Mercoledì, 20 Ottobre 2021
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Treni a Verona ma gestiti da Milano. Ricadute negative per l'occupazione

I lavori di ammodernamento tecnologico prevedono che tutto sia gestito a distanza dal capoluogo lombardo. Ma il Partito democratico veronese si oppone proponendo tre diverse alternative

Non c'è solo la Tav o il degrado a preoccupare il trasporto ferroviario veronese. Il Partito Democratico cittadino ha denunciato un cambiamento che potrebbe avere ricadute negative sull'occupazione, con Verona sempre più marginale.

Al centro di tutto c'è la Sala Coordinamento, Controllo, Circolazione della stazione di Porta Nuova, che impiega circa un centinaio di ferrovieri di cui almeno 70 con alta qualificazione e che governa le linee da Sommacampagna a Padova, da Poggiorusco al Brennero, da Vicenza a Schio, da Verona a Modena, da Mantova/Legnago a Monselice e tutte le linee locali del Trentino Alto Adige. Ma i lavori del progetto di potenziamento tecnologico della Torino/Padova prevedono, fra l’altro, l’attivazione del Sistema Comando Controllo Multistazione a Milano.

Nel febbraio 2015 è stato completato l’ammodernamento tecnologico della tratta da Rezzato (BS) a Sommacampagna (esclusa) e il percorso, prima gestito da Verona, ora viene gestito a distanza dal capoluogo lombardo. E sono in corso i lavori per la realizzazione dell’ammodernamento tecnologico della tratta Verona Porta Vescovo – Altavilla Vicentina (esclusa) con termine lavori nel prossimo mese di aprile. Anche in questo caso, il comando del servizio potrebbe essere spostato a Milano.

In sintesi la gestione della circolazione per la tratta Brescia - Padova, tranne quella interna al capoluogo, sarà completamente trasferita e gestita a Milano. In questo modo a Verona rimarrebbe la conduzione del solo polo manutentivo. Le alternative a questa situazione ci sono e il PD di Verona ne ha fornite tre.

La prima è quella di collocare il Dirigente Centrale Operativo dell’intera tratta Brescia (esclusa) - Padova (esclusa) presso il Posto Sistema Comando e Controllo di Verona, che con la Sala Coordinamento, Controllo, Circolazione potrebbe realizzare la gestione della circolazione unitaria ed omogenea sulle linee del bacino regionale veneto occidentale, delle provincie lombarde orientali e del Trentino Alto Adige.

La seconda è quella di affidare alla Sala di Verona la gestione della circolazione nell’area veneta fino a Padova. Questa soluzione non comporterebbe nessun ulteriore costo organizzativo e comunque favorirebbe una gestione unitaria ed equilibrata della stessa tipologia di traffico di bacino.

La terza ipotesi è quella che i treni ad Alta Velocità tra Milano e Verona possano essere gestiti a Milano e il traffico locale, regionale e merci fino a Padova a Verona.

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