Cori razzisti, politica veronese contro Balotelli: i pochi ululati però ci sarebbero stati

Li ha segnalati il collaboratore federale, che ha specificato però che si tratterebbe di una "quindicina di persone", così come la direzione di gara, ma dai politici veronesi sono arrivati quasi solamente attacchi al centravanti del Brescia

Balotelli calcia la palla in curva durante la partita contro il Verona

Proseguono le polemiche sui presunti cori razzisti che sarebbero partiti dal settore dei tifosi gialloblu all'indirizzo di Mario Balotelli, in occasione della partita tra Hellas Verona e Brescia, che nel pomeriggio di domenica si è disputata allo stadio Bentegodi. 
Intorno al 55' l'attaccante del Brescia infatti ha preso in mano il pallone, interrompendo l'azione, per scagliarlo in direzione di un gruppo di sostenitori veronesi e manifestando poi l'intenzione di abbandonare il terreno di gioco. Il match a quel punto è stato interrotto, per poi riprendere dopo l'avviso dello speaker.
Sommersi dai fischi e dalle urla dello stadio, i cori sarebbero stati però uditi da pochi altri oltre al numero 45, probabilmente perché pronunciati da pochi incivili. La stessa società gialloblu, con una nota firmata da Setti e pubblicata sul sito ufficiale, ha espresso un'opinione di condanna verso gli eventuali responsabili, ammettendo però di non averli sentiti e chiedendo di non colpevolizzare tutta la curva. 

Balotelli? Confermo che noi non abbiamo percepito nulla. Sono arrivato a Verona 8 anni fa e ho subito potuto vedere come i tifosi veronesi siano sì ironici ma assolutamente non razzisti, come è accaduto 6 anni fa al nostro debutto contro il Milan proprio di Balotelli. Quando ci sono episodi di razzismo siamo i primi a condannarli, lo abbiamo sempre fatto, ma è sbagliato generalizzare, parlando di cori e tifoseria razzisti, se su 20.000 persone fra il pubblico un paio possono, magari, aver detto qualcosa. Quelle due-tre persone, se ci sono, siamo pronti a prenderle e punirle perché condanno fortemente qualsiasi episodio di questo tipo. Ma parlare di Verona come fossimo fermi a 30 anni fa è sbagliato: noi siamo un Club e una tifoseria che ha solo lo sport nel proprio DNA. Sono tantissimi i ragazzi di colore che vestono gialloblù dalle Giovanili alla Prima Squadra, il razzismo è un discorso che per noi non esiste e Verona non è il posto giusto per simili generalizzazioni. Su 8 anni della mia presidenza, potete constatarlo, l'atteggiamento dei nostri tifosi è stato assolutamente corretto. Balotelli l'ho incontrato e mi sono scusato nell'eventualità che qualcuno gli possa aver detto qualcosa. 

Anche il tecnico Juric nel post partita ha affermato di non aver percepito alcun insulto razziale, così come il sindaco di Verona Federico Sboarina, che ha parlato anche di una possibile strumentalizzazione del caso. 

Oggi allo stadio c'ero e non ho sentito alcun insulto razzista. E come me le molte altre persone che a fine partita mi hanno scritto e contattato. Ciò che ha fatto Balotelli è inspiegabile perché senza alcun motivo ha avviato una gogna mediatica su una tifoseria e una città. Condanno in maniera decisa ogni forma di razzismo, da perseguire senza mezzi termini termini. Ma sono altrettanto fermo contro coloro che strumentalmente costruiscono sul nulla una falsa immagine di Verona e dei veronesi. Questo è inaccettabile

I consiglieri comunali di Verona Stefano Bianchini, Daniele Perbellini e Nicolò Sesso, hanno addirittura proposto di presentare una mozione in Consiglio comunale per chiedere i danni a nome della città

Abbiamo assistito ad una delle più grosse sceneggiate folcloristiche del calcio italiano. Un calciatore in evidente difficoltà si è letteralmente inventato un alibi e ha cercato di farsi compiangere dalla solita parte d’Italia che parla di razzismo. Ma questa volta basta. Una città intera deve difendersi da questi soliti atteggiamenti, ogni volta basati sul nulla. Presenteremo una mozione in Consiglio comunale per condannare l'episodio e chiedere i danni di immagine a chi cerca di farsi pubblicità a danno di una città

Gli attacchi a Baloltelli sono arrivati direttamente dagli esponenti della Lega, nelle persone del commissario provinciale Nicolò Zavarise e del consigliere comunale Andrea Velardi

Non c’è stato alcun ululato razzista nei confronti di Mario Balotelli - ha detto Zavarise -. Semplicemente il Verona stava dominando la partita e Balotelli, probabilmente non al pieno della propria forma sportiva ha sfogato la sua frustrazione verso i tifosi che non hanno fatto altro che incitare la propria squadra.
È ora di dire basta a chi continua ad associare Verona e la sua gente ad un razzismo fantasma.
Anche oggi abbiamo assistito all’ennesimo episodio di strumentalizzazione da parte di giornalisti ed esponenti politici nemmeno presenti sugli spalti - ha duramente replicato Verlardi -. Non è accaduto nulla e cio che emerge è che gli unici e soli discriminati sono i tifosi Veronesi. L’atteggiamento di Balotelli è vergognoso e da censurare. 

