenzione in questo periodo di emergenza coronavirus, le case di riposo sono al centro anche dello scontro politico tra chi attacca e chi difende la gestione portata fin qui avanti dagli amministratori. In Veneto, il Covid-19 è entrato in circa il 24% delle strutture per anziani, secondo i dati forniti dalla Regione. Una percentuale che si alza, però, se ci circoscrivono i numeri alla sola provincia di Verona, dove comunque il problema non sta interessando il 60% delle residente, come riportato dal direttore generale dell'Ulss 9 Scaligera Pietro Girardi. Ma c'è anche un'indagine dell'Istituto superiore della sanità (Iss) che fornisce dati differenti. In questa indagine si legge che i morti per Covid-19 nelle case di riposo venete sarebbero stati 1.093 nel periodo che va da febbraio a metà aprile, ma nello stesso periodo per la Regione Veneto i morti sarebbero stati molti di meno: 345.

«Chi sbaglia, Zaia o l'Iss?», si chiede Enrico Cappelletti, candidato alla presidenza della Regione Veneto per il Movimento 5 Stelle. «Considerato che non a tutti gli anziani deceduti è stato fatto il tampone, vogliamo sapere il dato dei decessi nelle case di riposo del Veneto confrontato con lo stesso dell'anno scorso - prosegue Cappelletti - E perché sono stati fatti tardivamente i tamponi ad ospiti ed operatori? Perché il piano piano regionale deliberato lo scorso 30 marzo, non è partito un mese prima? Migliaia di cittadini, colpiti negli affetti, aspettano queste risposte. Sicuramente alle case di riposo del Veneto non è stata dedicata l'attenzione che sarebbe stata necessaria. Forse è stato sottovalutato il problema, forse sono stati commessi gravi errori».

Ma lo scontro più acceso sulle residenze per anziani è tra Lega e Partito Democratico. Scontro che prosegue a Sommacampagna, la cui casa di riposo è tra quelle con maggiori difficoltà nel Veronese. La sezione locale della Lega ha chiesto «al sindaco Fabrizio Bertolaso e al PD di Sommacampagna di prendere le distanze dalle dichiarazioni della deputata PD Alessia Rotta», la quale aveva chiesto un commissariamento dalla sanità veneta proprio per il modo in cui la Regione sta gestendo l'emergenza Covid nelle case di riposo. «Se c'è una Regione e un assessorato alla sanità che finora hanno fatto vedere i risultati migliori in tutta Italia sono proprio il Veneto e l'assessorato guidato da Manuela Lanzarin - si legge in una nota della Lega di Sommacampagna - In questo periodo, ci siamo più volte messi a disposizione dell'amministrazione comunale con spirito di servizio lasciando volutamente da parte ogni polemica politica ma dopo gli attacchi di Alessia Rotta non possiamo più stare zitti».

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