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Consiglio comunale in presenza con vaccino o tampone, Zelger non ci sta: «Mi impediscono di partecipare»

Il candidato sindaco per Verona per la Libertà contesta le nuove disposizioni: «Questi comportamenti gettano cattiva luce sulle capacità raziocinanti dell’Amministrazione uscente, pronta ad eseguire ordini assurdi, che ledono l’onorabilità delle istituzioni»

Nel giorno in cui ha ufficializzato la sua candidatura a Palazzo Barbieri con la lista civica di Verona per la Libertà, il consigliere comunale Alberto Zelger (eletto in orbita Lega) aveva detto di aver avvisato il sindaco Sboarina della sua decisione e di garantire il suo appoggio fino al termine del mandato. Le nuove disposizioni per il ritorno in presenza del Consiglio comunale però hanno trovato la contestazione dello stesso Zelger, da mesi in lotta contro l'utilizzo del green pass. 

«Da quasi 2 anni il consiglio comunale di Verona era convocato con modalità mista (online o in presenza), per evitare assembramenti nella sala consiliare, che – lo hanno ribadito gli uffici anche il 1 marzo – non può garantire il distanziamento fisico con la presenza di 36 consiglieri - ha detto Zelger -. Nella stessa email si stabiliva che la distanza di sicurezza poteva essere assicurata ad un massimo di 18 consiglieri, 12 di maggioranza e 6 di minoranza. Ma dal 1° aprile cambia tutto, perché lo dice qualche ministro e persino il consiglio comunale; dopo aver respinto un mio emendamento contrario, con 12 voti a 7 (13 assenti, 4 astenuti, 1 voto non espresso), ha introdotto l’obbligo di convocazione dei consigli comunali in presenza per tutti i consiglieri, che per esercitare il loro mandato, dovranno vaccinarsi o tamponarsi ogni 48 ore, rischiando fra l’altro di contagiarsi e di creare un focolaio tra gli amministratori veronesi – cose già viste per altri assembramenti –, perché la nostra sala consiliare, diversamente da quella di altri Comuni, che hanno addirittura installato barriere in plexigas tra un consigliere e l’altro, non è abbastanza grande per garantire un’aereazione sufficiente e il distanziamento fisico».

Il candidato sindaco punta quindi il dito contro la maggioranza: «Ormai siamo quasi alla fine del mandato, ma questi comportamenti gettano cattiva luce sulle capacità raziocinanti dell’Amministrazione uscente, pronta ad eseguire ordini assurdi, che ledono l’onorabilità delle istituzioni, senza alzare un dito per difendere i diritti costituzionali degli eletti e dei cittadini. Avevo promesso di restare fedele al mandato elettorale di maggioranza, pur essendomi candidato alle prossime elezioni amministrative in competizione con l’attuale maggioranza, ma mi viene impedito di partecipare ai consigli comunali e alle commissioni, se non chino il capo per esibire un passaporto di salute, che non garantisce nulla. Mi dispiace, ma io non ci sto. Continuerò la mia battaglia nelle piazze o in luoghi segreti, come i carbonari, ma ne vale la pena, perché qui è in gioco la libertà di tutti i cittadini», ha concluso l'attuale consigliere. 

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