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Allarme cormorani sul Garda, la Regione pensa anche agli abbattimenti

Per l'Unione dei pescatori sportivi del Garda, i cormorani sono un'insidia per la fauna ittica del lago e per la sua biodiversità. Il leghista Andreoli: «Al lavoro per realizzare un piano di contenimento». Il PD: «Non si può sparare ad una specie protetta»

Cormorano

«Allarme cormorani sul Lago di Garda». A lanciarlo è stata l'Unione dei pescatori sportivi del Garda (Upsdg), i quali considerano il phalacrocorax carbo, o cormorano comune, un'insidia per la fauna ittica del Garda e per la sua biodiversità.
«Il cormorano è in grado di ingurgitare circa mezzo chilo di pesce al giorno, quantità che in inverno può raggiungere gli ottocento grammi per compensare il maggior dispendio di energie dovuto all'acqua fredda - hanno spiegato i pescatori sportivi gardesani - È una specie che sul Garda non ha nemici naturali e quindi gode della possibilità di proliferare senza una presenza antagonista per la sua sussistenza. La presenza dei soli cormorani viene stimata in circa cinquemila esemplari. È facile quindi ipotizzare un prelievo quotidiano da parte di questi animali di oltre due tonnellate di pesce al giorno. Appare quindi chiaro che sul Garda ci sono troppi esemplari, i quali sono ormai talmente confidenti da non fuggire più alla presenza dell'uomo».

L'Unione dei pescatori sportivi del Garda ha dunque lanciato un appello alle istituzioni. Appello raccolto dal consigliere regionale della Liga Veneta Marco Andreoli, il quale ha confermato che la Regione Veneto è al lavoro per realizzare un piano di contenimento dei cormorani sul Lago di Garda.
«Il provvedimento è in fase di studio e sarà pronto entro la fine dell'estate - ha spiegato Andreoli - Allo studio ci sono molti aspetti. In altre Regioni, come ad esempio la Lombardia, esiste già un piano di contenimento, ma in Veneto ci sono molti più cormorani. Nella nostra Regione, oltre che sul lago di Garda, abbiamo una grande presenza anche sul Delta del Po. Occorre quindi uno studio molto più elaborato. Sono tre le specie presenti sul Garda e il cormorano maggiore è l'unica che è cacciabile, mentre il marangone minore e il marangone dal ciuffo sono due specie protette. Affinché il piano sia efficace è necessario produrre una documentazione in grado di dimostrare i danni provocati da questi uccelli acquatici, senza sottovalutare che tra l’altro sono potenzialmente portatori di malattie. Il contenimento dei cormorani avverrebbe, oltre che con l'abbattimento, rispetto a cui l'Ispra suggerisce di intervenire in determinati periodi dell'anno, anche con metodi considerati ecologici. Come dei micro mortai che creano del rumore o dei laser disturbatori. O ancora, dei metodi di protezione delle vasche all'interno degli allevamenti».

Gli esponenti del Partito Democratico veneto Andrea Zanoni e Anna Maria Bigon hanno però chiesto al consigliere Andreoli di fare attenzione perché anche in cormorani sarebbero una specie protetta. «Sono tutelati sia dalla Convenzione di Berna che dalla legge italiana sulla protezione della fauna selvatica - hanno detto Zanoni e Bigon - Pensare di potergli sparare, oltretutto usando come giustificazione una balla clamorosa come la minaccia per l'ecosistema non sta né in cielo né in terra. Se la Lega dovesse davvero tirar dritto con questo piano, saremo pronti a segnalare il tutto al Governo perché impugni l'atto alla suprema Corte: gli abbattimenti dei cormorani sono proibiti».

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