A rincarare la dose ci ha pensato poi Ciro Maschio, deputato e presidente del consiglio comunale di Verona. 

Grave gesto anti-sportivo e provocatorio di Balotelli che, non nuovo a colpi di testa provocazioni, ha scagliato il pallone nella curva del Verona durante la partita con il Brescia.
Il gesto sarebbe stato la conseguenza di presunti cori razzisti del tutto inesistenti. Nessuno dei commissari di gara, infatti, dal campo, avevo a rilevato frasi razziste tanto che aveva ammonito Balotelli. Dai i tifosi del Verona solo ironia con i cori “Mario Mario Mario” ma nessuna forma di razzismo quindi Verona chieda danno di immagine per etichette di condanna preventiva da parte del PD e di alcuni media.
Triste che il PD faccia sciacallaggio speculando sul nulla.
Migliore in campo, invece, Salcedo che è uscito tra gli applausi dimostrando, a soli 18 anni, che maturità e intelligenza non hanno colore.

Ma ad andare oltre ci ha pensato Luca Castellini, elemento di spicco di Forza Nuova e della Curva Sud dell'Hellas, che intervistato su questa vicenda dall'emittente Radio Café, si è lasciato andare ad un «Balotelli è italiano perché ha la cittadinanza italiana ma non potrà mai essere del tutto italiano», aggiungendo che «ce l'abbiamo anche noi un negro in squadra, che ha segnato ieri, e tutta Verona gli ha battuto le mani», oltre ad una difesa a spada della tifoseria scaligera. 
Forza Nuova inoltre aveva inviato una nota diffusa, esprimendo il proprio punto di vista ribadito in radio dallo stesso Castellini. 

“Quando mi ricapiterà di venire a Verona? Meglio sfruttare l’occasione”. Questo avrà pensato Mario Balotelli appena giunto nei pressi della bandierina del calcio d’angolo.

Per un giocatore di calcio finito (gioca da fermo), consapevole di essere al suo ultimo anno nel calcio che conta e che sa di dover per forza trovarsi altri ambiti per raccogliere soldi, quale miglior palcoscenico se non Verona per rilanciare il suo ruolo di icona mediatica antirazzista?
Premeditato e fatto, nonostante i reiterati Mario Mario dei Butei, così attraverso il sicuro black-pass de “il nero ha sempre ragione” anziché sfondare le difese avversarie sfonda le prime pagine dei giornali e riceve la noiosa solidarietà di politici ringalluzziti dalla Commissione Segre e da direttori di giornali che nemmeno si degnano di attendere il responso del Giudice Sportivo.

Dal prossimo anno, più inquartato e dopo qualche corso di dizione, lo vedremo calcare gli studi televisivi, dalla D’Urso a Costanzo, nel suo nuovo ruolo di ennesimo centravanti mediatico al servizio del nuovo Ministero della Verità.

Ma c’era un altro “negro” in campo ieri: il nostro un diciottenne che ha giocato da migliore in campo, ha segnato ed è stato applaudito da tutto il Bentegodi, dando una sonora lezione a quell’altro “negro”, calcisticamente ed umanamente finito.

GLI ISPETTORI - Da un video amatoriale però si possono udire alcune (poche) persone che si lasciano andare ai beceri "uh uh" razzisti, così come è possibile sentire anche nel frammento mandato in onda dalla radio veneta. Sulla Gazzatta dello Sport inoltre viene riportato che il collaboratore federale presente sotto il settore degli ultrà veronesi, avrebbe annotato: “Erano solo una quindicina, oltretutto dal resto della curva è partito anche qualche applauso per Balotelli”. Le espressioni razziste sono dunque arrivate all'orecchio del funzionario, così come a quelle degli ufficiali di gara e ora il loro rapporto si trova sul tavolo del Giudice sportivo, che martedì comunicherà la propria decisione. 
Probabile dunque che scatti un'ammenda o un supplemento di indagine, difficile invece che si arrivi alla chiusura del settore, visto l'esiguo numero di incivili che si sono resi protagonisti di questi vergognosi cori.
In tutto questo forse la politica dovrebbe andare un più cauta nel voler prendere le difese della città e di (alcuni) suoi abitanti: generalizzare non è mai cosa giusta, ma le parole pronunciate e gli attacchi a Balotelli appaiono francamente eccessivi. 

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