Il Consiglio vota il via libera alla vendita di tutte le quote comunali di A4 Holding

L'Ass. alle Partecipate Polato: «Un’operazione che apporterà preziose risorse all’Ente». Tosi critico: «In A4 siamo socio pubblico di riferimento e non possiamo ignorarne il valore»

Autostrada A4

Via libera alla vendita dell’intero pacchetto azionario detenuto nella società A4 Holding Spa. Lo ha deciso giovedì sera il Consiglio comunale approvando, con 25 voti favorevoli, 5 contrari e 2 astenuti, la cessione delle quote comunali, pari al 4,648 per cento del totale. Ben 86.217 azioni ordinarie che verranno alienate mediante asta pubblica con un prezzo base di 304,60 euro ciascuna, per 26 milioni 261 mila 698 euro. Si tratta dell’ultimo socio pubblico con un pacchetto significativo, dopo l’acquisto nel 2017 di gran parte delle azioni da Re.Consult Infrastrutture Spa. Rimangono infatti Provincia di Vicenza con il 2,05%, Camera di Commercio di Brescia 1,57%, Camera di Commercio di Padova 1,35% e Provincia di Brescia 0,09%.

«Si tratta – spiega l’assessore alle Aziende partecipate Daniele Polato – dell’ultimo atto dell’iter portato avanti dall’amministrazione per la cessione di tutte le quote comunali della società A4 Holding. Un’operazione che apporterà preziose risorse all’Ente. Ricordo che se ci sono stati utili da parte di A4 Holding non è per merito di effettivi ricavi ma per la ripartizione dei fondi societari».

Il dibattito

Contraria si è però detta la consigliera Carla Padovani del Gruppo misto: «Operazione che non condivido. Queste quote rappresentano una risorsa per il Comune e una possibilità di controllo sulla società A4. Con la vendita non saremo più in grado di condizionare alcuna decisione in merito alla realizzazione di infrastrutture sul territorio comunale».

«Parliamo di una società che ad oggi ha debiti molto alti. - ha invece ricordato Michele Bertucco, Sinistra in Comune - Nel tempo è stata svenduta per incapacità gestionale del pubblico ai privati che ne detengono ormai più del 90 per cento del capitale». Critiche alla decisione anche da parte di Anna Leso, sempre del Gruppo misto: «Si tratta di una società sicura, con una redditività cerca che fino ad oggi ha sempre avvantaggiato anche il Comune di Verona. Alienata questa partecipazione non avremo più alcuna parte dei dividenti e saremo totalmente esclusi da qualsiasi decisione».

Soddisfatto per l'iniziativa il consigliere di minoranza Mauro Bonato appartenente al gruppo Prima Verona: «Questa sera dovremmo fare festa. Con questa vendita il Comune si toglie un peso, anche in relazione a possibili controlli da parte della Corte dei Conti sul numero di società partecipate in suo possesso. È la strada giusta, che ci permette di riordinare una situazione oggi fuori legge». Anche Tommaso Ferrari di Traguardi Verona ha espresso così il proprio parere favorevole: «Concordo con la scelta portata avanti con questo documento. La razionalizzazione delle partecipate è un tema importante che il Comune di Verona deve continuare a portare avanti. Questa cessione è l’unica via da percorrere». Decisamente critico invece l'ex sindaco scaligero Flavio Tosi: «Definire non strategica questa partecipazione significa non comprendere il valore di questa società per il territorio. In A4 siamo oggi il socio pubblico di riferimento e il suo valore è una risorsa che non possiamo ignorare».

Gli altrii provvedimenti del Consiglio comunale

Approvato, con 22 favorevoli e 2 astenuti, l’accordo territoriale sul piano di sviluppo aeroportuale 2015 – 2030 del Valerio Catullo. Con il documento, oltre al master plan di crescita, vengono confermate anche le relative schede di intervento per la mitigazione e compensazione ambientale.

Approvato, con 23 voti favorevoli, 1 contrario e 7 astenuti, l’aggiornamento e la rideterminazione del compenso annuo riconosciuto ai membri del collegio dei revisori dei conti del Comune per il triennio 2018 – 2021. Con la modifica il compenso riconosciuto al presidente passa dagli attuali 15 mila euro a quasi 32 mila euro, mentre i 10 mila euro per i componenti diventano circa 21 mila euro annui. Il vecchio compenso, infatti, con il nuovo D.M. del 21 dicembre 2018, viene oggi attribuito ai revisori dei conti dei comuni appartenenti alla fascia demografica fino ai 9.999 abitanti e non a quelli fino ai 60.000 abitanti, a cui è invece conferito il compenso superiore indicato dalla delibera approvata.

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Ad inizio seduta, dopo il ricordo effettuato da parte di Luciano Corso, si è tenuto in aula un minuto di silenzio in memoria dell’ex assessore comunale Averardo Amadio, scomparso il 20 gennaio 2020.

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